Ex Ilva, Mittal ai commissari: addio entro 30 giorni?

 

AM InvestCo Italy invia comunicazione di recesso e risoluzione relativa al contratto di affitto dei rami d’azienda Ilva. Parte trattativa?
pubblicato il 04 Novembre 2019, 14:29
3 mins

Lo avevamo scritto in tempi non sospetti. Era solo questione di tempo. E adesso è difficle capire cosa si potra fare o meno per evitare che la questione possa assumere contorni grotteschi.

La società AM InvestCo Italy ha inviato questa mattina ai Commissari straordinari di Ilva S.p.A. una comunicazione di recesso dal contratto o risoluzione dello stesso (“il Contratto”) per l’affitto e il successivo acquisto condizionato dei rami d’azienda di Ilva S.p.A. e di alcune sue controllate (“Ilva”), a cui è stata data esecuzione il 31 ottobre 2018.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/10/24/ex-ilva-il-dado-e-tratto-e-il-punto-di-non-ritorno/)

Il Contratto infatti, “prevede che, nel caso in cui un nuovo provvedimento legislativo incida sul piano ambientale dello stabilimento di Taranto in misura tale da rendere impossibile la sua gestione o l’attuazione del piano industriale, la Società ha il diritto contrattuale di recedere dallo stesso Contratto. Con effetto dal 3 novembre 2019, il Parlamento italiano ha eliminato la protezione legale necessaria alla Società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificando così la comunicazione di recesso” si legge nella nota.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/09/immunita-e-ambiente-laccordo-che-blinda-arcelor2/)

In aggiunta, “i provvedimenti emessi dal Tribunale penale di Taranto obbligano i Commissari straordinari di Ilva a completare talune prescrizioni entro il 13 dicembre 2019 – termine che gli stessi Commissari hanno ritenuto impossibile da rispettare – pena lo spegnimento dell’altoforno numero 2. Tali prescrizioni dovrebbero ragionevolmente e prudenzialmente essere applicate anche ad altri due altiforni dello stabilimento di Taranto. Lo spegnimento renderebbe impossibile per la Società attuare il suo piano industriale, gestire lo stabilimento di Taranto e, in generale, eseguire il Contratto” afferma la società.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/09/20/arcelormittal-afo2-puo-continuare-attivita/)

Altri gravi eventi, indipendenti dalla volontà della Società, hanno contribuito a causare una situazione di incertezza giuridica e operativa che ne ha ulteriormente e significativamente compromesso la capacità di effettuare necessari interventi presso Ilva e di gestire lo stabilimento di Taranto. Tutte le descritte circostanze attribuiscono alla Società anche il diritto di risolvere il Contratto in base agli applicabili articoli e principi del codice civile italiano” prosegue la nota di ArcelorMittal.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/10/19/22ex-ilva-siamo-di-nuovo-al-caos-totale-serve-serieta/)

In conformità con il contenuto del Contratto, la Società ha chiesto ai Commissari straordinari di assumersi la responsabilità per le operazioni e i dipendenti entro 30 giorni dalla loro ricezione della predetta comunicazione di recesso o risoluzione” concludono dalla multinazionale.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/10/30/ex-ilva-incontro-al-mise-azienda-avvisa-il-governo/)

Condividi:
Share
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

3 Commenti a: Ex Ilva, Mittal ai commissari: addio entro 30 giorni?

  1. Piero

    Novembre 4th, 2019

    E che problema c’è? Tanto tutti potranno andare a mangiare a casa della Barbara Iezzi, di Di Maio, di Emiliano, di Melucci di Bonelli, del gruppo parlamentare dei 5stelle, dei vari magistrati e gip, di Marescotti e Matacchiera, i quali tutti non faranno mancare il loro forte contributo.

    Rispondi
  2. Gico

    Novembre 4th, 2019

    A questo punto una politica locale,regionale e nazionale intelligente e competente avrebbe dovuto tener pronto un piano B. Diciamo che non è mai troppo tardi, ammesso e non concesso si tratti di una mossa strategica di Mittal. Il punto cruciale è : i tarantini cosa realmente vogliono? e la classe politica locale avrebbe un reale piano di conversione industriale? A mio avviso prenderei prima in considerazione il risultato del questionario distribuito dai sindacati ai dipendenti , poi da politico trasformerei Taranto da capitale della siderurgia a capitale dell’ energia cioè eliminerei o muterei totalmente l’area a caldo ed insedierei aziende anche a partecipazione statale (compreso il siderurgico decarbonizzato) specializzate in energia sostenibile ( pannelli solari, batterie ,motori e auto elettriche, lo stesso eolico rigassificatori, centrali per la produzione di idrogeno etc.)Non tutti i mali vengono per nuocere importante è avere le idee non dico chiare. Poi se Taranto vuole sempre dimostrare di essere costituita da cittadini “volontariamente apolidi” ignavi, restii, della serie” ce menefutt a me”, allora prendiamoci quello che ci calano dall’alto o forse non prendiamoci nulla ed emigriamo in altri lidi.

    Rispondi
  3. Novembre 5th, 2019

    DALLA PADELLA ALLA BRACE: L’INCIVILTÀ È DÌ CASA NELLA SINISTRA?
    Forse nessuno ha capito il malcontento del Popolo Italiana dopo che l’innamoramento per i Comunisti e presi per i fondelli dal M5S con il dolcetto scherzetto del Reddito di Cittadinanza: dunque, dall’inizio del nuovo secolo hanno lasciato il Mezzogiorno due milioni e quindici mila residenti, la metà giovane fino a trentaquattro anni, quasi un quinto laureato Conte, Di Maio e PD hanno capito perché che i Leader PCI-PD ed ex DC? Dovete sapere che il primo neo Senatore M5s percepì 15.000€ ed io solo di bolletta Enel € 375,75, secondo voi con l’elemosina può mantenersi? Premesso che questa spartizione: “ Repubblica, PD, elezione del Capo di Stato e Ilva la colpa è di quel Popolo che s’è l’ha cercata: memoria corta, quando il divenuto Statista è mio amico Bettino Craxi, chiedeva l’onda lunga? Ebbene, è stato facile orchestrare una Tangentopoli, finita nel cesso e nel vortice solo quei Partiti quasi centenari e la Balena Bianca, mentre quella Rossa che proponeva “ Cattedrali nel Deserto ” di cui questi proponenti sono arrivati al Marx Livello dello Stato come il PCI e di Giorgio Napolitano che si prodigò tanto per l’Italsider-Ilva, oggi sic, Arcelormittal con addio di altri ventiquattro miliardi! Addio Banche serie e affidabili che se fai un deposito alla fine devi pure pagare i debiti del c/c? E già, c’est facile, essere fa comodo essere SMEmorati per non ricordare che Romano Prodi, ospite di Lucia Annunziata a Mezz’ora in più, svela il perché delle (s)vendite di Stato alla fine degli anni Novanta ” Le mie privatizzazioni? Obblighi europei ” e, non fu processato ma, fatto Presidente d’Italy e UE? Che al 31 agosto 2019 il debito pubblico era pari a 2.463 miliardi di euro del Pil, dal 131,4%. Ergo, Napolitano e Monti sono i Marx colpevoli o non potevano non sapere che le tasse non giuste, uccidono un Paese? Mario Draghi Senatore a vita: altro che premier. Ecco l’ultima proposta da un pistola. Poi si sente di fare Presidente della Repubblica? Già ha salvato l’Euro, ma non i 513 milioni di abitanti! Soprattutto la Sovranità Popolare e Democrazia è passata nelle mani immeritata dal PCI-PD-M5S: in poche parole vogliamo no, eleggere chiunque esso sia dai Cittadini o, aimè, addio all’Art.1 della Costituzione: «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al Popolo… quale, se non ha Lavoro e Liberta per colpa di questi di scelta, ma imposto i peggiori Presidenti della Repubblica? Credo che Leonardo Sciascia nell’affermare che ci sono: Uomini veri, mezzi uomini, ominicchi e quaquaraquà
    https://vincenzoditolve.wordpress.com/2019/11/05/dalla-padella-alla-brace-lincivilta-e-di-casa-nella-sinistra/

    Rispondi

Commenta

  • (non verrà pubblicata)