Taranto corsaro a Vallo della Lucania

 

I rossoblù espugnano l'ostico campo della Gelbison grazie ad un gol di Oggiano su lancio millimetrico del ritrovato capitano D'Agostino. La vetta, però, dista sempre quattro punti: il Bitonto ha vinto ancora
pubblicato il 03 Novembre 2019, 18:16
7 mins

Il Taranto espugna il terreno di gioco della Gelbison – che sinora non aveva mai perso in casa e mai aveva subito reti davanti al pubblico amico – grazie ad un gol di Oggiano al minuto 41 del primo tempo.

I rossoblù, tornati al successo esterno dopo le due battute d’arresto di Foggia e Bitonto (gestione Ragno), non hanno ridotto lo svantaggio dal capolista Bitonto (vincente in casa con il Casarano, nel big match della decima di campionato) ma si stabilizzano al quarto posto.

CRONACA

E’ stato un match scorbutico quello con la Gelbison perché i campani in casa coprono bene tutte le zone del campo e concedono poco.

Mister Panarelli, rispetto alla formazione scesa in campo sette giorni prima, ha apportato solo una variazione:Genchi al posto di Favetta come terminale offensivo del suo 4-2-1-3 .

Nei primi quindici minuti del primo tempo il Taranto, nonostante la presenza contemporanea in campo di Guaita- D’Agostino-Oggiano e Genchi  – ossia il miglior potenziale offensivo possibile –si è abbassato troppo ed ha concesso un paio di potenziali occasioni da rete alla Gelbison.

Poi quei quattro davanti hanno cominciato a pressare alto ed il Taranto ha preso coraggio e si è reso pericoloso al minuto 26 con una sventola di sinistro fuori area di Genchi deviata sulla traversa dal portiere di casa  prima di passare in vantaggio al minuto 41 in fase di ripartenza grazie ad una sventagliata con il contagiri di D’Agostino che dalla destra serviva in sulla sinistra Oggiano – che nel frattempo Panarelli aveva invertito di fascia con Guaita,  il quale saltava con un pallonetto il portiere della Gelbison in uscita e poi depositava di testa la palla in rete.

Nella ripresa al minuto 55 la Gelbison si rendeva pericoloso con l’ex Tandara che trovatosi da solo davanti al portiere non concretizzava. A questo punto Panarelli pensava bene di rafforzare la zona nevralgica del campo sostituendo un esterno offensivo (Oggiano) con un centrocampista di rottura (Matute) passando al 4-3-3 per poco più di una decina di minuti perché con l’uscita di Guaita (attaccante esterno) e l’ingresso di Favetta (attaccante) ed il passaggio al 4-3-1-2, faceva intendere di voler tentare di mettere al sicuro un risultato che non è mai stato realmente in discussione nonostante al minuto 88 la Gelbison il pareggio con Uliano nell’unica vera occasione da rete del secondo tempo.

COMMENTO DEI PROTAGONISTI

“Sapevamo che sarebbe stata una partita difficilissima, dovevamo cercare di tenere il ritmo altissimo perché la Gelbison è una squadra che gioca a viso aperto” – spiega il match winner Oggiano – “Abbiamo trovato il gol su una repentina ripartenza grazie al nostro capitano che praticamente con un lancio mi ha messo preciso mi ha messo davanti alla porta. Questa è più di una vittoria e ci tengo a nome della squadra a ringraziare i tifosi per il loro incitamento. Questi tre punti li dedichiamo a loro.”

Poi Oggiano si sofferma sul fatto che la rete sia arrivata quando è stato messo sulla fascia che non predilige: “Io mi adatto, a destra o a sinistra io sono a disposizione dell’allenatore e dei compagni di squadra”.

La domanda a questo punto sorge spontanea: ma mister Ragno non aveva dichiarato che Oggiano non voleva giocare a sinistra e che quindi forse ci sarebbe voluto un over in più su quella fascia?

ASPETTI POSITIVI

La squadra ha trovato il suo modulo tattico congeniale, lasciandosi definitivamente alle spalle il rinunciatario 3-5-2 di Ragno e tornando al passato con Panarelli sia come schemi che come uomini se è vero che – oltre alla conferma che Ferrara come quarto di sinistra in difesa ha i tempi ed il passo di un over ed invece è soltanto un classe ’99 – in queste due gare, seguite al cambio di panchina, i migliori sono stati proprio i “fedelissimi” del tecnico tarantino che nelle prime otto giornate avevano trovato poco spazio:il difensore di destra Pelliccia, l’esterno offensivo Oggiano ed il trequartista D’Agostino.

Altro aspetto positivo è la compattezza mostrata sia nel modo di stare in campo che nell’approccio mentale al match.

ASPETTI NEGATIVI

C’è ancora tanto da lavorare perché una squadra che si può permettere il lusso di schierare contemporaneamente i quattro “moschettieri” (Guaita- D’Agostino-Oggiano e Genchi) deve produrre molto più come conclusioni verso la porta avversaria ed il gioco deve essere allargato molto più sulle fasce. Può essere un fatto di condizione fisica che sicuramente ancora non è al top perché per pressare alto l’avversario c’è bisogno di essere fisicamente a posto.

Parlando dei singoli occorre recuperare, fisicamente e psicologicamente, i due pezzi da novanta del mercato: Genchi e Guaita. Il primo nonostante la consueta grande generosità appare ancora il lontano parente del cecchino quasi infallibile conosciuto nella precedente esperienza in riva allo jonio, il secondo, invece, ancora non ha fatto vedere nulla del potenziale tecnico a disposizione; non riesce a saltare l’uomo e quindi a creare la superiorità numerica sul suo fronte (destro o sinistra che sia) e soprattutto sul piano della corsa appare ancora deficitario.

Infine il dover rincorrere una nuova lepre (l’anno scorso il Picerno, quest’anno a quanto pare il Bitonto) non facilità il compito di Panarelli e dei suoi ragazzi che sanno che non possono sbagliare nulla. Rincorrere – come già evidenziato lo scorso anno – comporta un notevole dispendio di energie nervoso.

 

 

 

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