Consiglio comunale, nota a margine…

 

Nervi tesi, scambi d'accuse e parole pesanti: alla città non giovano
pubblicato il 29 Ottobre 2019, 11:14
3 mins

Un Consiglio comunale a nervi tesi, non c’è dubbio, quello che è andato in scena ieri. Il sindaco Melucci che risponde a toni alti a un consigliere d’opposizione, il presidente del Consiglio Lonoce che tenta disperatamente, sempre a toni alti, di tenere a bada opposizione e maggioranza, scambi d’accuse, parole pesanti… Insomma, non un bel momento di democrazia.
Vedete, siamo sempre stati convinti che il sale del confronto si sparge e diffonde nelle opinioni differenti, nel senso che idee e opinioni diverse concorrano a raggiungere un obiettivo: la tesi migliore. A patto che, a prescindere dalle posizioni, ci sia rispetto e stima reciproche: altrimenti, è solo scena e, soprattutto, non serve al bene comune.
Comprendiamo benissimo che lo scambio d’accuse ascoltate ieri in Consiglio nascano, lo ripetiamo ancora, da posizioni diverse, diametralmente opposte, condite pure da qualche spruzzo di demagogia che – come sempre in questi casi – non manca mai. E, ancora, comprendiamo pure che non sempre si riesca a trovare la cosiddetta ‘quadra’, la sintesi cioè di opinioni differenti se la sintesi stessa non viene inseguita. In fondo, due visioni diverse restano tali se non hanno nulla da spartire, specie se sfociano nei personalismi.
Qui non ci schieriamo con l’uno o con l’altro. Però, di grazia: perchè esagerare nei toni, nelle parole, abbondando le accuse – legittime, se volete – di orpelli al limite dell’offesa? Azzuffarsi non serve a nulla, men che meno contribuisce al presente e al futuro di questa città, già di per se divisa su tutto o quasi tutto e che su questi esempi gonfia il petto di quanti tifano perchè ci siano tante fazioni.
Ora, inutile soffermarsi su quel che è accaduto, nel senso che le ragioni che hanno spinto maggioranza e opposizione a darsele – verbalmente – di santa ragione (perdonate il gioco di parole…) potrebbero pure avere fondamenta serie: ma ciò giustifica comportamenti border line?
No, Taranto di tutto ha bisogno tranne che mettere in scena nella Casa comunale spettacoli simili. Si discuta, sempre e comunque e anche animatamente: però, il rispetto dei ruoli, dell’Istituzione e soprattutto dei cittadini viene prima di tutto. Le zuffe servono all’audience: l’Italia è già la massima rappresentazione di quanto le urla nascondano i problemi soltanto per rinviarli.
Altrimenti, anche da noi questa può diventare una deriva che non porta da nessuna parte e la città, già martoriata da problemi enormi, potrebbe sentirsi sola del tutto e non rappresentata. A tutti i livelli e soprattutto da nessuno.

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

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