Consiglio Comunale, volano parole pesanti

 

L’aula diventa il ring di una rissa verbale sull’annosa vicenda dello staff del sindaco.
pubblicato il 28 Ottobre 2019, 19:06
7 mins

Riprende da dove si era interrotta due settimane fa, la discussione del Consiglio Comunale, e cioè da quel debito fuori bilancio di ben tre milioni e mezzo di euro derivante dalla quota ancora non pagata della parcella dei due avvocati Dentamaro e Bracciodieta, che difesero il Comune nella causa per i BOC, una delle vicende da cui prese il via il dissesto dell’ente (leggi qui per approfondire). Questa volta, nonostante l’opposizione esca nuovamente dall’aula, il provvedimento viene approvato. Non per questo, però, la discussione procede in maniera lineare. Tutt’altro.

Polemica sullo staff del sindaco

La miccia che fa esplodere il dibattito è l’intervento del consigliere Massimo Battista sull’approvazione del bilancio consolidato 2018. L’atto, ricorda il consigliere del Gruppo Misto, consentirà al Comune di effettuare nuove assunzioni, e fra queste ne cita tre in particolare: sono le assunzioni di tre persone per costituire lo staff di Sindaco e Giunta, come previsto dalla delibera n.240/2019. Fra queste tre, una scatena le polemiche delle opposizioni; si tratta di Doriana Imbimbo, già membro dello staff del sindaco, da cui dovette dimettersi circa due anni fa dopo che era emerso come il suo curriculum non fosse compatibile con il contratto di lavoro che la legava all’ente (vicenda il cui iter giudiziario non si è ancora concluso).

Massimo Battista

Quando il consigliere Battista tocca questo tema, il presidente Lonoce lo invita ad attenersi all’ordine del giorno (che prevede, appunto, in quel momento, la discussione del bilancio consolidato 2018). Replicando un cliché già visto sin troppo spesso, Lonoce e Battista battibeccano per alcuni minuti, con il presidente che toglie la parola al consigliere e minaccia di farlo allontanare dall’aula, mentre questi continua a reclamare l’opportunità di discutere il tema. Successivamente, Lonoce invita ad attenersi al tema anche consiglieri di maggioranza (Blé e Bitetti) che vorrebbero replicare a Battista. Non così, però, quando interviene direttamente il sindaco Melucci. Il primo cittadino non lesina attacchi anche personali circa la coerenza degli accusatori (in particolare a Battista imputa di essere stato eletto con i 5 Stelle e di non essersi dimesso dal Consiglio Comunale una volta lasciato il MoVimento), ma soprattutto difende, senza mai nominarla, Doriana Imbimbo, elogiando anche il suo essersi fatta da parte una volta esploso il caso, ormai circa due anni fa. Mentre le opposizioni rumoreggiano contro il presidente Lonoce, che non ha richiamato il Sindaco al rispetto dell’ordine del giorno, Melucci accusa l’opposizione di non aver mai fornito contributi utili alla vita amministrativa della città e chiude il suo intervento invitando la maggioranza a votare il bilancio «non per le stronzate», ma per le cose serie che esso contiene. Un linguaggio, vorremmo affermare senza essere tacciati di moralismo, sicuramente non consono al primo cittadino e al contesto della massima assemblea cittadina. Ma il vero casus belli scoppia qualche secondo dopo, quando Melucci si accomoda dopo aver chiuso il suo intervento. Il microfono resta ancora aperto per qualche secondo e nel caos generale si percepisce una parola, evidentemente all’indirizzo delle opposizioni: «bestie». Come si può facilmente immaginare, la situazione degenera e per alcuni minuti il dibattito è, di fatto, interrotto. Oltre al sindaco, come dicevamo, nel mirino finisce il presidente Lonoce, che alza anch’egli i toni quando il consigliere di centrodestra Nilo lo apostrofa con un ben poco istituzionale «stai zitto».

Rinaldo Melucci

Cui prodest?

E meno male, verrebbe da dire, che tutti, a rotazione, invocano la presenza dello streaming. Ebbene, chiunque avesse deciso giusto oggi di tenersi informato in diretta sull’andamento dei lavori non deve averne ricavato una gran bella immagine della politica cittadina. Ma soprattutto, ne avrà ricavato un’immagine falsa. Perché da una parte e dall’altra, alle volte, si ha quasi l’impressione che convenga dare l’immagine di una politica dei duri e puri, per mandare messaggi di incorruttibilità ora all’una, ora all’altra parte dell’elettorato. La realtà che osserviamo e proviamo a raccontare, però, è diversa. È una realtà fatta sì di aspre contrapposizioni, ma anche di grandi momenti collaborativi, ad esempio su grandi progetti come i Giochi del Mediterraneo, sostenuti da un fronte politico assolutamente trasversale. E allora, dinanzi allo spettacolo indecoroso di un’aula consiliare ridotta ad una controfigura del peggior salotto del pomeriggio televisivo, la domanda che sorge spontanea è: cui prodest? Perché svilire ancora di più un’arte nobile come quella della politica? Davvero, fatichiamo a spiegarcelo, e speriamo davvero che oggi sia stato chiaro a tutti il senso di un limite che non doveva (e non dovrà più) essere superato.

Per la cronaca, oltre al bilancio di previsione 2019, al bilancio consolidato 2018 e ad un’infinita serie di debiti fuori bilancio, giova ricordare che oggi il Consiglio si è espresso per la prima volta sulla nomina di un garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Nessuno dei quattro candidati ha raggiunto il quorum previsto di 17 preferenze da parte del Consiglio Comunale, per cui la votazione si ripeterà nuovamente in occasione della prossima seduta. Speriamo, in un clima più “alto” e “nobile”.

Qui lo streaming della seduta: https://www.magnetofono.it/streaming/taranto/play.php?flv=TA2_49664_67522_001_20191028&q=

Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)