“Pregiatissimo dott.Feltri…”

 

Il direttore di 'Libero' con un tweet ha detto la sua sulla vicenda ex Ilva. Che fa riflettere...
pubblicato il 27 Ottobre 2019, 12:39
5 mins

Pregiatissimo dott.Feltri, chissà se queste mie umili righe la raggiungeranno: non ho – mi creda – questa arroganza, ma in tutta sincerità lo spero. Nonostante sappia perfettamente che, ciò avvenisse, la sua eventuale risposta fulminerebbe il sottoscritto, riconoscendole – per quanto valga il mio umile giudizio – potenza di parole, cultura e intelligenza che hanno pochi riscontri in Italia. E mi stenderebbe senza pietà, in un niente. In fondo, sono un piccolo direttore di un altrettanto piccolo sito web, che prova a far decente informazione in una terra straordinaria ma afflitta da grandissimi problemi, nota al mondo per i veleni che ingoia da decenni, molto meno per la sua ultramillenaria storia e bellezza.
Ma accetto il rischio d’esser seppellito. E se mi permetto di vergar qualcosa, è perchè sono rimasto colpito dal suo tweet sulla vicenda Ilva (ex, va specificato) e che riporto: “La vertenza Ilva di Taranto è paradossale. Si dice che alcuni operai dello stabilimento morissero di tumore. Può darsi. Ora che l’azienda chiude tutte le maestranze moriranno di fame. Però, che affare”.


Mi permette una riflessione? Beh, in fondo ha ragione: è paradossale. Perchè la vicenda è deflagrata nel 2012 nell’inchiesta ‘Ambiente Svenduto’, dopo anni di denunce. Perchè vari Governi della Repubblica italiana – da Monti all’ultimo in carica – non hanno fatto altro che decretare la sopravvivenza di quella fabbrica, nell’estremo tentativo di far convivere lavoro e salute. Perchè perfino la Corte Costituzionale ha sentenziato che la salute dei tarantini non vale quanto il profitto e il lavoro. Paradossale perchè, oltre ai tanti allarmi della Scienza indipendente su Taranto, lo Studio Sentieri – che non è scritto dai tarantini nè da politici o ricercatori scientifici tarantini ma voluto e sostenuto dal Ministero della Salute – negli anni e nei vari aggiornamenti ha certificato e così riconosciuto i danni al territorio e ai corpi dei suoi cittadini provocati dall’inquinamento.
In definitiva, paradossale è che forse lei non conosca la vicenda in tutti i suoi risvolti se con un semplice tweet esprime la sua libera opinione in proposito. Oddio, libera com’è giusto che sia: la libertà d’opinione è sancita dalla Costituzione, e perdippiù lei dirige un quotidiano dalla denominazione che la dice tutta: ‘Libero’.
Bene, lei appunto è assolutamente libero di esprimersi come vuole sulla vicenda. Sa una cosa, però? Anche i tarantini che non sono più con noi erano liberi di vivere in un ambiente migliore. Così come liberi sono coloro i quali combattono tutti i giorni contro i tumori, senza distinzione d’età e di classi sociali. Sono liberi anche quei magistrati che stanno tentando – disperatamente, aggiungiamo – di fermare le nefandezze sputate da quella fabbrica. Fabbrica che non può certo profumar di caramelle, nè reggere l’usura del tempo. Almeno, finora.
Ma qui il concetto di libertà è condizionato. Perchè Taranto non ha frontiera, come invece necessiterebbe. Una frontiera che separi salute e veleni industriali. Perchè Taranto non è libera di decidere del proprio destino, ormai da un paio di secoli: per colpe proprie ma anche e soprattutto per scelte calate dall’alto. E la Storia lo dimostra: basterebbe conoscerla almeno un po’. Perchè, ancora, qui non si parla di una fabbrica di Stato (lo è stata per un trentennio e parzialmente negli ultimi anni) per cui l’italiano può sacrificare se stesso: no, qui si parla di fabbrica privata e prevale dunque il profitto – gli sghèi – non certo l’interesse comune. Ahivoglia a dichiararla strategica: è una barzelletta tutta italiana.
Vede, anche qui esistono opinioni differenti sulla vicenda e su come andrebbe affrontata. Però, c’è una convinzione comune certificata dalla Scienza: quella fabbrica con le sue emissioni, in mezzo secolo e passa, ha ucciso centinaia e centinaia di persone e oggi continua a farlo, al netto di qualche recentissimo miglioramento sulla qualità dell’aria. Semmai, sarebbe opportuno parlare di ricatto occupazionale: o lavori respirando veleno, oppure resti a casa.
E allora, c’è da chiedersi: quanto vale la vita umana? Lei dott.Feltri, ha una risposta al dilemma?”

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

23 Commenti a: “Pregiatissimo dott.Feltri…”

  1. Danilo

    Ottobre 27th, 2019

    Condivido parola x parola ….grazie

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  2. antonio

    Ottobre 28th, 2019

    sarò in controtendenza ma sono con Feltri. ho lavorato 30 anni in italsider, come vede sono ancora qui a commentare un articolo. ho avuto anche io vittime di inquinamento in famiglia, ma non vivevano a Taranto, per cui non posso nemmeno accusare l’Ilva. d’altra parte, ormai si muore per inquinamento in tutta l’Italia. vogliamo tornare all’epoca della pietra? si moriva più giovani, ma non per colpa dell’inquinamento. si consoli pensando che esistono posti (Priolo, Gela) molto più imquinati di Taranto. io sono felice del fatto che le cose stanno migliorando, ma mettere 10000 famiglie in mezzo alla strada…….

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    • Vito Domenico Maraglino

      Ottobre 28th, 2019

      Mi dispiace ma non condivido affatto.
      A questo punto inutile investire sulle auto elettriche, non sono le uniche ad inquinare, ci si ammala comunque.
      Ma cosa dice!? Se si può migliorare perché no!
      Non si può pensare che pur di lavorare si debba accettare l’alto rischio di ammalarsi e morire! In altre parti del nostro Paese si vive e si lavora anche senza l’Ilva, basti pensare alla riviera romagnola.

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    • Piero

      Novembre 1st, 2019

      Si muore di tumore anche tra le montagne del Trentino, la diffeenza sta in quanti si muore e per quali tipologia di tumore. Inoltre la statistica ci insegna che non si valuta il singolo caso, ma si analizza un campione, altrimenti le dovrei portare il caso del piccolo Lorenzo nel cui cervello hanno trovato particelle metalliche. Per fortuna esiste la scienza che ci racconta i fatti, noi poveri ignoranti possiamo raccontare solo di noi stessi, delle nostre fortune o delle nostre sfortune.

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  3. Claudio Monteduro

    Ottobre 28th, 2019

    Che il TUO commento “fatta lettera” trovi tutta la mi completa condivisione nemmeno a parlarne anche perchè di questo “trombone” del giornalismo, ogni piè sospinto, delle sue sortite bisognerebbe farne una sorta di vademecum per come interpreta e professa un “mestiere” che informi e non “disinformi” prodomo suo. Le sue interpretazioni di una realtà hanno il nonsenso di una “maturata” senilità arteriosclerotizzata. Bisogna farcene una ragione.

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    • Giusy

      Ottobre 28th, 2019

      Ma tu che definisci “trombone” una persona (e non entro nel merito di giudicarla) sei sicuro di averne la capacità, la cultura, l’ educazione per farlo? Troppo facile parlare dal proprio divano solo per simpatie politiche, ragiona, pensa, e poi giudica senza farlo da tifoso di calcio ad esempio.

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  4. Christiano Spagnoletti

    Ottobre 28th, 2019

    Puntuale, chiaro e diretto, il commento del Direttore, Marcello Di Noi.
    Molto spesso, anche altre autorevoli firme del giornalismo nazionale, sia in formato cartaceo che televisivo e web, hanno parlato della città senza conoscerla realmente.

    Quest’estate, sono passato da Piombino (ero in vacanza): acciaieria vicina alla città come a Taranto, ma chiusa!!!
    Con progetto regionale e, se non ricordo male statale (Governo Renzi), di riqualificazione del sito produttivo.

    Noi??? Procediamo tra diatribe di ogni genere, senza venire a capo della situazione. E con i due incidenti ai gruisti morti, che con l’inquinamento non c’entrano, ma che resteranno nella storia della città per il dolore arrecato a famiglie e agli amici dei due poveri lavoratori.

    Buon lavoro Direttore.

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  5. Mark

    Ottobre 28th, 2019

    Innanzitutto, Feltri non è in possesso del titolo di dottore. D’ltra parte tale titolo, a partire dalla vergognosa riforma dell’università, ha perso valore, e lo si elargisce a cani porci, per cui potremmo senz’altro regalarlo anche al sig. Feltri. In secondo luogo, appellare Feltri “illustrissimo” sarebbe davvero, se in realtà non fosse patetico. Niente di cui stupirsi, tuttavia, in paese avvezzo a cortigianeria e servilismo, uniche doti richieste a ignoranti ed incapaci per poter fare carriera.

    Rispondi
  6. Mark

    Ottobre 28th, 2019

    Innanzitutto, Feltri non è in possesso del titolo di dottore. D’ltra parte tale titolo, a partire dalla vergognosa riforma dell’università, ha perso valore, e lo si elargisce a cani porci, per cui potremmo senz’altro regalarlo anche al sig. Feltri. In secondo luogo, appellare Feltri “illustrissimo” sarebbe davvero esilarante, se in realtà non fosse patetico. Niente di cui stupirsi, tuttavia, in paese avvezzo a cortigianeria e servilismo, uniche doti richieste a ignoranti ed incapaci per poter fare carriera. Voglio pertanto supporre che i suddetti appellativi siano stati utilizzati in modo ironico.

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    • Cristna

      Ottobre 28th, 2019

      Mi spiace doverti contraddire il sig. FELTRI è DOTTORE in quanto ha conseguito una laurea in Scienze Politiche…. Si aggiorni prima di scrivere baggianate.

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  7. FRANCESCO OCCHIUTO

    Ottobre 28th, 2019

    Gentile Direttore Di Noi,
    si é rivolto a uno che fa il Direttore. ma non haa Sua onestà intellettuale e l’arguzia civile di uns sana provocaxione.
    È tempo perso, meglio fare un accorato appello a un sindacalista onesto e a lungo bistrattato come Landini.
    È più efficace che fare involontariamente la sponda a un servo maleducato, sciocco, arrogante e per niente libero come Feltri.
    Per Lui basta e avanza una parola che taluni amici meno forbiti di Lei sfoderano alzando il braccio destto battendoci la mano sinistra. Tié
    Per intenderci la sempre eloquente SBRAZZATA

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  8. Gaeta

    Ottobre 28th, 2019

    Vedo io n queste denunce da Voi fatte solo una MANCATA VOLONTÀ POLITICA DI RISOLVERE I PROBLEMI !! (Come in TUTTA ITALIA ) del resto..!! POI DELLE AFFERMAZIONI DEL Sig. FELTRI NON LE PRENDEREI PROPRIO IN CONSIDERAZIONE..!! ( visto e considerato l’amoere che costui afferma di avere per il SUD ITALIA..!!)

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  9. Romano Bergamaschi

    Ottobre 28th, 2019

    Vivo a Piacenza, dove le ciminiere non mancano, e sputavano veleni di tutti i colori. Ebbene, hanno cominciato ad applicare filtri ed ogni genere di riciclo di fumi e quant’altro e piano piano la situazione è decisamente migliorata, anche se ovviamente bisogna continuare ad applicare tecnologia atta ad abbattere e neutralizzare sempre di più le emissioni. Cioè: è questione di tecnologia applicata e di costi, ovvero di buona volontà: volere è potere. Non per nulla i nostri rifiuti per paesi nordici tecnologicamente avanzati costiuiscono risorse da trasformare in prodotti utili. I problemi di fatto vanno risolti coi rimedi di fatto, non con le chiacchiere polemiche e inutili piagnistei. Ma nel sud Italia la mentalità è peggio che al tempo dei Borboni, colpa del malaugurato “risorgimento”!…

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  10. Pasquale samele

    Ottobre 28th, 2019

    Oramai il Feltr…o scrive cose solo per essere citato e per far vedere che pensa .
    Facciamo tutti una cosa utile per l’umanità…ignoriamolo . Perché un ignorante va’ ignorato o si fa’ il suo gioco.

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  11. Francesco Puppin

    Ottobre 28th, 2019

    Purtroppo a volte il dilemma è tra occupazione e salute, apparentemente sembra facile dire “prima la salute” però dove mancano alternative è drammatico decidere, nella cosiddetta legge di mercato la riconversione non sempre è tecnicamente possibile e a volte è economicamente poco sostenibile, a volte l’alternativa è delocalizzare la produzione così i danni alla salute vanno altrove (occhio non vede, cuore non duole) e l’occupazione si perde in buona parte. Penso che il dilemma vada risolto, dopo aver valutato tutte le alternative, lasciando decidere alla popolazione residente vicino (quanto vicino?) alla fabbrica… il problema è se l’acciaio serve nella nostra società, la risposta è ovviamente positiva, allora dove lo produciamo? Anche se lontano dai centri abitati l’inquinamento atmosferico si sposta facilmente col vento… è un bel casino! Alla fine penso che le produzioni pericolose per la salute andranno nei paesi poveri che accetteranno senza essere informati e per sopravvivere…

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  12. Diabolok

    Ottobre 28th, 2019

    Ma i sindacati dove erano al bar?

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  13. Antonio Rizzelli

    Ottobre 28th, 2019

    Sono alternative entrambe terribili. Il lavoro che rende liberi perché in grado di dare dignità e operosità alla vita e la mancanza dello stesso che ti annienta psicologicamente. Spesso sono transitato davanti all’Ilva per andare in vacanza sulla costa ionica sino a Gallipoli. Ricordo il fumo delle ciminiere e i guard rail con la ruggine a Tamburi. Tanta tristezza per quei lavoratori e per quel popolo, il mio popolo pugliese. Non ho idee o ricette per una soluzione purtroppo. Magari le avessi.

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  14. nicola napolitano

    Ottobre 28th, 2019

    Tale Bergamaschi, continui a vivere a Piacenza, nel regno Sabaudo-Veneto che quanto a mentalità era abbastanza arretrata se nel Regno Borbonico c’era la ferrovia e voi andavate sui muli. Studi,se è capace.

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  15. Attilio Piccininoo

    Ottobre 28th, 2019

    Il guaio del citato giornalista consiste nel fatto che abusa della sua notorietà per esprimersi gratuitamente su qualsiasi tematica. A casa mia si chiama petulanza, oppure grafomania, spesso molto dietrologica, retorica ed invadente. Personalmente m’interessano i giudizi che abbiano un minimo di oggettività. I pregiudizi mi danno allergia e li rimando volentieri al mittente.

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  16. Giusy

    Ottobre 28th, 2019

    Io direi prima di imparare e scrivere in italiano corretto, poi tutti i commenti possono essere accettati.

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  17. Daniela D'Onofrio

    Ottobre 29th, 2019

    …una verità non più nascosta, ma ugualmente e volutamente ignorata!… La vita di un “terrone”, parassita e scroccone, val bene un ricatto basso e subdolo come quello da lei sottolineato, egregio dottore!

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  18. Nicola

    Ottobre 29th, 2019

    E lo stato inesistente e anche imprenditori del sud eliminando l ilva potrebbero riconvertire in un altro stabilimento menpo inquinante

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  19. Emanuele Vinci

    Ottobre 29th, 2019

    Condivido e compiaccio per la lettera inviata al dott Feltri (cittadino della Bergamo alta) dal’architetto di NOI !!

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