MES: “L’apparizione di Melucci a PresaDiretta? L’ennesimo teatrino della confusione”

 

pubblicato il 22 Ottobre 2019, 10:16
3 mins

Il Movimento Europeo Socialista interviene sulle dichiarazioni del sindaco Melucci nel corso della trasmissione PresaDiretta, della scorsa settimana: “La trasmissione televisiva di Riccardo Iacona, in onda su Rai3, ha ancora una volta portato all’attenzione pubblica nazionale la questione Taranto, provando a dare voce un po’ a tutti, per dare una visione per quanto possibile globale. Impresa non facile, i media locali hanno difficoltà a raccontarla quotidianamente, figuriamoci in un servizio televisivo condensato. Gli interventi di Matthieu Jehl, amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, del governatore Michele Emiliano, dell’ex-ministro Carlo Calenda e del mondo dell’ambientalismo ionico, hanno rappresentato in maniera complessiva tutte le sfaccettature – e le contraddizioni – che ruotano attorno agli impianti ionici. I dati scientifici, raccolti dagli entri preposti, ci raccontano di una situazione in miglioramento rispetto al passato, di limiti normativi rispettati, di piani ambientali che per il momento sono adempiuti. Sul futuro restano le divergenze, come è normale che sia. Secondo il giornalista Iacona, rispetto alla passata gestione sono stati comunque fatti dei passi in avanti per il bene della città, ma per il sindaco di Taranto – ospite in diretta da Bari – la situazione non sarebbe delle migliori, anzi forse peggiore. Incalzato dal conduttore, invitato a spiegare cosa non funziona con ArcelorMittal, il primo cittadino schiera in campo tutti gli argomenti di facile presa: la salute dei cittadini, soprattutto dei più piccoli, gli “schiaffi” dati alla città dalla nuova gestione – rea forse di non considerarlo abbastanza, ma in quale campo non è dato saperlo – ed infine il famoso piano B, la miracolosa riconversione economico-ambientale della città.
Quando Iacona gli fa notare che su determinati aspetti di rilievo non si possa puntare il dito su ArcelorMittal – da meno di un anno al comando della fabbrica dell’acciaio – Melucci come un pugile suonato riesce prima a fare proprie le tesi di Emiliano e Calenda – diametralmente opposte – e poi a parlare di impianto più piccolo, e chiusura dell’area a caldo. Una soluzione, sicuramente, ma che ha un costo in termini di posti di lavoro. È una questione di pura e mera logica, un impianto ristretto richiede un personale ancora più contenuto rispetto ad oggi. Il sindaco di Taranto – ma residente altrove – è in grado di sposare fino all’ultimo questa sua soluzione? È in grado di affrontare in prima persona l’ennesima crisi occupazionale sul territorio? Ha soluzioni alternative per i dipendenti che saranno esclusi? La loro sorte è contemplata nel famoso piano B? O si laverà le mani, scaricando la totale responsabilità su ArcelorMittal? Insomma, l’ennesimo teatrino confusionario del primo cittadino, che non perde occasione di mostrare il suo dente avvelenato nei confronti dei nuovi gestori del polo siderurgico, a volte anche gratuitamente, salvo poi lamentarsi dei toni dialettici che ormai regnano in città”.

Condividi:
Share
Per comunicati stampa o proposte [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)