Ex Ilva, il ministro al Senato: “Produzione acciaio fondamentale”

 

Il ministro Patuanelli interviene in Aula e conferma la linea che prevede la tenuta insieme di produzione, lavoro, ambiente e salute
pubblicato il 22 Ottobre 2019, 17:39
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Era solo questione di tempo. Ma che scoppiasse il caos politico sul nuovo, ennesimo, intervento legislativo del governo sull’ex Ilva, non vi era alcun dubbio. Dopo l’ok all’emendamento (il 14.1) che prevede la soppressione dell’art. 14 del dl Imprese sulla norma che prevede le tutele legali per gli affittuari e i futuri proprietari del siderurgico di Taranto in attuazione delle condotte del Piano Ambientale, ed in contemporanea l’approvazione di un ordine del giorno a firma del Partito Democratico, Italia Viva e Autonomie che chiede al governo di garantire la continutià produttiva del sito, la tutela dei livelli occupazionali, l’attuazione del Piano Ambientale e la possibilità di percorrere anche la strada della decarbonizzazione, il danno è bello che fatto.

A maggior ragione poi a fronte dell’intervento del ministro Patuanelli in Aula, che pur parlando dell’ex Ilva in affitto al gruppo ArcelorMittal Italia, non ha mai nominato il nome dell’azienda, nè la soppressione dell’emendamento sull’esimente penale. Di fatto, un intervento che sembra andare in direzione totalmente contraria ad ogni ipotesi di chiusura del siderurgico tarantino. “Non c’è alcuna volontà politica di acuire crisi aziendali da parte di questo governo. Per questo posso tranquillamente affermare che non c’è piano industriale per l’economia di questo Paese, senza un’adeguata produzione siderurgica, che il governo deve garantire“. E’ questo quanto dichiarato poco fa dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, in Aula al Senato in risposta agli interventi dei vari senatori sul decreto Imprese in fase di approvazione.

A tal proposito ieri durante la riunione delle commissioni Industria e Commercio, è stato votato e approvato un ordine del giorno Pd, Iv, Autonomie, che mi impegno a portare avanti a nome del governo – ha detto ancora Patuanelli -. Credo che si debba trovare un punto di equilibrio, attraverso anche la possibilità dell’utilizzo di nuove tecnologie, sempre in accordo con chi gestisce impianti e non in forma unilaterale, tenendo insieme la capacità produttiva, le tutele occupazionali, e il rsipetto della salute e dell’ambiente, perché credo che oramai sia chiara a tutti l’impossibilità di procedere sulla strada che ha portato quei fenomeno di malattia e morte e per colpa dell’inquinamento. Bisogna quindi dare risposte certe a tutto il tessuto di Taranto. Anche per questo credo che il CIS debba affrontare temi con più velocità e incisività. Serve uno sforzo comune perché progetti ed idee diventino realtà per dare risposte a cittadini Taranto” ha concluso il suo intervento il ministro.

Dopo di che il governo ha chiesto una sospensione sino alle 20, per lavorare ad un maxi emendamento sul quale sarà posta la fiducia. Tra i fischi e gli applausi ironici dei presenti. 

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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