Ex Ilva, ‘immunità’: cassato articolo, non la norma (?)

 

Approvato in serata l'emendamento del M5S che prevedeva la soppressione dell'art. 14 del dl Imprese. Ma resta in vigore il Dl Crescita
pubblicato il 22 Ottobre 2019, 09:30
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E’ stato approvato nella tarda serata di ieri, dalle commissioni Industria e Lavoro del Senato, l’emendamento del Movimento 5 Stelle che sopprime l’articolo 14 del dl ‘salva-imprese‘ (il 14.0). La norma  relativa alle tutele legali previste per i gestori, gli affittuari e i futuri proprietari del siderurgico tarantino, durante le condotte poste in essere nell’attuazione del Piano Ambientale.

Questa mattina il decreto legge arriva in Aula per la sua approvazione in vista del ritorno alla Camera e della data del 3 novembre, giorno nel quale dovrà essere obbligatoriamente convertito in legge. Per questo è quasi certo che oggi il governo porrà la fiducia sul testo.

Serve un chiarimento per quanto attiene la norma sull’esimente penale. Che abbiamo già sottolineato ieri. Venendo soppresso l’art. 14 del Dl Imprese, resta in vigore quanto approvato attraverso l’art. 46 del Dl Crescita. L’art. 46 del decreto-legge n. 34 del 2019, ha inatti limitato dal punto di vista oggettivo l’esonero da responsabilità alle attività di esecuzione del Piano Ambientale, escludendo l’impunità per la violazione delle disposizioni a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, ed ha individuato nel 6 settembre 2019 il termine ultimo di applicazione dell’esonero da responsabilità.

Di fatto dunque, la norma resta, seppur modificata. Come avevamo avuto modo di spiegare già nei mesi scorso infatti, la norma viene circoscritta al Piano Ambientale e per questo sarà applicata impianto per impianto, ancorandosi ai tempi previsti dall’Aia per la messa a norma delle singole aree. Questo significa che mentre prima l’estensione riguardava l’attuazione del Piano Ambientale sino alla sua conclusione, adesso l’immunità scadrà ogni qual volta terminerà il termine previsto per l’attuazione di ogni singolo intervento. 

Il nuovo iter sarebbe dovuto partire dal 7 settembre, come specificato nel decreto, prima della modifica dell’art. 14 del Dl Imprese. A cadere non sarà dunque l’intera norma, ma soltanto quella del 2015. 

Almeno questa è quello che dovrebbe essere l’interpretazione più corretta rispetto a quanto accaduto negli ultimi mesi. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/10/21/ex-ilva-dl-imprese-ok-emendamento-salva-produzione2/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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