Debiti record al vaglio del Consiglio Comunale

 

Manca il numero legale sull’approvazione di un debito record da tre milioni e mezzo, frutto di una sentenza sfavorevole al Comune. In precedenza, approvata (non senza qualche distinguo) una variazione di bilancio da oltre due milioni per finanziare i Giochi del Mediterraneo.
pubblicato il 17 Ottobre 2019, 17:52
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I nostri lettori più assidui lo sanno bene: i debiti fuori bilancio sono un ingrediente che non manca mai nelle riunioni del Consiglio Comunale. Si tratta di cifre dovute dall’Amministrazione comunale a enti terzi o a privati cittadini, per lo più a causa di sentenze sfavorevoli. Perché questi debiti possano essere saldati, però, è necessaria l’approvazione del Consiglio Comunale. Solitamente questo avviene in maniera pressoché meccanica. Talvolta, però, qualcosa non va per il verso giusto. È il caso del Consiglio di oggi.

Una parcella da sei milioni di euro

Dante Capriulo

Dante Capriulo

Fra i punti all’ordine del giorno, apre la carrellata di debiti fuori bilancio una cifra monstre: € 3.510.467,29. Si tratta, strano ma vero, di solo una quota della parcella dovuta dal Comune agli avvocati Ida Maria Dentamaro e Angelo Bracciodieta. La vicenda risale agli anni del dissesto. All’epoca del commissariamento, il Comune affidò ai due legali la propria difesa nella complessa vicenda dei Buoni Ordinari Comunali (BOC), una delle più ingenti voci di debito (ben 250milioni di euro, quasi raddoppiati negli anni a causa degli interessi) che spinsero il Comune nel baratro del dissesto, ormai quasi tre lustri fa (leggi qui un nostro vecchio articolo per approfondire). Come ricostruito dal presidente della Commissione Bilancio Dante Capriulo durante lo scorso Consiglio (il 13 settembre), i due legali hanno richiesto, per l’efficace difesa, una parcella decisamente pesante: quasi 6 milioni di euro, di cui 2,3 già corrisposti. Per i restanti 3,5 il Comune e i due legali erano in causa. La sentenza è stata sfavorevole all’Amministrazione, che ha ugualmente tentato una conciliazione in extremis. In occasione del Consiglio di un mese fa, in un accorato intervento (qui, dal minuto 1:18:36 al minuto 1:26:04), Capriulo si appellò all’etica dei due avvocati riconoscendo la legittimità, stabilita dalla magistratura, delle loro pretese economiche, ma chiedendo ugualmente la proverbiale “mano sul cuore” per una cifra ancora da corrispondere (i famosi tre milioni e mezzo) pari a quella stanziata dall’Amministrazione per ristrutturare il Campo Scuola al Rione Salinella.

Falliti tutti i tentativi, il Consiglio avrebbe dovuto mettere oggi la parola fine su questa storia. Al momento della discussione, però, tutti i consiglieri di opposizione hanno abbandonato l’aula. Le assenze nella maggioranza (inclusa quella del sindaco) hanno fatto il resto. Al momento della votazione erano in aula 16 consiglieri, uno in meno del numero legale. Consiglio interrotto e approvazione rinviata alla seconda convocazione, il prossimo 28 ottobre.

Per un solo consigliere viene meno il numero legale.

L’esito della votazione, che segnala il mancato raggiungimento del numero legale.

Due milioni per i Giochi del Mediterraneo

L’assise si era aperta su un altro punto rimasto in sospeso dall’ultima riunione: i Giochi del Mediterraneo. Il Consiglio ha approvato pressoché all’unanimità (si sono astenuti i consiglieri Cannone e De Gennaro) una variazione di bilancio che mette a disposizione due milioni e duecentomila euro per i Giochi. Il voto favorevole, ad ogni modo, non ha impedito ai consiglieri dell’opposizione (in testa Battista e Fornaro, ma anche l’astenuto Cannone) di esprimere alcuni dubbi che l’Amministrazione dovrà sciogliere nei prossimi mesi.

Fra i punti individuati come problematici, innanzitutto la data. Tutti abbiamo sentito parlare dei Giochi del 2025, ma è più che probabile che la manifestazione slitti al 2026. Durante l’estate di quell’anno, però, si terranno anche i Mondiali di calcio, che monopolizzerebbero l’attenzione mediatica, riducendo il profilo anche economico della manifestazione tarantina. L’altro punto di critica riguarda il rischio, paventato dalle opposizioni, che troppi eventi si svolgano lontano dal capoluogo, privilegiando i capoluoghi vicini di Brindisi e Lecce. Una decisione, peraltro, rivendicata dalla maggioranza in quanto la sola città di Taranto non potrebbe ospitare da sola i 65 impianti sportivi necessari alla manifestazione, a meno di costruire delle costose e (alla lunga) inutili cattedrali nel deserto. Sulla mediazione fra queste entrambe giuste esigenze ci sarà da vigilare… Il punto, però, forse maggiormente problematico quanto al ruolo stesso dell’Amministrazione riguarda, ovviamente, i fondi pubblici. Secondo notizie riportate in aula dal consigliere Cannone, infatti, ci sarebbero anche strutture private fra gli impianti che beneficerebbero di fondi pubblici per le ristrutturazioni in vista dei Giochi. Un’eventualità che, se confermata, porrebbe degli interrogativi anche quanto alla gestione di quegli stessi impianti.

Al netto delle critiche, tuttavia, ci sentiamo di sottolineare, senza falso buonismo, il clima generalmente collaborativo che si è percepito attorno alla vicenda. Un clima che sarebbe auspicabile vedere più spesso in un panorama politico cittadino che talvolta non ha disdegnato contrapposizioni molto fuori dalle righe. Decisamente meno edificante il clima “da ricreazione” che troppo spesso si respira in aula durante le sedute, ma questa è un’altra storia…

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