Riccardo Bertoncelli torna con ‘Lezioni di rock 2019’

 

pubblicato il 16 Ottobre 2019, 08:05
4 mins

Sabato 19 ottobre torna l’atteso appuntamento con Riccardo Bertoncelli e le sue ‘Lezioni di rock 2019’: omaggio a Paolo Grassi passando per Bob Dylan, Patty Smith, Jim Morrison ZX Tom Waits e Country Joe, in un laboratorio di tre giorni sul tema ‘Rock d’arte per tutti’, organizzato dalla Fondazione Paolo Grassi a Martina Franca il 18, a Taranto il 19 e Bari il giorno dopo.

Il celebre giornalista e critico musicale esperto di rock renderà omaggio a Paolo Grassi nell’anno di cui ricorre il centenario della nascita, declinando in chiave rock il motto grassiano: “Un teatro d’arte per tutti.”
L’appuntamento di Taranto di svolgerà a SUD in piazza Kennedy alle ore 19.00, con Franzi Baroni e Marcello Nitti come moderatori dell’incontro, a seguire il djset con selezioni musicali curate da Franzi Baroni.

Per il programma 2019 Bertoncelli scrive: “Nell’anno del centenario dalla nascita di Paolo Grassi, abbiamo scelto di riprendere un suo motto celebre e più volte attuato, “Teatro d’arte per tutti”, declinandolo in chiave rock e proseguendo così un discorso storico/critico sulla musica del nostro tempo che in Fondazione dura da un po’. Il campione di questa “arte per tutti” è stato per Grassi senz’altro Bertold Brecht; e noi ci siamo messi sulle sue tracce in campo rock, trovando connessioni, agganci, fascinazioni, storie curiose e comunque importanti. Dunque si parlerà di Bob Dylan e della sua folgorazione quando ascoltò Pirate Jenny, dei Doors che trasposero in moderna lingua West Coast l’Opera da tre soldi, di Patti Smith che fin dagli inizi ha messo Brecht nel Pantheon dei suoi maestri, di Hal Willner, geniale produttore che in un progetto degli anni ’90 passato alla storia ha curato una antologia dei migliori songs di Brecht e Weill affidati a grandi artisti del nostro tempo, da Tom Waits a Marianne Faithfull. Andremo anche oltre le citazioni dirette per toccare anche solo di sfuggita, tempo permettendo, certi esempi di arte folk rock anni ’60. quando le canzoni non erano meri prodotti più o meno liquidi ma piccoli audiogiornali, e i dischi, e gli spartiti, venivano distribuiti come fossero tazebao o volantini, per allertare le giovani generazioni e commentare i tempi nuovi. Arte popolare appunto, arte per tutti”.

Particolarmente attivo già dagli anni Settanta, Riccardo Bertoncelli ha collaborato con le neonate radio libere e con riviste specializzate come Muzak e Gong, di cui è stato fondatore. A 17 anni ha fondato la sua prima fanzine e nel ‘73 ha pubblicato il primo libro italiano sulla musica che stava contagiando le giovani generazioni (“Pop story”). Nel 1980 è stato direttore di Musica 80 e con Franco Bolelli ha curato l’Almanacco Musica per Il Formichiere. Dal 1995 collabora con la Editrice Giunti, curando la collana Bizarre dedicata alla musica. Oggi Bertoncelli è ancora uno dei più noti scrittori e critici musicali e ha al suo attivo esperienze radiofoniche e collaborazioni con Linus, Repubblica, Max e Rockerilla. “Considero Riccardo Bertoncelli l’equivalente “rock” di quello che ha rappresentato Rodolfo Celletti (indimenticato direttore del Festival della Valle d’Itria) per la musica lirica” – sottolinea il Direttore della Fondazione, Rino Carrieri – “Entrambi voci appassionate, scrittori stimolanti e, soprattutto, Maestri dello spirito critico, frutto del pensiero libero e dell’utilizzo di strumenti di analisi sempre approfondita e argomentata come base di ogni loro critica e recensione.”

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