Vittime del dovere: risarcimento per ex motorista Arsenale

 

L'assocazione Contramianto ha assistito la famiglia per l'intero iter. In totale agli eredi andrà mezzo milioni di euro
pubblicato il 15 Ottobre 2019, 13:39
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L’associazione ‘CONTRAMIANTO‘ ha ottenuto un nuovo riconoscimento di Vittima del Dovere per un marinaio ucciso dall’amianto per mesotelioma. “Giustizia è fatta – commentano dall’associazione -. Per quella morte causata dal cancro alla pleura il marinaio ha conseguito lo status di Vittima del Dovere. La famiglia assistita da CONTRAMIANTO ha chiesto verità per quella morte prematura provocata dall’amianto servendo la Patria a bordo di Navi coibentate con amianto“. Agli eredi aventi diritto andrà complessivamente mezzo milione di euro, tra speciale elargizione di 200.000 euro ed arretrati pensionistici, oltre ad una pensione mensile di 1600 euro.

Il marinaio era stato motorista navale Marina Militare negli anni ottanta su naviglio di base all’Arsenale MM di Taranto. “L’amianto a bordo era ovunque e l’esposizione alle fibre cancerogene non ha lasciato scampo rimanendo latenti nei polmoni – commentano dall’associazione -. Trent’anni dopo la prima esposizione la diagnosi di mesotelioma, il tumore di certezza provocato dall’amianto, quindi il decesso. Una vita rubata all’affetto dei propri cari, un dolore impagabile ma che ha avuto giustizia. Il riconoscimento di Vittima del Dovere è giunto al termine di un percorso ostinato di CONTRAMIANTO che ha sempre creduto con la famiglia in quel diritto ricostruendo la storia lavorativa del marinaio in ambienti navali inquinati dall’amianto con particolare riguardo ai motori e alle manutenzioni meccaniche“.

Una storia di morte ed amianto che purtroppo non è unica ma che riguarda moltissimi militari ed operai della Marina: amianto e non solo le cause di patologie anche letali. La Rete di Supporto Sociale Contramianto nel periodo 2007-2019 ha infatti censito prevalentemente nell’area di Taranto, tra lavoratori Arsenale, indotto e Marinai ,  337 casi, cancro e malattie invalidanti. In particolare si hanno 209 patologie tumorali delle quali 92 mesotelioma, 83 cancro polmonare, 2 alla laringe e 12 al rene/vescica, questi ultimi in crescita insieme alle 5 Leucemie e alle 2 mielodisplasie, effetti che riteniamo collegabili alle esposizioni ad amianto, ma anche ad altri cancerogeni e sostanze pericolose, riscontrati anche 3 casi di cancro al fegato, 7 casi di tumore allo stomaco e 3 tumori cerebrali. Tra le 128 patologie non tumorali si registrano prevalentemente placche pleuriche, fibrosi ed asbestosi oltre ad un numero considerevole di ispessimenti.

CONTRAMIANTO ritiene quindi “necessario che si rafforzi il programma di controllo sanitario per gli ex esposti amianto in Marina Militare un controllo periodico per operai e militari che hanno respirato nei decenni le polveri di amianto e che oggi temono per la loro salute, migliaia di lavoratori ai quali va assicurata la tutela sanitaria. Giustizia per le vittime dell’amianto. Amianto zero Rischio Zero“.

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