Tutto pronto per la ‘Fiera del mare’

 

L’evento ritorna a Taranto dopo 35 anni e si svolgerà negli spazi del molo Sant’Eligio dal 17 al 20 ottobre
pubblicato il 14 Ottobre 2019, 17:12
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Saranno 58 gli stand che troveranno posto su un’area espositiva di 18mila metri nell’ambito della Fiera del Mare che si terrà da giovedì 17 a domenica 20 al molo Sant’Eligio: un ritorno dopo 35 anni (nella denominazione di Subfor Mare) e a più di 70 anni dalle prime edizioni.
La manifestazione è tesa a valorizzare un’economia importante per il territorio jonico, quella del mare, basata sul turismo da diporto, sulla pesca, sull’acquacoltura e sulla mitilicoltura, segmenti di sviluppo strategici in una regione come la Puglia che dispone di grosse potenzialità anche in questo settore. Vi hanno dato l’adesione aziende da tutt’Italia impegnate nel settore della costruzione di imbarcazioni di varie dimensioni, della motoristica e dell’accessoristica. Sarà presente anche un’area food & beverage in chiave pugliese, con le eccellenze enogastronomiche del “Made in Puglia”.
Il tutto sarà coronato dallo svolgimento di convegni con la partecipazione di esperti di rinomanza nazionale su argomenti ovviamente legati alla risorsa mare.
La presentazione dell’evento si è tenuta oggi, lunedì, a Palazzo di Città, alla presenza dell’assessore regionale allo sviluppo economico, Mino Borraccino, dell’assessore comunale alle attività produttive Gianni Cataldino (in rappresentanza del sindaco Rinaldo Melucci) e del consigliere regionale Gianni Liviano.
L’evento è organizzato e sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio del Comune, ed è stato fortemente voluto dall’assessore Borraccino e dal consigliere regionale Liviano che, con un suo emendamento nella Legge di bilancio 2019, ha contribuito alla sua realizzazione.


Così ha riferito il consigliere regionale Gianni Liviano: “Si tratta di una grande scommessa e di una bellissima e importante esperienza che la città affronterà, nel ricordo degli incredibili successi che si registrarono nelle edizioni susseguitesi dal 1946 al ’49. Soprattutto al suo debutto, l’evento ebbe 233 espositori e un fatturato pari a ben 400 milioni di lire: una enormità se si pensa che allora lo stipendio medio di una famiglia era di 50mila lire. Si trattò evidentemente di un avvenimento molto importante a livello nazionale se l’inaugurazione si svolse alla presenza del Presidente della Repubblica Enrico De Nicola. L’allora presidente della Camera di Commercio, Giuseppe Acquaviva, ribadì che la Fiera del Mare fu voluta per costruire una valida alternativa alla monocultura dell’epoca, cioè la cantieristica navale, sviluppatasi nel periodo della guerra e poi entrata in crisi. La città aveva così bisogno di una prospettiva di sviluppo e di una diversificazione”.
“Ora la storia si ripete – ha proseguito Liviano – Cambia la monocultura, che oggi è quella dell’acciaio, ma l’obiettivo è lo stesso: provare attraverso varie possibilità a uscirne fuori. Vorrei sottolineare, riferendomi alle dichiarazione dell’allora presidente della Camera di Commercio, che all’epoca, e mai come in quella circostanza, per realizzare la Fiera del Mare il territorio jonico agì a sistemi, cioè con tutte le componenti economiche, culturali e sociali in perfetta armonia tra loro. Questa è ora, nel 2019, la scommessa vera del territorio, cioè che si recuperi quel modo di agire a sistema, cioè mettendosi insieme e valorizzando diversità e ricchezze”.
Ha poi detto nel suo intervento il presidente del molo Sant’Eligio, Antonio Melpignano: “Essendo la porta della nostra città e una delle location più belle del territorio, con il suo stupendo affaccio su Mar Grande, il molo Sant’Eligio ha fatto suo e valorizzerà ulteriormente l’evento della Fiera del mare. Tutti gli operatori della nostra provincia si aspettano grandi cose e sono sicuro che Taranto, grazie all’assessore Borraccino e a al consigliere Liviano, tornerà a quell’importanza nell’ambito nazionale che le compete”.
È poi intervenuto l’assessore regionale allo sviluppo economico, Cosimo Borraccino: “Riportare a Taranto questo evento ha molti significati, è il segno di una realtà che cambia e dell’attenzione da parte del governo regionale al territorio e alla sua voglia di cambiare e di dare una diversificazione al sistema economico. Ma è anche un’attenzione importante al tema dell’università e dello sviluppo economico: penso al laboratorio urbano finanziato, al contributo dato per creare la task force per la Zes, cioè la Zona economica speciale della nostra città, al mondo della cultura. Insomma ci sono tutte le possibilità per diversificare lo sviluppo della città”.
“Devo dire, ed è giusto sottolinearlo, – ha aggiunto – che arriviamo a questo evento (con un finanziamento non particolarmente elevato, pari a 200mila euro) grazie a un impegno corale dell’intero consiglio regionale che ha recepito un emendamento presentato in sede di bilancio dal collega Gianni Liviano e un lavoro di squadra fatto insieme a Puglia Promozione, al Gabinetto del presidente Emiliano: tutti quanti insieme concordiamo sul tema della blue economy e della riconversione che punta sull’economia circolare per imprimere uno stimolo importante alla rinascita di questa città. In questo evento ci sarà spazio per le peculiarità produttive di Taranto e a tal proposito abbiamo invitato tutte le associazioni: non solo le organizzazioni datoriali importanti ma anche le start-up innovative e le aziende che hanno collaborato insieme all’assessorato allo sviluppo economico per quanto riguarda i contributi per la questione territoriale: ci sono tantissime aziende che ne hanno usufruito e non da ultimi i 30 milioni di euro messi a disposizione dalla legge 181 del 1989”.
Infine, così ha detto l’assessore comunale alle attività produttive Gianni Cataldino: Il passato, il presente e il futuro di Taranto sono sul mare, si trattava solamente di riappropriarci di questa condizione che non è soltanto imposta ma è un dono, un tesoro della nostra città. Taranto pian piano sta riappropriandosi del mare, sta riscoprendo quanto sia importante che sia una città di, con e sul mare. Noi lavoriamo instancabilmente perché il porto sia parte integrane della città, perché la blue economy sia un fattore di sviluppo importante del nostro territorio. Quando parliamo di sviluppo sostenibile parliamo di una economia che si libera dalle catene della monocultura dell’acciaio per trovare nuove forme di sviluppo sostenibile che portino Taranto a essere quello che è, cioè capitale del Mediterraneo ma soprattutto una città che riscopra i propri valori e l’importanza dell’essere una città europea, che si sta attivando, anche con questa Fiera del mare, per attestarsi come una delle città marinare più importanti d’Europa”.

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