“Taranto: serve progettualità”

 

Intervista al senatore Mario Turco, neo sottosegretario alla programmazione economica del governo Conte bis. Dall'impegno per Taranto al tifo per il Taranto sempre con la città bimare nel cuore
pubblicato il 13 Ottobre 2019, 01:39
11 mins

Eletto, nelle fila del Movimento 5 Stelle, senatore della Repubblica Italiana il 4 Marzo del 2018 con ben 111.763 voti (tra i più suffragati d’Italia), il professor Mario Turco (docente di Economia Aziendale presso l’Università del Salento) il 13 settembre scorso è stato nominato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sottosegretario alla presidenza con delega alla programmazione economia e investimenti. Un riconoscimento importante (non accadeva dal 2000 che un parlamentare tarantino fosse insignito di una così importante carica governativa) per questo cinquantunenne esperto di economia e finanza che non ha le mal sopportate sembianze del politico di professione ma che si distingue per la riconosciuta competenza, per uno stile sobrio e per un apprezzabile profilo basso che ha elevato l’indice di gradimento nei confronti dei suoi numerosi sostenitori/elettori.

Dopo un lungo inseguimento il corriereditaranto.it è riuscito ad agganciarlo, sia pur telefonicamente, in una breve pausa dalla sua alacre attività di coordinamento dei vari tavoli di concertazione economica organizzati a seguito del suo recente incarico

“Sono giorni molti intensi, questi per me. Ormai dormo non più di quattro ore al giorno perché l’attività del nuovo governo è piena di appuntamenti importanti ed il premier Conte è uno che non sta mai fermo e vuole che anche la sua squadra di ministri e sottosegretari sia molto attiva per il bene del nostro Paese” – afferma via etere il senatore Turco il quale sa bene di rivestire un ruolo di grande riferimento specialmente perché rappresenta un territorio che ha bisogno di affrontare e superare le sue enormi criticità: ”Avverto un grande senso di responsabilità nei confronti di Taranto soprattutto per il momento delicato che sta affrontando dal punto di vista economico e socio-culturale. Non nego di essermi profondamente emozionato quando sono stato contattato dal premier Conte ma sono pronto a questa sfida nella quale ci metterò tutto il mio impegno supportato dalla competenza acquisita negli anni nel settore affidatomi”.

Senatore, senza fare tanti giri di parole, ci dica cosa può fare concretamente per Taranto ed in quale direzione?

“Il mio impegno per la città di Taranto sarà quello di sostenere le azioni per la riconversione economica, offrendo il mio contributo per realizzare un modello di sviluppo diversi­ficato, a forte diffusione di valore aggiunto e che sia moltiplicatore occupazionale ed imprenditoriale. La crisi va risolta con la capacità di cercare delle soluzioni efficaci, il nostro territorio va sostenuto con i fatti. Io posso essere un importante collante tra il territorio che rappresento ed il governo centrale a patto che vengano presentanti dei progetti seri da parte degli enti locali e degli investitori privati. Senza una progettualità seria non si può accedere ai fondi stanziati dal governo ed ahimè devo dire che Taranto, da questo punto di vista, in questi anni ha perso tante opportunità di finanziamento proprio perché mancavano dei progetti. E’ ora di dare un’accelerata alla fase progettuale in vista della programmazione dei fondi 2021-2027.Non si può prescindere da questi due punti: imprenditorialità e occupazione. Più in generale il Sud deve darsi una mossa; c’è un gap infrastrutturale da colmare, il Mezzogiorno ha bisogno di un piano straordinario di investimenti soprattutto di carattere infrastrutturale. I fondi Cipe e gli altri investimenti gestiti dalla Presidenza del Consiglio dei ministri (da Invitalia a Casa Italia, ai tavoli Cis, ecc.) saranno indirizzati, quanto alle scelte, negli investimenti infrastrutturali. Il Paese ha necessità di far ripartire gli investimenti pubblici. Nonostante le decine di miliardi impegnati nella programmazione economica a favore degli enti locali, scarsa è la loro capacità di spesa. Questo sarà uno dei principali obiettivi del mio mandato, ossia aiutare gli enti territoriali a spendere i finanziamenti assegnati. Uno degli esempi più lampanti è il Cis (Contratto istituzionale di sviluppo) di Taranto, dove a fronte di una copertura finanziaria complessiva di 1,1 miliardi di euro, a valere sul periodo dicembre 2015-giugno 2019, è stata realizzata una spesa di soli 314 milioni di euro. Molti sono gli interventi lontani da esecuzione, in ambito ambientale, sanitario, infrastrutturale e della rigenerazione urbana. Per questo ho in calendario una serie di appuntamenti con i rappresentanti locali del Cis, che ho già incontrato nei giorni scorsi in Prefettura a Taranto.”

Questione ex Ilva? C’ è un reale piano B disegnato per Taranto? Su quale settore alternativo occorre investire?

“In questi anni si è investito molto sulla retroportualità di Taranto ma con risultati poco efficaci; ora che abbiamo a che fare con un concessionario importante (i turchi della Ylport, ndr) occorre ottenere delle risposte importanti da questo settore  spingendo verso la realizzazione di progetti fattibili e non di cattedrali nel deserto. Resto convinto che oggi, ancora più di ieri, sia necessario accelerare i processi di riconversione economica. Porto, cultura, turismo, tradizioni, Città vecchia, Museo, Mar Piccolo tanto sono degli esempi su come Taranto possa rimarcare e riconoscersi in una identità territoriale che metta in evidenza le sue origini e che la proietti nel mondo. In tal senso diversi sono stati i tentativi e le proposte ma senza un necessario coordinamento ed una progettualità efficace”.

L’attuale rigidità del sistema bancario può essere aggirabile attraverso l’istituzione di un acceleratore del merito creditizio ossia con l’utilizzo del rating di legalità che possa coinvolgere anche la piccola e media impresa?

“Attraverso l’istituzione di una banca pubblica per gli investimenti, come annunciato dal presidente Conte, si aiuteranno le imprese per dare impulso all’accumulazione di capitale fisico, umano, sociale e naturale. La mia attività è diretta verso la possibilità di favorire l’accessibilità al credito da parte della PMI consentendole di rientrare nei parametri previsti dal rating di legalità”.

In una recente chiacchierata informale il Questore di Taranto, dott. Bellassai, ha espresso belle parole nei suoi confronti dicendo che questa città ha bisogno di politici come lei:competenti, di poche parole e pragmatici……

“Ringrazio di cuore il Questore. Ho sempre dichiarato di non reputarmi un vero politico. Sono un tec­nico e credo che oggi la stessa visione del politico debba essere rivista. L’economia è tecnica, i modelli economici vanno ri­scritti alla luce dei profondi cambiamenti in atto e per fare questo c’è bisogno di po­litici con una preparazione tecnica. E’ il momento di essere concreti, dobbiamo dare risposte reali agli italiani.”

Tornado alla crisi di governo di agosto ed al successivo accordo per una nuovo esecutivo tra Movimento 5 stelle e Pd: non crede che parte dell’elettorato che l’ha votata si sia sentito tradito?

“Per quanto mi riguarda non avendo mai fatto politica prima mi ritengo estraneo a certe logiche. Come detto la politica, oggi, deve essere vissuta fuori dai paradigmi tradizionali e non ci trovo nulla di strano nell’accordo 5 Stelle – Pd se esso è, come credo sia, improntato a raggiungere quegli obiettivi condivisi che ci siamo prefissi. Il taglio dei parlamentari è un bel passo in avanti per il nostro Paese e ora ci batteremo per la riforma elettorale. La politica deve superare le ideologie per poter raggiungere gli obiettivi. Noi ad inizio legislatura abbiamo condiviso un programma con la Lega Nord con la quale abbiamo fatto anche un proficuo percorso assieme. Non abbiamo certo voluto noi questa crisi, a noi interessava ed interessa dare continuità al nostro programma; successivamente si è trovato nel Pd un interlocutore interessato alla risoluzione dei problemi degli italiani. E’ chiaro che esistono ancora delle contrapposizioni tra Movimento 5 stelle e Pd che intendiamo superare perché noi dobbiamo lavorare nell’interesse degli italiani.”

Lei notoriamente è un tifoso del Taranto, solitamente si dice che la squadra di calcio è lo specchio della realtà economica in cui versa la città. Riuscirà il Taranto FC a tirarsi fuori dal Campionato Dilettanti?

“Io sono un’ottimista di natura. In questo momento bisogna dar fiducia all’attuale società, al tecnico ed alla squadra; occorre ragionare con la testa e non con la pancia, essere meno umorali. La squadra ha comunque mostrato sinora compattezza pur perdendo alcuni incontri; siamo competitivi e occorre avere pazienza perché sinora il Taranto è stato anche un po’ sfortunato. E’ vero purtroppo molto spesso la realtà economica cittadina coincide con quella della squadra di calcio ma va comunque fatto un plauso a chi in questi anni ha investito risorse economiche in questo sport. Da tifoso rossoblù mi auguro che finalmente il Taranto possa vincere il campionato”.

Noi auguriamo, invece, al senatore Turco un buon lavoro nella speranza che la sua competenza nel settore economico-finanziario sia proficua per la città di Taranto e che lo si possa ricordare in futuro come un parlamentare che ha prodotto azioni concrete per la sua città e non sterili, inutili, ridondanti e retorici comunicati stampa o interrogazioni parlamentari come spesso hanno fatto nelle scorse legislature molti dei suoi predecessori.

 

*immagini tratte delle pagine social del Senatore Turco

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