‘PresaDiretta’: parlano Jehl, Emiliano e Melucci

 

L'ex Ilva tra gli argomenti principali della trasmissione di Rai 3. Ecco alcuni passaggi delle interviste all'Ad di ArcelorMittal e al presidente della Regione Puglia
pubblicato il 13 Ottobre 2019, 17:58
8 mins

Due reportage per l’ultima puntata di questo ciclo di PresaDiretta in onda lunedì 14 ottobre alle 21.45 su Rai 3. Con “VERTENZA ITALIA” PresaDiretta attraversa la stagione delle vertenze industriali che agitano il mondo del lavoro. E con un reportage su un’epidemia dimenticata, HIV:10 AL GIORNO la trasmissione di Riccardo Iacona lancia la campagna #HIVSPEZZIAMOLACATENA.

L’ex Ilva di Taranto, oggi ArcelorMittal. A che punto è la bonifica dell’impianto siderurgico più grande d’Europa, tra la necessità di tutelare la salute e quella di salvare i posti di lavoro? Parla per la prima volta in televisione con un’intervista in esclusiva per PresaDiretta, il vicepresidente e amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, Matthieu Jehl. Quali sono i piani dell’azienda per il futuro dell’impianto di Taranto? E sempre nel corso della puntata, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano risponde alle domande di Riccardo Iacona sull’acquisizione dell’ex Ilva da parte di ArcelorMittal.

I tavoli di crisi come quello che coinvolge la Whirpool di Napoli e le numerosissime fabbriche dell’indotto: centinaia di operai con le loro famiglie, appesi al filo di una trattativa sempre più difficile

PresaDiretta è andata a raccontare l’incredibile storia del Portogallo, Paese che nel 2012 aveva sfiorato il default e subito le durissime misure di austerity in cambio degli aiuti europei, ma che poi ha vinto la scommessa della rinascita economica e del riscatto sociale. Come ha fatto il Portogallo a rimettere a posto i conti dicendo no all’austerity?

Ospiti in studio di Iacona il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, per raccogliere le preoccupazioni e le richieste dell’amministrazione cittadina nei confronti del polo siderurgico e della politica e un gruppo degli ex dipendenti del colosso dei call center, Almaviva. Perché quando si spengono i riflettori mediatici, le vertenze vengono dimenticate.

ALCUNI PASSAGGI DELL’INTERVISTA A MATTHIEU JEHL
“Questo piano ambientale è il più ambizioso che avevo mai fatto come ArcelorMittal nel mondo intero. Quando arriveremo alla fine l’impatto ambientale di Taranto sarà il migliore di tutta Europa, questo lo dobbiamo dire chiaramente a tutti”. Lo dice a chiare lettere il vice presidente e amministratore delegato di Arcelormittal Italia, Matthieu Jehl, per la prima volta in televisione in un’intervista in esclusiva concessa a Riccardo Iacona.

“É molto importante che tutte le persone capiscano – sottolinea Jehl – che lavoriamo su tutti gli aspetti dell’ambiente: polveri diffuse, i camini per trovare soluzioni alle emissioni che arrivano anche sul suolo, sull’acqua. Lavoriamo su tutti i tipi di impatti che possono arrivare dalla nostra produzione”.

Nel futuro dell’ex Ilva per il vice presidente di ArcelorMittal “il principio è di abbassare al minimo le diossine, le polveri”. E sulle emissioni dice “siamo a posto”. “La prima cosa che tutti devono capire – aggiunge – è che questo di Taranto è il sito più monitorato di tutta l’Europa. E questo è importante anche per noi perché tutte le autorità possano verificare ogni giorno che dal punto di vista delle emissioni siamo a posto. In trasparenza lavoriamo con l’Ispra, con l’Arpa, con l’Asl”.

Matthieu Jehl risponde anche a Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, che si era espresso sulla necessità di avere un impianto più avveniristico decarbonizzato. “Come ArcelorMittal – ha detto – sono convinto al 100 per cento che la soluzione sulla decarbonizzazione la troviamo entro il 2050. Ci impegniamo a zero emissioni a livello europeo”. E Jehl spiega anche il perché di una data così lontana: “La nostra industria è a ciclo lungo. Quando tu fai un investimento su una acciaieria, non lo fai per due anni. Lo fai per 25 anni”.

E sulla cruciale questione dell’immunità penale nelle mani della Consulta, Matthieu Jehl è categorico: “L’immunità penale è un concetto che non esiste. Dobbiamo essere chiari su questo. Non abbiamo mai parlato di immunità penale ma noi siamo qui per risolvere problemi che arrivano dal passato. La tutela legale era prevista dal momento del contratto. Noi non possiamo essere responsabili dei problemi del passato. Fa parte delle ipotesi di base del contratto di affitto”.
“La continuità della tutela legale del contratto è fondamentale – conclude -. Se andiamo via noi non verrebbe nessun altro. Nessuno può gestire tutto questo senza tutela. Questo è il principio”.

ALCUNI PASSAGGI DELL’INTERVISTA A MICHELE EMILIANO

“Il piano ambientale dell’ex Ilva prevede la ricostruzione della fabbrica secondo le tecnologie dell’800, cioè a carbone. La stanno ricostruendo a carbone”. Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano risponde alle domande di Iacona sull’acquisizione dell’ex Ilva da parte di ArcelorMittal, in cui il governatore sottolinea come quel il piano ambientale a Taranto sia troppo poco.
“Evitano il PM10 ma le emissioni delle IPA e delle diossine rimangono quelle”, specifica. E anche se nei limiti di legge, Emiliano aggiunge che si tratta di “limiti che sono quelli delle emissioni che consentono alle fabbriche europee di funzionare a carbone. Se le facessimo funzionare con le tecnologie oggi disponibili – aggiunge – che sono quelle a idrogeno o a gas, i limiti potrebbero essere molto più bassi”.

E sulla possibilità che ArcelorMittal se ne vada senza tutela legale, Emiliano ribadisce come da sempre abbia ritenuto “ArcelorMittal il peggiore degli acquirenti”. “È il principale produttore di acciaio europeo e uno dei più grossi del mondo. La fabbrica gli interessa soprattutto per i clienti e per evitare che cada in mani di un concorrente. Se noi quella fabbrica l’avessimo venduta a chi si impegnava sin dal momento dell’acquisto a decarbonizzarla e a farla funzionare con tecnologie diverse da quelle previste da quel piano oggi avremmo avuto un soggetto motivato perché sarebbe stata la sua unica base europea”.
Il riferimento è alla Jindal South West, società indiana che in cordata con la Cassa depositi e prestiti, la Delfin di Del Vecchio e Arvedi era interessata all’acquisto del siderurgico di Taranto.
Emiliano aggiunge: “Il governo dell’epoca nel momento in cui l’altro concorrente era disponibile al rilancio sul prezzo avrebbe dovuto consentirlo e avrebbe dovuto inserire nel bando la decarbonizzazione come un elemento se non obbligatorio almeno di miglioria dell’offerta”.

E sul futuro di Taranto senza l’acciaieria, il governatore dice che “Se l’Ilva non fosse mai esistita Taranto sarebbe stata una città felice”.

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