ArcelorMittal, l’ex ministro Calenda: “Ilva di Taranto non si può decarbonizzare”

 

Anche l'ex titolare del MiSE domani sera nella puntata di PresaDiretta sui Rai3 dove si parlerà anche dell'ex Ilva
pubblicato il 13 Ottobre 2019, 19:42
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Oggi non esistono acciaierie di quelle dimensioni decarbonizzate. Esiste una tecnologia molto costosa che prevede un costo del gas uguale a quello americano che non puoi fornire perché sarebbe aiuto di Stato. Mittal ha il più grande stabilimento in Europa con questa tecnologia ma è un ventesimo di Ilva, cioè sono molto piccoli“. Così l’ex ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, risponderà domani alle obiezioni del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla questione dell’ex Ilva di Taranto, in un’intervista concessa a Riccardo Iacona per la puntata di PresaDiretta ‘Vertenza Italia’ che andrà in onda domani, lunedì 14 ottobre alle 21.45 su Rai3.

Quanto alla società indiana Jindal interessata a rilanciare sull’acquisto del siderurgico di Taranto, poi acquisito da ArcelorMittal, Calenda precisa che se all’epoca in cui era ministro “avesse riaperto il rilancio sul prezzo, quello che sarebbe successo è che gli altri avrebbero rilanciato anche sul piano ambientale e sarebbe ricominciata la gara daccapo“. Per Calenda, infine, “uno dei grandi punti interrogativi è quello che viene chiamato lo scudo penale previsto per i gestori del siderurgico nell’attuazione del piano ambientale. Si tratta di una norma assolutamente tautologica – conclude – che non servirebbe in un paese normale. Nel nostro sì, perché chiunque va lì si becca un avviso di garanzia. Se la leveranno, io penso che ArcelorMittal se ne andrà“.

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