FAI: la Taranto aristocratica, operosa e mistica

 

Le Giornate FAI d'Autunno aprono nel fine settimana le porte e i sotterranei di Palazzo Spartera e Palazzo Stola
pubblicato il 12 Ottobre 2019, 23:13
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L’alibi c’è e forse più di uno: la maggior parte dei cittadini attraversa la città vecchia, anche con una certa frequenza, sulle strade lato mare (la ringhiera e via Garibaldi, per intenderci) e da quella prospettiva, più che dare uno sguardo oltre la balaustra, se il traffico lo permette, non si fa. Invece la sapevano lunga i concittadini di rango dei secoli scorsi che si potevano affacciare a quei balconi che guardano il Mar Grande e lo spettacolo è imperituro.

Quindi se l’ingresso di tanti palazzi nobiliari sono all’interno dell’isola e, purtroppo, diversi sono inaccessibili e fatiscenti (ma possiedono un’imponente forza attrattiva e dolente) alcuni sembrano sornioni, ricordano una vita fastosa o mimetizzano un presente misconosciuto o legato ad attività portuali. I portoni si aprono e altri ipogei si spalancano ai più solo nelle Giornate FAI d’Autunno e la meraviglia di una Taranto nascosta svela quella parte di sé che suscita stupore ed orgoglio. Quest’anno i giovani ciceroni degli istituti superiori guidano nel week end alla scoperta di Palazzo Spartera e Palazzo Stola.

Questi cognomi ancora aleggiano nella città e queste magioni private hanno davvero tanto da raccontare. Se il primo palazzo, nel suo aspetto rosato ha una vita propria con attività economiche e uso abitativo, rimanendo quasi scontato allo sguardo, cela il suo ipogeo che imprime il senso storico dell’edificio che tra chiesa e convento nell’antichità ha visto procedere riti mortuari al limiti dell’horror (cadaveri a sgocciolare ed ossa nei lavatoi), vede ancora oggi scorrere acqua sorgiva nei pozzi e guarda al mare da inferriate che riportano ad un panorama che rintocca della sua bellezza secolare. 1200 mq sotterranei e a più livelli che raccontano le vestigia di Santa Maria del Porto e tracce di balaustre lignee ed i processi di mercanti d’olio che ne fecero dei magazzini.

E Taranto si racconta ancora tra ‘700 e ‘800 con il fascino di Palazzo Stola che insiste su un tratto di via Paisiello affacciandosi a Palazzo Latagliata e già questo è uno scorcio storico culturale di non poco conto. Relativamente breve il percorso sotterraneo ma quelle stanze che ricordano stalle e depositi già dai gradini consunti ed irregolari fermano il tempo e invitano ad immaginare una vita ed una storia che fino a pochi anni fa abbiamo negato alla città vecchia relegandola a volgare ricettacolo popolare. Ma forse i tempi non cambiano se l’aristocrazia tarantina scelse di abbandonare l’affollata e plebea zona di via Cava per creare un ambiente più signorile proprio a ridosso del Mar Grande. Oggi quel piano nobiliare risalta le pennellate di Domenico Carella, della sua rivisitazione di miti e storia sacra, ritrova decorazioni coperte dal verde militare, propone aggiunte di ‘nuova’ mobilia, accenni a Domenico Cirillo che fu al servizio del comandante Nelson e dello studio medico del dottor Stola (con tanto di seduta angolare di attesa), di un art decò che si infiltra.

E’ tutta una meraviglia ed uno stupore perché queste storie sono misconosciute. I proprietari attuali di questi palazzi hanno messo in sicurezza ciò che possono, permettendo parziale fruizione degli ambienti ma sarebbe un’ulteriore ricchezza culturale poterli condividere sempre e, magari, ristrutturarli completamente ma ci vorrebbe un filantropo con il deposito di Paperon de Paperoni. Per ora accontentiamoci della generosità di queste giornate ma la storia è lunga.

 

 

 

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

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