A Lizzano l’ufficio postale trasferito in un… furgone

 

La sede è in fase di ristrutturazione e Poste Italiane ha provveduto con una scelta quanto meno discutibile
pubblicato il 12 Ottobre 2019, 10:48
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Questa davvero è del tutto nuova, almeno dalle nostre parti e a memoria d’uomo: un furgone come ufficio postale! E accade a Lizzano, un paese della nostra provincia di circa 10mila abitanti: possiamo tutti immaginare i disagi degli utenti e, non va dimenticato, degli operatori. In termini di difficoltà lavorative e soprattutto di sicurezza, personale e collettiva.
No, non siamo su ‘Scherzi a parte’. Poste Italiane ha dato il via alla ristrutturazione dei locali di via Pasubio e per questo ha assunto la decisione di trasferire i servizi in un furgone, con tutti i rischi del caso. Sinceramente, seppur temporanea appare una decisione quanto meno discutibile e che lasciamo a voi commentare…
La vicenda è stata subito denunciata dal sindacato SLG CUB Poste, che l’ha segnalata al nostro giornale: “L’ufficio postale di questo comune, di diecimila persone, è stato chiuso, per ristrutturazione. Così la cittadinanza è servita solo da un ‘ufficio postale mobile’, situato in uno spazio attiguo di Poste Italiane, ma all’aperto, e gli utenti sono costretti a far la fila fuori e con qualsiasi clima. Inoltre, i lavoratori (tre persone al mattino e tre al pomeriggio), trasferiti all’interno del mezzo, tremano al solo pensiero di stare a lavorare all’esterno dell’ufficio postale blindato, con la sensazione di trovarsi all’interno di una diligenza ferma, in permanente attesa di un assalto, esposti alle possibili azioni criminali di qualsiasi malintenzionato. E solo dopo le rimostranze, è arrivato un ‘vigilante’ armato, di protezione. Eppure, chi dirige l’azienda dovrebbe sapere che le rapine ai danni degli uffici postali sono all’ordine del giorno.

La lettera di protesta del SLG-CUB Poste

Perciò, come si sia potuto pensare di lasciare esposto, con tutto il personale e senza nessuna tutela, proprio un furgoncino, che ricorda più quello dei panini che un mezzo blindato, proprio non si capisce. Ma non è finita. Il luogo di stazionamento del furgoncino non è nemmeno ben illuminato, e già nel tardo pomeriggio l’oscurità lo avvolge (come si vede nella foto). Non è stata proprio una buona scelta. Oltretutto, con le aperture esterne, ogni colpo di vento è buono a far volare via tutto, mentre la direttrice di questo ufficio postale mobile non ha nemmeno un posto in cui presiedere e può restare fuori, se il tempo è buono, oppure seduta al posto di guida, magari per una pronta fuga, in caso di ‘assalti’ indesiderati. Per non parlare dei servizi igienici: c’è appena un micro-wc interno al furgoncino, certamente non adatto alle ‘taglie forti’. Per Slg-Cub Poste, troppe cose non vanno, in questa situazione, che sembra essere stata del tutto improvvisata, senza tenere in debito conto la dignità e la sicurezza dei dipendenti e degli utenti. Infatti, un’azienda che ha realizzato un miliardo e 400mila euro di utili, nel 2018, dovendo ristrutturare lo stabile, dovrebbe almeno affittare un locale adatto, per garantire dignità, decoro e sicurezza, sia per i lavoratori e sia per i cittadini. Davanti a tutto ciò, Slg-Cub Poste chiederà un intervento formale, a chi di competenza”.
Insomma, ogni commento da parte nostra è superfluo…

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