Giornate FAI d’Autunno: aperti tesori in Città vecchia

 

Si potranno visitare Palazzo Stola e il suo ipogeo, oltre a quello di Palazzo Spartera. A Ginosa, visita alla Pineta Regina
pubblicato il 10 Ottobre 2019, 23:20
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Le Giornate FAI d’Autunno compiono otto anni e sono più vitali che mai. Sono giovani perché animate e promosse proprio dai Gruppi FAI Giovani, che anche per quest’edizione hanno individuato itinerari tematici e aperture speciali che permetteranno di scoprire luoghi insoliti e straordinari in tutto il Paese. Un weekend unico, irrepetibile, che sabato 12 e domenica 13 ottobre 2019 toccherà 260 città, coinvolte a sostegno della campagna di raccolta fondi del FAI – Fondo Ambiente Italiano “Ricordati di salvare l’Italia”, attiva a ottobre.

Le Giornate FAI d’Autunno sono, quindi, l’opera collettiva dei ragazzi, il risultato della forza delle nuove generazioni, simbolicamente incarnata in quel giovane che, duecento anni fa, a ventun anni, scrisse i versi immortali dell’Infinito: Giacomo Leopardi. Per questo l’edizione 2019 è dedicata a lui e alla sua poesia, su cui vertono tre aperture speciali: l’Orto sul Colle dell’Infinito, Bene del FAI a Recanati (MC), inaugurato lo scorso 26 settembre alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, luogo che ispirò l’idillio; il Parco Vergiliano a Napoli dove le spoglie di Giacomo Leopardi sono state traslate nel 1939 dalla Chiesa di San Vitale a Fuorigrotta, in cui l’amico Antonio Ranieri lo fece tumulare nel 1837; infine, la Chiesa di Sant’Onofrio al Gianicolo a Roma, con la tomba di Torquato Tasso che Leopardi considerava tra gli italiani più eloquenti e sulla quale pianse le sue lacrime più profonde.

Il Gruppo FAI Giovani di Taranto risponde come sempre all’appello e anche quest’anno, in collaborazione con la Delegazione FAI Taranto, propone tre aperture straordinarie: si schiuderanno le porte di due palazzi nel cuore della città vecchia, Palazzo Stola e Palazzo Spartera dove gli Apprendisti Ciceroni delle scuole tarantine e i volontari del FAI accoglieranno i visitatori e racconteranno le storie di questi luoghi di bellezza.
Le due giornate sono state presentate in conferenza stampa da Giacomo Scarfato, capodelegazzione FAI di Taranto, Massimo Cerra, capogruppo FAI Giovani di Taranto, alla presenza di Nello De Gregorio, presidente di Nobilissima Taranto (“Dopo attestazioni importanti quali quelle del Politecnico e del FAI, ora manca il ‘mio Comune’: il circuito degli ipogei, dopo Castello Aragonese e Museo Archeologico, è il più ricercato e visitato dai turisti, però il Comune ancora non se ne rende conto”, le parole neanche polemiche ma accorate di De Gregorio), e Carlo Parrini, proprietario del piano nobile e dell’ipogeo di Palazzo Stola (“Sono davvero contento, da straniero in una città in cui vivo da oltre 50 anni: spero di contribuire alla riscoperta del patrimonio straordinario di Taranto e mettere perciò a disposizione un sito non ancora del tutto conosciuto”, afferma Parrini). Tra l’altro, ad onor di… storia, va aggiunto che le opere di Carella a Palazzo Stola sono le prime nel territorio: subito dopo Carella si dedicò alla basilica di Martina Franca.
A Palazzo Stola si potrà visitare l’appartamento al piano nobile, adornato dai preziosi e maestosi dipinti di Domenico Carella, e l’ipogeo. Si scenderà poi nelle viscere di Palazzo Spartera dove si scoprirà la storia dell’antica chiesa di Santa Maria al Porto e del cosiddetto putridarium. A Ginosa Marina invece sarà possibile effettuare una passeggiata naturalistica nella rigogliosa Pineta Regina e scoprire le numerose particolarità del sito.
A Taranto sarà possibile effettuare le visite sabato 12 e domenica 13 ottobre dalle ore 9.30 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 17.00.
A Ginosa Marina invece si potrà visitare la Pineta Regina solo sabato 12 ottobre dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00.
Sia a Taranto che a Ginosa le visite pomeridiane avranno luogo fin quando la luce naturale lo permetterà.
PALAZZO STOLA
La bellissima ed elegante mole di palazzo Stola, il primo edificio su via Paisiello, apre la quinta scenografica di quella via che nel Settecento e nell’Ottocento fu scandita dalle dimore delle famiglie nobili tarantine. Acquistato recentemente da Carlo Parrini, il piano nobile contiene alcuni reperti di valore storico inestimabile come, forse, una delle porte che ornavano la famosa villa Santa Lucia del Capecelatro. Due autentici e inediti tesori d’arte ornano le volte dei due saloni posti uno di fronte l’altro. In uno, un dipinto su tela, è impressa la firma del suo autore: Domenico Carella e la data di esecuzione 1770. Siamo negli anni che caratterizzarono la presenza a Taranto del famoso artista francavillese anche in altri palazzi nobiliari come palazzo Pantaleo e palazzo Fornaro. Il soggetto iconografico, poco diffuso, è tratto dal Vecchio Testamento e rappresenta “Giuseppe e la moglie di Putifarre”; l’altro dipinto invece ha come soggetto “Il Giudizio di Paride”.
IPOGEO PALAZZO STOLA
Il palazzo è situato all’inizio di via Paisiello dopo largo Latagliata in quella che un tempo era denominata via delle Fogge per via dei numerosi ambienti produttivi che la caratterizzavano. Il lungo descenso agli imponenti ambienti ipogei è formato da un pavimento i cui materiali datano l’edificio al periodo quattro-cinquecentesco. Al termine del descenso, sulla sinistra, si aprono gli ambienti probabilmente utilizzati dai contadini addetti alle operazioni di molitura delle olive, sulla destra alcuni scalini introducono a un imponente vano sulle cui pareti di fondo si distinguono le strutture di un grande frantoio. Dall’impianto si dipartiva un condotto che arrivava fino all’affaccio a mare e che probabilmente serviva per far defluire il liquido nei recipienti a bordo dei barconi, distinguibile è anche una mangiatoia per animali. Di fianco a questo vano se ne apre un altro altrettanto imponente adibito a deposito, scavato nella roccia e che affaccia sul mare.
IPOGEO PALAZZO SPARTERA
Quello di Palazzo Spartera è tra i più imponenti ipogei con i suoi 1200 mq. che si scende a più livelli fino al mare; nasce come un’antichissima chiesa che fonti storiche avevano individuato nei resti della famosa Santa Maria del Porto. Nel grande ambiente ipogeo sono presenti resti di altari e colonne lignee; nel 1600 fu adibito a Convento dei frati Olivetani a cui vanno attribuiti un grande camino e un’imponente fornace, ma i resti più significativi sono rappresentati dall’imponente struttura di sedili a colatoio, il cosiddetto putridarium, dove i frati una volta deceduti venivano posti ad essiccare prima che i resti fossero conservati in ossari. Agli inizi del 1800, a seguito di espropri, l’area fu acquistata dalla famiglia ligure Cordiglia, commercianti di olio che trasformarono le antiche strutture in grandi magazzini di stoccaggio. Sopra gli ambienti ipogei i Cordiglia edificarono il bellissimo palazzo Spartera.
PINETA REGINA
La Pineta Regina rientra nelle “Pinete dell’Arco Ionico”, vasta area naturale protetta, riconosciuta come SIC, Sito di Interesse Comunitario, e ZSC, Zona Speciale di Conservazione. Il Bosco è caratterizzato da “Pinus halepensis” di origine naturale e rimboschimenti risalenti alla bonifica del Metapontino. Sono presenti nuclei di pino d’Aleppo precedenti all’impianto del rimboschimento che confermano l’ipotesi di una presenza spontanea. La pineta è stata oggetto del pascolo per la fitta rete di tratturi e presenta manufatti a servizio della transumanza. Nella fascia centrale della pineta lungo il canale si procedette all’impianto di Eucalipto. La biodiversità vegetale e animale è varia. Diversi pini presentano tracce particolari, infatti per lungo tempo sono stati utilizzati per la produzione della resina.

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