Indotto ex Ilva, 130 lavoratori Castiglia licenziati

 

Epilogo drammatico ma scontato della vertenza sulla ditta di Massafra che operava nell'indotto del siderurgico
pubblicato il 07 Ottobre 2019, 21:23
3 mins

Da domani saranno ufficialmente licenziati 130 dei 201 lavoratori della ditta Castiglia di Massafra che operava nell’indotto dell’ex Ilva, ora ArcerloMittal Italia. Si è infatti concluso con un verbale di mancato accordo la procedura di licenziamento (le lettere ai lavoratori partiranno nei prossimi giorni), avviata diverse settimane fa dall’azienda, dopo l’ultimo tentativo di evitare il drammatico epilogo andato in scena questa mattina in Prefettura a Taranto, dove si è rinuita per la seconda volta nel giro di 72 ore, la Task Force regionale per l’occupazione presieduta da Leo Caroli. Mancato accordo ratificato poi nella sede dell’Arpal, l’Agenzia per il Lavoro della Regione Puglia che ha sede in via Tirrenia a Taranto.

A ‘salvarsi‘, saranno in 130 perché coperti dal contratto Multiservizi, che prevede la clausola sociale e quindi la continuità occupazionale nelle cinque ditte subentranti nell’appalto nel settore pulizie industriali, civili, trasporti e servizi (anche oggi come venerdì in Regione a Bari, era presente soltanto Alliance Green Service Italia, società dove ArcelorMittal è presente in joint venture, mentre erano assenti Ecologica spa, Evoluzione ecologica, Mad, Ags Italia e Sea).

Gli altri 71 accederanno alla Naspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego, ovvero un’indennità mensile di disoccupazione (istituita dall’articolo 1, decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 – che sostituisce le precedenti prestazioni di disoccupazione ASpI e MiniASpI) della durata di due anni: la misura della prestazione è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, se la retribuzione è inferiore a un importo di riferimento stabilito dalla legge e rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT e reso noto ogni anno dall’INPS con circolare pubblicata sul sito (1.195 euro per il 2017, 1.208,15 euro per il 2018 e 1.221,44 euro per il 2019).

Domani è previsto un nuovo presidio di lavoratori e sindacati presso la direzione del siderurgico. Mentre mercoledì pomeriggio si terrà un’altra riunione della Task Force regionale sempre in Prefettura a Taranto: ma è praticamente impossibile, al momento, che accada qualche miracolo, visto che oramai si tratta di lavoratori licenziati.

Dispiace infine notare come anche oggi siano stati tanti i commenti sulla vicenda, in paticolar modo da parte del mondo politico locale, provinciale e regionale, del tutto fuorvianti e lontani anni luce dalla verità delle cose.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/10/04/indotto-ex-ilva-il-problema-e-da-anni-strutturale/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Indotto ex Ilva, 130 lavoratori Castiglia licenziati

  1. Bruno

    Ottobre 9th, 2019

    Trattativa gestita malissimo.
    Negli anni precedenti molti lavoratori con il contratto degli edili e metalmeccanici un Ilva sono passati con la multiservizi anche usufruendo di yn super minimo non assorbibile.
    Come mai questa volta non ci sono riusciti?
    Avendo fatto diverse trattative in tal senso, ritengo la storia
    molto strana

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