Taranto beffato a Foggia. Ragno a rischio?

 

Sconfitta immeritata e Taranto condannato dagli episodi ma forse nessuno ha più la pazienza di attendere? Il presidente Giove impone il silenzio stampa
pubblicato il 06 Ottobre 2019, 18:04
6 mins

Certe stagioni o certi momenti di una stagione possono essere decisi da degli episodi. Il Taranto che perde, immeritatamente, al cospetto di un Foggia senza idee e costrutto è un Taranto che può imprecare per degli episodi legati ad errori dei singoli: il difensore Manzo espulso nell’intervallo tra primo e secondo tempo, l’errore a tempo di recupero scaduto di Matute (sino ad allora migliore in campo) che manca il pallone ai limiti della sua area di rigore e lascia campo libero all’attaccante del Foggia Tortori che al minuto 95 segna il gol partita, tra l’altro sull’unica occasione da rete dell’intero incontro per la sua squadra.

Segnali nefasti che non possono non mettere in discussione la panchina di Mr. Ragno : tre sconfitte in sei incontri e quattro punti di ritardo sulla prima in classifica, con  sei squadre davanti in un girone H che il Taranto avrebbe dovuto azzannare sin da subito, rappresentano un boccone troppo amaro da digerire per l’ambiente tarantino.

Il tecnico rossoblù ci mette del suo mettendo in campo un undici titolare votato ad una partita accorta, lasciando in panchina gli elementi più abili con i piedi (D’Agostino, Oggiano e Galdean)  e dovendo fare a meno dell’infortunato Guaita, altro elemento tecnico.

Niente cambio di modulo e quindi sempre un 3-5-2 ma con due difensori sull’esterno della linea di centrocampo, ossia il solito Ferrara a sinistra e la novità Benvenga a destra.

Nel primo quarto d’ora di gara il Taranto appare rinunciatario mentre il Foggia prende vistosamente campo. Ma poi il destino rimette le cose apposto. L’infortunio del difensore centrale Allegrini, praticamente, costringe Mr. Ragno ad arretrare sulla linea dei difensori proprio Benvenga e ad inserire il più congeniale Oggiano, esterno destro offensivo sulla linea dei cinque di centrocampo.

Questo cambio – obbligato – mette il Taranto nelle condizioni di essere più pericoloso e di tenere lontano dalla propria area di rigore il poco concreto Foggia.  Sono proprio i rossoblù a mettere paura ai padroni di casa prima con Genchi al minuto 20 e poi con Matute al minuto 27. Il Taranto gestisce bene la partita e da l’impressione che può tentare il colpaccio. Il Foggia, tutto fumo e niente arrosto, si rende pericoloso solo su una mischia in area di rigore del Taranto al minuto 41.

Si va negli spogliatoi sullo zero a zero e nel tunnel dello stesso deve essere accaduto qualcosa, tanto che al rientro delle squadre in campo il Taranto è senza il suo difensore centrale Manzo mentre il Foggia senza il suo allenatore Corda, entrambi espulsi a partita ferma.

L’allenatore del Taranto a questo punto arretra Matute sulla linea dei difensori e propone un 4-3-2 che tiene bene il campo per tutto il secondo tempo, anzi con Genchi, già al minuto 46’,si rende pericoloso.

Al minuto 20 della ripresa, nonostante il Foggia fosse praticamente nullo dal punto di vista offensivo e capace solo di tenere i rossoblù sulla difensiva, Mr Ragno toglie dal campo una punta (Favetta) per un centrocampista d’ordine (Galdean). La partita si trascina sino al minuto 95’ sullo zero a zero, risultato che al Taranto sembra andare bene. Pochi secondi dopo l’errore di Matute che spiana la strada al gol vittoria di Tortori.

Cosa accadrà ora? Intanto il presidente Giove – come spesso, purtroppo, accade in queste occasioni – ha sigillato la bocca ai suoi tesserati leggasi silenzio stampa. Che significa questo? Rifletterà nelle prossime ore se prendere delle decisioni importanti ossia se continuare con Ragno in panchina o se cambiare guida tecnica.

Il tempo per recuperare c’è (solo 4 punti di distacco proprio dal Foggia, balzato al primo posto) se non si trattasse del Taranto nel cui ambiente nessuno forse è disposto più ad avere pazienza, non nei confronti di questa squadra o di questa società, ma a causa di una storia recente purtroppo fatta di troppe promesse mai mantenute e di tanta serie D.

Considerazione finale amletica: il fatto che nel girone H in questo momento comandi il Foggia, ossia una squadra che, per quanto visto contro il Taranto, non ha mostrato alcuna qualità particolare né dal punto di vista dell’organizzazione di gioco né della qualità dei singoli, è un modo per vedere il bicchiere mezzo pieno o per aggravare la posizione di chi avrebbe dovuto far sprintare subito la squadra rossoblù in questo primo segmento del campionato?

 

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