‘Arlotta’, l’aeroporto dei desideri…

 

L'interesse reale della società Peoplefly, i contatti con AdP ed Emiliano, il 'sistema turismo' pugliese
pubblicato il 22 Settembre 2019, 12:21
6 mins

Forse è passata un po’ sotto silenzio. Forse troppe volte le illusioni hanno alimentato le… delusioni. Insomma, la vicenda è decennale – fors’anche di più – e il cittadino guarda alla vicenda con disincanto, quasi fosse secondaria oppure poco utile per battersi con determinazione. Oppure ancora colma di troppe promesse.
Parliamo del futuro dell’aeroporto ‘Arlotta’, una struttura il cui vero potenziale non s’è mai disegnato o ipotizzato, per certi versi. E che invece da molti è ritenuta fondamentale per uno sviluppo strategico del territorio.
Sviluppo che, ad esempio, la Regione Puglia – socio di maggioranza della società gestore Aeroporti di Puglia – ipotizza commerciale e di sperimentazione (voli cargo, droni e suborbitali) formando un asse con i traffici del porto di Taranto. C’è chi, invece (e sono tanti), spera che una delle piste più lunghe d’Italia possa utilizzarsi per voli passeggeri, strategici affinchè i flussi turistici – in crescita lenta ma costante ed evidente – possano agevolarsi e quindi raggiungere cifre di tutto rispetto.
Insomma, due visioni differenti, che raramente combaciano. Spesso la Regione ha mostrato apertura verso un diverso impiego dello scalo ionico, in passato anteponendo effettivi interessi di compagnie aeree per l’Arlotta: non presentandosi offerte, la tesi sostenuta più volte da Aeroporti di Puglia, ecco che riattivare l’aeroporto sarebbe risultato e risulterebbe del tutto inutile. Tesi, va detto, contrastata fortemente dai comitati di cittadini che contestavano e contestano ad AdP una sorta di divieto assoluto a chiunque di ipotizzare rotte sulla pista tarantina, dirottando eventuali interessi sugli scali di Bari e Brindisi. Insomma, chiamiamolo un ‘tappo’ allo sviluppo differente, all’economia alternativa di cui invece Taranto (e tutto il territorio) avrebbe invece grande necessità.
Per questo, non vi sarà sfuggito affatto l’interessamento di una società cagliaritana per la pista ionica, e cioè della Peoplefly: di recente, i primissimi contatti con la Regione Puglia e AdP sono stati confermati, seppur il gestore degli scali pugliesi ha specificato poi che richieste successive non ce ne sarebbero state. Come dire: sì, è vero, ma tutto è in standby.
Va detto che riattivare l’aeroporto è in ogni caso complesso, nel senso che sarebbe utile e quanto mai prezioso ammodernare l’accoglienza, migliorare l’accessibilità stradale, per quanto l’Arlotta abbia dimostrato di poter reggere l’arrivo di charter e voli di Stato senza alcun problema. E’ altrettanto vero, però, che qualcosa di più va fatta, almeno in termini di accoglienza e di immagine. Diciamo con onestà che c’è più di qualcosa da fare ma non significa che l’Arlotta non sia pronto al… decollo, specie in presenza di rotte sicure e stabili, capaci di avviare un percorso di crescita economica sostenibile.

Le rotte possibili proposte da Peoplefly

Tornando a Peoplefly. E’ una società, come più di qualcuno avrà scoperto, che ha qualche conflitto – non recente ma neppure lontano – con Alitalia soprattutto: quest’anno ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza per la posizione dominante della compagnia di bandiera nell’acquisizione di contributi nonostante sia in amministrazione straordinaria e ciò è contestato dalla società cagliaritana. Inoltre, ha avuto difficoltà con alcuni voli charter nello scorso anno, seppur – a quanto pare – ne starebbe venendo fuori perchè non direttamente, passateci il termine un po’ forzato, colpevole di quanto accaduto (si parlava di tickets fantasma).
Insomma, una società che però vuole investire ancora nei voli perchè convinta ci sia spazio per operare e lavorare. Ed è per questo che avrebbe puntato le attenzioni proprio sull’Arlotta, scalo ‘vergine’ perciò fertile per lanciare nuove rotte. Da indagini neppure troppo difficili, abbiamo saputo che effettivamente oltre al contatto con AdP ce ne sono stati anche, almeno a livello embrionale, direttamente con il presidente della Regione, Michele Emiliano, il quale avrebbe mostrato quanto meno interesse con la promessa di approfondire meglio l’eventuale proposta.
Dunque, lo spiraglio c’è, è reale, esiste. Così come, secondo altre fonti attendibili, altre compagnie avrebbero sussurrato la possibilità di utilizzo dell’Arlotta. Certo, sarebbe importante capire se un nuovo bando per l’Arlotta è nei programmi della Regione Puglia. Oppure se AdP è disponibile ad ascoltare eventuali proposte.
Certo non cadiamo nella polemica delle contrapposizioni, del muro contro muro, quella che spesso ha caratterizzato la storia dell’Arlotta (quante volte politici e istituzioni di altri territori hanno alzato la voce contro l’aeroporto tarantino?). Al momento, c’è che l’interesse di Peoplefly è concreta e – secondo noi – andrebbe valutata in tutta la sua consistenza.
Non è prudenza ma sano realismo. Con un invito, però: questa volta non si antepongano progetti della cui evidenza non ci sono, almeno finora, che poche tracce. Perchè se un volo cargo di tanto in tanto o uno suborbitale quasi fossimo a Cape Canaveral sono gli ostacoli a prescindere, allora è bene valutare con serietà quanto invece uno sviluppo di voli passeggeri aprirebbe scenari molto interessanti sul territorio. Se Taranto e la sua terra, se Basilicata e Calabria ionica sono aree turisticamente già attrattive, allora riaprire una pista come l’Arlotta è assolutamente necessario. Anzi, diventerebbe una opzione importante nel ‘sistema turismo’ pugliese.

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

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