Discarica Grottaglie, Roma alla Provincia: chiudere il procedimenti in atto

 

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato venuto meno ilpresupposto di richiedere la deliberazione del Consiglio dei Ministri
pubblicato il 18 Settembre 2019, 18:10
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Nuovo e forse definitivo capitolo nella vicenda sul progetto di ampliamento della discarica di Grottaglie gestita dalla società Linea Ambiente Srl. Il Dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri infatti, in considerazione di quanto disposto dal Consiglio di Stato con sentenza 5985/2019, ha restituito alla Provincia di Taranto gli atti trasmessi lo scorso 22 febbraio 2019.

Come si ricorderà, lo scorso 22 febbraio fu proprio il dirigente Natile a provvedere alla trasmissione di tutti i documenti a Roma: il dirigente, spiegò il presidente della Provincia Gugliotti in una conferenza stampa lo scorso mese di marzo, aveva ottemperato “semplicemente al suo dovere istituzionale“, precisando inoltre come “in tutto questo passaggio amministrativo, la parte politica della Provincia non avesse avuto alcun ruolo“. 

Sulla base delle pregnanti argomentazioni contenute nella sentenza del Consiglio di Stato, si legge nel documento inviato da Roma alla Provincia di Taranto, “questo ufficio ritiene che sia venuto meno il presupposto che ha consentito di richiedere la deliberazione del Consiglio dei Ministri. Tenuto conto del definitivo annullamento del provvedimento autorizzatorio adottato dalla Provincia di Taranto e alla luce della sopravvenuta improcedibilità, si prega di voler chiudere il procedimento adottato dall’ente Provincia di Taranto, senza l’adozione di ulteriori atti peraltro non più necessari e/o utilizzabili in considerazione di quanto disposto dalla sentenza del Consiglio di Stato“.

Come si ricorderà, lo scorso 17 luglio a Roma, si svolse una riunione di coordinamento presso il Dipartimento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma. Presenti all’incontro il sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò, il presidente della Provincia Giovanni Gugliotti, i rappresentanti della Regione Puglia, di ARPA Puglia e ASL Taranto.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/17/discarica-grottaglie-tutto-puo-ancora-succedere/)

Motivo della riunione appunto, quello di discutere dell’istanza di rimessione alla deliberazione del Consiglio dei Ministri (ai sensi dell’art. 14-quater, comma 3, della legge 241/90), presentata dalla Provincia di Taranto a seguito della sentenza del TAR di Lecce (Sez II, n. 143 del 28 gennaio 2019), in merito al procedimento concernente il rilascio del provvedimento di compatibilità ambientale, autorizzazione integrata ambientale e accertamento di compatibilità paesaggistica, per il progetto di modifica sostanziale della discarica in Località “Torre Caprarica” di Grottaglie, proposto dalla società Linea Ambiente Srl.

La sentenza del Consiglio di Stato ha di fatto scritto la parola fine per quanto attiene il progetto di ampliamento della discarica ed anche in merito al suo futuro come sito attivo. La discarica va chiusa. E per i prossimi 30 anni bisognerà garantire il giusto deflusso delle acque meteoriche. Lo ha chiarito il Consiglio di Stato. Il Comune di Grottaglie chiederà di rimuovere i rifiuti bancati con quell’autorizzazione. Oltre ad un risarcimento per danni ambientali e sanitari, e di chiudere definitivamente il sito.

Difficile ipotizzare adesso quali saranno le decisioni e le prossime mosse della società Linea Ambiente, visto che questa sentenza non è appellabile. Il rischio, ovviamente, è che la società possa decidere di abbandonare il sito a se stesso, il che aggreverebbe drammaticamente la stiuazione ambientale e sanitaria del territorio. Motivo per il quale il Comune di Grottaglie e i vari comitati continueranno ad essere vigili affinchè la dismissione del sito avvenga in tempi certi e con le modalità stabilite dalla legge. 

Detto tutto ciò, non bisogna infine dimenticare, e lo ribadiamo ancora una volta che in tutta questa vicenda ci sono dei protagonisti silenziosi, che sono i lavoratori della discarica. A cui bisognerà comunque garantire tutte le tutele del caso, evitando di abbandonarli al loro destino. Perchè la tutela dei diritti deve essere per tutti e deve essere un’unica battaglia.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/08/29/discarica-grottaglie-consiglio-di-stato-chiude-il-sito/)

(leggi gli articoli sulla discarica di Grottaglie https://www.corriereditaranto.it/?s=discarica+Grottaglie&submit=Go)

 

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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