Discarica Vergine, Comune non sarà parte civile al processo

 

Respinta la richeista dei legali dell'ente civico. Intanto è caos sulla richiesta di dissequestro e messa in sicurezza dell'area
pubblicato il 17 Settembre 2019, 20:59
6 mins

Il Comune di Taranto non sarà parte civile nel processo per disastro ambientale causato dalla discarica Vergine nel sottosuolo dei territori tra Lizzano e Fragagnano: è quando ha stabilito il giudice del tribunale del capoluogo ionico, Francesco Maccagnano, che ha respinto la richiesta dei legali del Comune. Che ricordiamo è interessato dalla vicenda in quanto una parte del terreno in cui insiste la discarica, ricade nell’isola amministrativa del capoluogo. La motivazione del respingimento della richiesta del Comune di risarcimento per danni ambientali, consta nel fatto che la legge prevede che sia solo il Ministero dell’Ambiente ad essere titolato a presentare tali richieste in processi per disastro ambientale. L’ente civico avrebbe invece dovuto presentare una richiesta per danni di immagine e/o di spese sostenute a causa dei danni causati dalla discarica.

Sono invece parte civile nel processo, i Comuni di Lizzano, di Faggiano e di Fragagnano (che hanno chiesto rispettivamente un risarcimento di 2 milioni e 1 milione e 500mila euro), ed i circoli di Taranto e Fragagnano di Legambiente e l’associazione Attiva Lizzano, da sempre impegnata in una battaglia per la chiusura della discarica.

Imprudenza e imperizia nella gestione del percolato e nell’impermeabilizzazione del bacino di discarica, trascurando l’intercettazione delle acque meteoriche: è questo che secondo il pm Lanfranco Marazia ha causato presso la discarica Vergine un disastro ambientale, che ha alterato l’equilibrio dell’ecosistema la cui eliminazione è oggi profondamente onerosa e conseguibile solo attraverso provvedimenti eccezionali.

I responsabili e indagati per l’accusa sono Pasquale Moretti (responsabile tecnico dell’impianto dal 2008 sino al sequestro del febbraio 2014, nonché custode giudiziario dell’impianto sino all’aprile del 2015), Paolo Ciervo e Mario Petrelli, rispettivamente responsabile dell’impianto complesso di discarica per rifiuti speciali non pericolosi situato in località Palombara, e rappresentanti legali di “Vergine Spa” e “Vergine Srl”, il primo anche nel ruolo di liquidatore della Vergine srl.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/04/05/discarica-vergine-nuova-accusa-dalla-procura-disastro-ambientale-per-inquinamento-della-falda/)

Quest’estate intanto, il gip del Tribunale di Lecce ha respinto la richiesta di dissequestro della Discarica Vergine in località Palombara per effettuarvi lavori di messa in sicurezza. A chiederlo la LUTUM srl, alla sezione del Riesame dello stesso tribunale, che però aveva accolto la richiesta di intervento di messa in sicurezza. Il dispositivo emesso dal Tribunale precisa infatti che, tenendo fermo il sequestro preventivo in atto, autorizza all’espletamento degli interventi di messa in sicurezza per la salvaguardia dell’ambiente sotto lo stretto controllo delle Autorità competenti che dovranno effettuare i controlli appropriati. Questo provvedimento però, è suscettibile di un eventuale ricorso in Cassazione che la Procura della Repubblica potrebbe avviare.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/10/11/discarica-vergine-terreno-venduto-al-gruppo-c-i-s-a/)

L’Associazione AttivaLizzano si sofferma su quanto esposto dalla sezione del Riesame, “auspicando che ciò che viene ordinato nel dispositivo sia scrupolosamente osservato  dalle Autorità che devono provvedere al controllo e alla perfetta esecuzione dei lavori di messa in sicurezza che molto probabilmente verranno eseguiti dalla Lutum srl“.

AttivaLizzano ricorda “che più volte ha fatto richiesta al Direttore dell’AGER Dott. Grandaliano di far presenziare alle operazioni di messa in sicurezza della discarica, personale qualificato di propria fiducia delle amministrazioni confinanti con la Palombara e che venissero informate in maniera puntuale sulle operazioni che verranno svolte, giusto per la tanto sbandierata condivisione con le popolazioni del territorio interessato che l’amministrazione regionale vanta. A tutt’oggi si brancola nel buio e tutti (gli abitanti vessati da anni da questo annoso problema e le associazioni ambientaliste) vengono a conoscenza di decisioni poco chiare, calate dall’alto, il cui iter dovrebbe essere esposto con chiarezza in quanto di pubblico interesse“.

Siamo a conoscenza che l’Amministrazione Comunale di Lizzano si sta muovendo di conseguenza – affermano dall’associazione -. Da notizie che ci sono pervenute, riguardo lo stato della Discarica Vergine in località Palombara, si apprende che il GIP del Tribunale di Lecce non può dissequestrare il sito su cui insiste la discarica per dar luogo alla bonifica e messa in sicurezza del sito. In particolare, secondo il Pubblico Ministero, la circostanza che sia intervenuta una sentenza di 1° grado e non ancora definitiva, con la quale i presunti responsabili dell’inquinamento che si è generato su tale impianto sono stati condannati anche ad eseguire le bonifiche del sito inquinato, renderebbe incompatibile l’esecuzione degli interventi ad opera di soggetti diversi. Diversamente, risulterebbe un salvacondotto per gli imputati se si autorizzassero altri soggetti alla bonifica del sito e potrebbe creare un contrasto tra provvedimenti assunti da diverse Autorità Giudiziarie“.

Ricordiamo che la Discarica Vergine è sequestrata dall’11 febbraio 2014 a seguito di un esposto inoltrato proprio dall’Associazione AttivaLizzano dove ha visto condannare in 1° grado gli ex gestori della discarica a due anni e mesi sei di reclusione e l’obbligo di bonificare il sito. Si evidenzia, inoltre, che è l’ulteriore processo a carico degli stessi ex gestori della discarica per disastro, è scaturito anch’esso da un esposto di AttivaLizzano presentato alla magistratura tarantina.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/01/21/discarica-vergine-la-bonifica-resta-un-rebus/)

Condividi:
Share
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Commenta

  • (non verrà pubblicata)