ArcelorMittal: “Gravissima violazione lavoratore Usb”

 

Il provvedimento della multinazionale a causa dell'assenza dell'operaio seppur indicato nell'elenco delle comandate per tutela impianti
pubblicato il 13 Settembre 2019, 18:14
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E’ giunta la replica della multinazionale ArcelorMittal Italia, alla notizia del licenziamento di un lavoratore del siderurgico iscritto all’Usb ed eletto nelle rappresentanze sindacali unitarie. A detta del sindacato infatti, il cui segretario generale di Taranto Francesco Rizzo è intervenuto durante l’odierno Consiglio Comunale, il provvedimento della multinazionale sarebbe stato illegittimo, una sorta di ritorsione perché alla base della decisione ci sarebbe un’assenza ingiustificata del lavoratore impegnato quel giorno in una manifestazione di protesta. Era il mese di luglio, nei giorni di protesta e sciopero per il provvedimento di Cigo deciso dall’azienda, e il lavoratore era stato indicato nell’elenco delle ‘comandate‘.

ArcelorMittal Italia nella sua nota spiega che “con un provvedimento emesso lo scorso 5 settembre, ha deciso di licenziare un dipendente occupato presso il Reparto Parchi dell’Area Ghisa perché, pur se incluso nelle liste nominative del personale di “comandata” – ossia quei lavoratori che, nel giorno di uno sciopero, vengono “comandati” a garantire la necessaria sicurezza di personale e impianti – non si è presentato sul posto di lavoro e non ha comunicato alcuna causa di impedimento“.

Le peculiarità tecniche di uno stabilimento a ciclo continuo come quello di Taranto presuppongono, per assicurare la sicurezza di persone e impianti, il presidio costante attraverso appunto le “comandate”, un adempimento garantito da intese sindacali risalenti nel tempo – prosegue la multinazionale nel suo comunicato -. A seguito dello sciopero di 24 ore proclamato lo scorso 9 luglio da USB nello stabilimento siderurgico di Taranto, il giorno prima, 8 luglio, ArcelorMittal Italia, in esecuzione degli accordi sulla “salvaguardia impianti”, ha provveduto a comunicare alle RSU di fabbrica le liste nominative del personale cosiddetto di “comandata” tra cui figurava anche il dipendente oggetto della contestazione“.

In ragione della sua assenza, la società ha, in via informale, avvisato il sindacato USB e ha attivato la normale procedura disciplinare, così come previsto dal CCNL di riferimento, inviando una formale lettera di contestazione. Solo allo scadere dei termini previsti ArcelorMittal Italia ha preso la decisione di licenziare il dipendente perché il suo comportamento rappresenta una violazione gravissima degli obblighi contrattuali – conclude ArcerloMittal Italia -. Tra questi, in primo luogo, quello di adottare comportamenti che, nel caso di astensioni collettive dal lavoro, devono garantire l’imprescindibile salvaguardia delle persone e degli impianti“.

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