Paisiello Festival: “La musica da camera nelle corti d’Europa”

 

pubblicato il 11 Settembre 2019, 19:00
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Paisiello non fu sono un grande operista, ma anche un abile autore di musica strumentale. Scrisse diverse pagine da camera, tra cui il Quartetto per archi n. 1 intorno al quale si articola il concerto di giovedì 12 settembre del Voxonus Quartet in programma alle ore 21 nel Mudi (Museo Diocesano) per il Giovanni Paisiello Festival diretto da Lorenzo Mattei e organizzato dagli Amici della Musica “Arcangelo Speranza”. La serata si intitola “La musica da camera nelle corti d’Europa” ed è, per l’appunto, finalizzata ad esplorare quel mondo con un raffinato concerto che prevede, intorno alla produzione quartettistica paisielliana, alcuni tra i brani più significativi della civiltà strumentale pre-classica.

Si ascolteranno, dai cosiddetti Sei Quartetti per orchestra, il Quartetto n. 1 e il Quartetto n. 5 di Giuseppe Demachi, compositore di Alessandria abbastanza noto in Europa per aver pubblicato numerose opere a Ginevra, Lione, Parigi e Londra, dove si presume sia morto nel 1791, lo stesso anno della scomparsa di Mozart. Completano il programma il Quartetto n. 3 e il Quartetto n. 5 dal 15° Livre de Quartour ouvre XXIX di Giuseppe Maria Cambini, compositore e violinista livornese, allievo di padre Martini e discepolo di Boccherini, uno dei grandi autori per quartetto d’archi. Musiche affidate all’interpretazione del Voxonus Quartet composto da Maurizio Cadossi e Claudia Monti ai violini, Claudio Gilio alla viola e Claudio Merlo al violoncello, solisti che svolgono anche una propria attività e sono prime parti di altre importanti realtà musicali, come la “Voxonus Orchestra” e l’Orchestra Sinfonica di Savona.

Nato all’interno del più vasto progetto Voxonus “Academia di Musici e Cantori”, un complesso con organico variabile composto da cantanti e strumentisti specializzati nel repertorio settecentesco/ottocentesco eseguito con strumenti originali, il Quartetto è specializzato nel repertorio barocco e classico, eseguito con strumenti originali dell’epoca e secondo la prassi di riferimento. Particolare attenzione è posta al periodo di transizione, dunque si avvale di strumenti con montatura classica, corde di budello, accordatura a 430 Hz in grado di esaltare al massimo la scrittura post e tardo barocca. Pertanto, il progetto Voxonus rappresenta l’unica esperienza nazionale di una formazione variabile che utilizzi strumenti originali del Settecento, con la riproposizione, accanto ad opere di autori noti, di brani dimenticati destinati anche a progetti discografici.

Biglietti 10 euro. Info www.giovannipaisiellofestival.it

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