Il Centro Ospedaliero dalla Marina Militare di Taranto si apre alla città?

 

Questa mattina visita del governatore Emiliano. Si rafforza collaborazione con l'Università, si lavora per apertura alla città
pubblicato il 11 Settembre 2019, 17:26
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Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha visitato oggi il Centro ospedaliero militare della Marina a Taranto, diretto dal capitano di Vascello Vincenzo Mascellaro.  Con Emiliano hanno partecipato alla visita il rettore eletto dell’Università di Bari Stefano Bronzini, il direttore della Scuola di Medicina dell’Università di Bari Loreto Gesualdo e il direttore della Asl Taranto, Stefano Rossi.

Abbiamo visitato oggi – ha detto Emiliano – l’ospedale della Marina Militare di Taranto, guidato dal direttore capitano Mascellaro, che ci ha fatto vedere le potenzialità di una struttura aperta alla comunità tarantina, già in collegamento con l’Università di Bari e con la Asl di Taranto. Stiamo studiando, come sempre accade con la Marina a Taranto, quelle connessioni  che consentano alle istituzioni e ai luoghi che sono affidati alle cure della Marina Militare, di essere utilizzati anche dalla cittadinanza civile. Questo fa della Marina a Taranto e in tutta Italia, una componente essenziale della nostra comunità alla quale dobbiamo davvero gratitudine, perché ad esempio la metà della raccolta di sangue che fate, viene data alla Asl e all’ospedale Santissima Annunziata e anche solo questa attività è davvero importantissima“.

Il capitano di Vascello Mascellaro ha invece dichiarato che “abbiamo già diversi accordi in atto con la società civile intesa come azienda sanitaria locale ma anche Università di Bari. Già trattiamo pazienti nell’ambito della medicina iperbarica, nell’ambito della neuro elettroencefalografia, dell’odontoiatria e della diagnostica per immagini. Stiamo lavorando ad accordi a tre con l’Università di Bari e la Asl per portare all’interno di questo ospedale le scuole di specializzazione, con una apertura di questo ospedale alla città, cosa che abbiamo perseguito negli ultimi due anni in maniera intensa. La strada è stata aperta e ora la si può percorrere“.

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