‘Ambiente Svenduto’, Corte blocca opposizione difesa

 

Ancora schermaglie tra la Corte d'Assise e alcuni avvocati del collegio difensivo sull'attività integrativa ottenuta dall'accusa
pubblicato il 10 Settembre 2019, 19:09
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Non si arrestano le polemiche tra la Corte d’Assise e il collegio difensivo nel dibattimento ‘Ambiente Svenduto‘. Sono infatti riprese ieri dopo la pausa estiva, le udienze del processo sul presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva sotto la gestione del gruppo Riva, nell’aula bunker della Procura situata nel quartiere Paolo VI, dinanzi alla Corte d’Assise di Taranto presieduta dal giudice Stefania D’Errico, e del giudice a latere Fulvia Misserini, che vede ben 47 imputati (44 persone fisiche e tre società, Ilva spa, Riva Fire e Riva Forni elettrici) alla sbarra.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/09/09/ambiente-svenduto-si-riparte-in-un-clima-di-tensione3/)

Anche ieri i legali di alcuni imputati hanno tentato di bloccare l’iniziativa dell’accusa, autorizzata dalla Corte lo scorso luglio, di acquisire agli atti nuova documentazione e audire nuovi testi riguardanti altre indagini di inchieste diverse, inerenti i rifiuti sversati in località Leucaspide e lo smaltimento delle polveri degli elettrofiltri del camino E312 dell’agglomerato. Che secondo l’accusa sono utili per il proseguo del dibattimento, mentre diversi legali della difesa non solo ha stigmatizzato l’interruzione dell’ascolto dei testimoni (evento già avvenuto un paio di volte nel corso della primavera), lamentando una “irruzione dell’indagine suppletiva nella fase del testimoniale difensi­vo”, ma anche che le in­dagini non riguardano “Ambiente svenduto” ma un procedimento parallelo.

Il collegio difensivo ha giudicato ‘arbitraria‘ la scelta della Corte d’Assise, avendo inserito nel dibattimento “inserti accusatori fuori dai canoni codicistici“. Contestata anche ieri l’aver presentato le nuove prove documentali su supporti telematici e non su supporto cartaceo. Ed anche la selezione del materiale depositato dalla polizia giudiziaria.

Ma con una nuova ordinanza emessa ieri, dopo una Camera di Consiglio durata due ore, la Corte ha rigettato l’istanza presentata dai legali Pasquale Annicchiarico, Giandomenico Caiazza, Daniele Convertino, Steffano Lojacono, Gaetano Merucci, Luca Perrone, Carmine Urso e Vincenzo Vozza. Ordinanza che per la difesa è nulla per violazione dell’articolo 178 lettera c del codice di procedura penale.

In attesa del pronunciamento della Cassazione sul ricorso di otto imputati per l’attività integrativa dell’accusa, il processo continua secondo le scadenze autorizzate dalla Corte. Si proseguirà infatti, con l’ascolto dei nuovi testimoni indicati dal pm Mariano Buccoliero. Sono stati auditi il Luogotenente Roberto Mariani della Guardia di Finanza, Domenico Magistro attuale capo area dello stabilimento ArcelorMittal Italia; Cosimo Zizzo militare della Guardia di Finanza. Mentre domani toccherà al dr. Vincenzo Musolino dell’ARPA Puglia, sede di Brindisi, che ha redatto una relazione quale ausiliario di P.G. della Guardia di Finanza in merito ad alcuni certificati di analisi e rapporti di prova, e quindi documentazione acquisita presso il laboratorio di analisi dell’Ilva S.p.A. Tutti i testi, lo ricordiamo, sono stati auditi in merito ai due filoni di indagine integrativa, riguardanti i rifiuti sversati in località Leucaspide e lo smaltimento delle polveri degli elettrofiltri del camino E312 dell’agglomerato.

(leggi tutti gli articoli sul processo ‘Ambiente Svenduto’ https://www.corriereditaranto.it/?s=ambiente+svenduto&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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