Taranto, sequestro di cozze e datteri: padre e figlio denunciati

 

pubblicato il 10 Settembre 2019, 15:00
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Il personale del Commissariato Borgo di Taranto, in collaborazione con la Guardia Costiera ed il personale ASL, ha denunciato in stato di libertà due persone, padre e figlio, pregiudicati e residenti nella provincia barese per ricettazione e commercio di sostanze alimentari nocive, in concorso tra loro.
I poliziotti li hanno fermati  a bordo di un furgone che, alla vista dell’auto di servizio, aveva intrapreso manovre per depistare i poliziotti.
I sospetti hanno trovato fondamento.  Il controllo del mezzo ha consentito di accertare che i due trasportavano 440 chili di cozze, suddivise in 40 sacchi ed un secchio con 13 chili di datteri di mare.
Come accertato i prodotti erano privi di qualsiasi certificato di tracciabilità ed erano trasportati in carenti condizioni igienico-sanitarie in un mezzo di trasporto non refrigerato e non coibentato.
In particolare, il dattero appartiene ad una specie la cui pesca è vietata in ogni stato di crescita, causando un effetto devastante nei confronti dell’ambiente marino quale la desertificazione dell’area di estrazione.
È ragionevole ritenere che la detenzione da parte dei due baresi di un quantitativo così rilevante di datteri e di mitili fosse destinata alla commercializzazione ed al consumo. Pertanto, si è provveduto alla distruzione di merce potenzialmente nociva per la salute.
I due sono stati denunciati in concorso per commercio di sostanze alimentari nocive e per ricettazione perché i datteri di mare trasportati erano oggetto di attività delittuosa contro l’ambiente marino. Risultano configurabili i reati di inquinamento e di disastro ambientale.

 

F.R.

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Un Commento a: Taranto, sequestro di cozze e datteri: padre e figlio denunciati

  1. Piero

    Settembre 10th, 2019

    Questi baresi di… che dopo aver distrutto il loro mare vengono a distruggere il nostro. Sono dei selvaggi, arrivano persino a versare vetriolo in mare per prendere i polipi. Inviterei tutti i tarantini a reagire con una certa fermezza quando ne vedono qualcuno.

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