Taranto, un’estate indimenticabile?

 

Le riflessioni su quanto si è assistito in città tra eventi d'eccellenza e qualcosa ancora da migliorare
pubblicato il 08 Settembre 2019, 17:09
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L’estate 2019 ormai è agli sgoccioli, ed è d’obbligo tirare le somme di quelli che sono stati gli eventi che l’ hanno caratterizzata. “Investire in cultura, crea cultura, ricercare quanto c’è di bello attraverso la scoperta di luoghi dove esprimere arte crea consenso”, questa riflessione l’avevamo fatta circa un mese fa, parlando del ‘Cinzella Festival‘. In effetti di Taranto e del suo territorio, in questi mesi se ne è parlato molto, grazie ai numerosi eventi, rassegne, festival ed iniziative che si sono avvicendate come non accadeva da tempo.
Già da tempo, anzi da molto tempo non c’era stata più occasione di vedere tanti eventi di qualità dalle nostre parti. Le occasioni giuste comunque negli ultimi vent’anni, ci sono state, grazie sempre e solo all’impegno di privati o mecenati che hanno investito in cultura e spettacoli, in una città, dove spesso si è avvertita una latitanza in questo senso. Attività esemplari sono state quelle degli Amici della Musica, l’Orchestra della Magna Grecia, le poliedriche iniziative del Crest.
Di contro nel passato, soprattutto l’ente Provincia di Taranto, ha in maniera disinvolta dilapidato soldi pubblici, propinando eventi vari di livello infimo a cachet di produzione scandalosi, palesemente illogici. Hanno voluto far credere che si potesse tornare ai fasti degli anni ’80, quelli dei concerti al Tursport o di quando “Taranto era la Firenze del Sud”, come ha ben descritto Franco Battafarano in un suo recente libro.

Negli ultimi anni però, dalla problematica e difficile situazione sociale ed economica tarantina, è scaturita una ritrovata fiducia nei propri mezzi che ha proiettato il capoluogo jonico all’attenzione nazionale per una serie di eventi ed iniziative che ne hanno rivalutato l’immagine.
Il volàno per tutta la città è stato sicuramente il nostro Museo Archeologico Nazionale MarTa. Si deve al piglio manageriale della direttrice Eva Degl’Innocenti, recentemente riconfermata alla guida della struttura, l’affermazione, i successi e i consensi che il museo ha raccolto, che sono uno stimolo costante per l’intera collettività.
Una rinascita si deve anche alla felice intuizione del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che attraverso il coordinatore di Puglia Sounds Cesare Veronico, ha proiettato con il ‘Medimex‘ da due anni a questa parte Taranto fra le grandi città europee con le mostre fotografiche tematiche, i live e gli approfondimenti sul sistema musica e spettacolo, che la rassegna ha proposto con lineup di livello mondiale e organizzazione degna delle grandi kermesse internazionali.

Fra le varie iniziative private, sicuramente il consolidato concertone del Primo Maggio tarantino, con i suoi temi sociali, (discutibili o meno a secondo dei pareri personali), hanno contribuito ad accrescere questo risveglio sociale. Ancora e non per ultimo il ‘Cinzella Festival’ che al terzo anno di vita, ha trovato il suo assetto definitivo a Grottaglie, la cittadina che ha creduto ed accolto nelle Cave di Fantiano, un progetto nuovo entusiasta di respiro europeo.
In mezzo ad eventi di tale portata, non sempre gli enti preposti (Comuni, Provincia etc.) si sono mostrati all’altezza della situazione. Da un punto di vista personale esterno ma realistico, possiamo affermare che l’impreparazione di alcuni attori istituzionali è emersa proprio in queste occasioni. Le problematiche relative alla logistica, viabilità, marketing territoriale e promozione del territorio, spesso sono ricadute proprio ed esclusivamente sugli organizzatori. Gli spettacoli o eventi musicali culturali in genere, hanno una macchina organizzativa complessa, meticolosa e estremamente costosa. Taluni aspetti connessi alla realizzazione di un evento, richiedono una professionalità e una gestione capillare codificata, che di sovente non trovano un’adeguata rispondenza negli organi preposti.
Manifestazioni grandi e più piccole avranno un seguito e una riuscita ottimale, solo con una coordinazione tale da evitare accavallamenti di date e strettoie burocratiche.

“Fare sistema” significa anche coordinamento fra le parti: promoters, associazioni, istituzioni ed enti, soprattutto in proiezione futura. Grandi nomi come Liam Gallagher, Patty Smith, Placebo, Kraftwerk, Editors, Franz Ferdinand, Bauhaus e tutti gli altri artisti italiani e stranieri, sono i primi (forse inconsapevoli) ambasciatori per il territorio jonico. La tessitura passionale e amorevole di tante associazioni culturali votate al cinema, alla musica, alla fotografia e all’arte, è la vera e preziosa risorsa della nostra città e di tutta la provincia.

È auspicabile una vera ed autorevole cabina di regia che possa coordinare le iniziative, senza prevaricazioni, gelosie e incompetenza, con l’umiltà e capacità di ascoltare senza attribuirsi meriti ma facendo un vero gioco di squadra, anteponendo il bene collettivo all’appartenenza politica e sociale.
L’asticella da superare per Taranto e la sua provincia, si alza ogni anno sempre di più, spero sinceramente che dagli errori del passato si possa trarre il giusto giovamento…
E poi come auspicava la premiata ditta Lennon-Mc Cartney “with a little help from my friends”. Auguri a noi tutti.

di Franzi Baroni

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