Ex Ilva, c’è il decreto. Immunità sul Piano Ambientale

 

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il dl 'Salva Imprese', che all'art. 14 prevede la riscrizione della norma sull'esimente penale per Arcelor
pubblicato il 04 Settembre 2019, 19:33
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E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge 3 settembre 2019, n. 101 recante ‘Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali‘. Il provvedimento entrerà in vigore domani, 5 settembre.

Nel provvedimento sono contenute, in particolare, norme per l’Ilva, Whirlpool ma anche le norme per l’assunzione di personale dell’Inps, la stabilizzazione di alcuni lavoratori di Anpal Servizi ma anche le norme per le tutele dei riders. Presenti inoltre, misure per affrontare le crisi aziendali in Sardegna, Sicilia e nella provincia di Isernia. Lo schema di decreto legge, che comprende 16 articoli.

L’art. 14 del decreto è quello riguardante le ‘Disposizioni urgenti in materia di ILVA S.p.A‘. Il testo dell’articolo prevede la modifica del famoso articolo 2, comma 6, del decreto-legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 marzo 2015, n. 20,  quello che introdusse l’esimente penale.

Le modifiche apportate sono le seguenti: a) al primo periodo, le parole “dell’A.I.A.” sono  sostituite dalle seguenti: “del Piano Ambientale medesimo”; b) al secondo periodo, dopo le parole “in quanto costituiscono adempimento” sono inserite le seguenti: “dei doveri imposti dal suddetto Piano Ambientale, nonche’ esecuzione”.

La precisazione non è di poco conto, visto che il Piano Ambientale è andato a rivedere le tempistiche di attuazionedelle prescrizioni presenti nell’AIA del 2012, molte delle quali oggi sarebbero ovviamente già scadute. Mentre lo spostamento nel tempo dell’attuazione delle prescrizioni ha fatto sì che la maggior parte di essere potranno essere attuate tra il 2021 e il 2023.

Al punto c) si legge che al terzo periodo, dopo le parole “condotte poste in essere fino al 6 settembre 2019″ sono inserite le seguenti: “fatta eccezione per l’affittuario o acquirente e i soggetti da questi funzionalmente delegati, per i quali la disciplina di cui al  secondo periodo si applica con riferimento alle condotte poste in essere in esecuzione del suddetto Piano Ambientale sino alla scadenza dei termini di attuazione stabiliti dal Piano stesso per ciascuna prescrizione ivi prevista che venga in rilievo con riferimento alle condotte poste in essere da detti soggetti, ovvero dei piu’ brevi termini che l’affittuario o acquirente si sia impegnato a rispettare nei confronti della gestione commissariale di ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria“.

Anche qui viene dunque confermato, o forse sarebbe meglio dire meglio esplicitato come tutte le condotte poste in essere durante i lavori agli impianti, che ricordiamo essere ancora sotto sequestro perché non a norma, non potranno essere oggetto di azione penale nei confronti di ArcelorMittal.

Infine al punto d) viene aggiunto infine il seguente periodo: “In ogni caso, resta ferma la responsabilita’ in sede penale, civile e amministrativa derivante dalla violazione di norme poste a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori“. 

Dunque, viene confermato quanto anticipammo nell’articolo qui sotto linkato dello scorso 30 agosto.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/08/30/ex-ilva-pronto-il-testo-sullimmunita-per-arcelormittal2/)

Viene dunque confermata la scomparsa dell’immunità estesa sino al 2023 e l’introduzione di un piano di tutele legali a ‘scadenza’. In pratica, quanto previsto già con la norma introdotta attraverso l’art. 46 del Decreto Crescita approvato nella scorsa primavera, che andava a riscrivere in parte quanto previsto dal comma 6 dell’art. 2 del decreto legge del gennaio 2015, nel quale fu inserita la famosa e discussa esimente penale per i Commissari straordinari di Ilva in AS e per i futuri proprietari dello stabilimento, che prevedeva come “le condotte poste in essere in attuazione del Piano di cui al periodo precedente non possono dare luogo a responsabilita’ penale o amministrativa del commissario straordinario e dei soggetti da questo funzionalmente delegati, in quanto costituiscono adempimento delle migliori regole preventive in materia ambientale, di tutela della salute e dell’incolumita’ pubblica e di sicurezza sul lavoro“.

L’art. 46 del Decreto Crescita aveva inoltre stabilito come data per l’entrata in vigore della nuova norma il 6 settembre, data simbolo che andava a richiamare il giorno in cui lo scorso anno fu firmata l’intesa sindacale tra ArcelorMittal, sindacati e governo, che sancì l’accordo definitivo per l’ingresso della multinazionale dell’acciao nella gestione degli impianti ex Ilva come affittuario per i primi due anni, al costo di 180 milioni di euro annui.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/09/immunita-e-ambiente-laccordo-che-blinda-arcelor2/)

La norma è stata semplicement riscritta, non abolita, per ben due volte. La verità su questa vicenda in tutti questi mesi, è stata sempre la stessa sin dalla sua origine così come abbiamo scritto sin dal primo momento lo scorso 2 maggio. Restando puntualmente inascoltati.

La norma sulla così detta ‘immunità penale’ (tra l’altro dicitura che non è mai apparsa in alcun decreto legge ma ideato nel corso degli anni) è stata semplicemente riscritta. Questo significa che aver affermato che non esistesse più o che fosse stata abolita non corrispondeva al vero, come invece affermano il vicepremier Di Maio e la stragrande maggioranza di esponenti politici del Movimento 5 Stelle nei mesi scorsi. Soltanto l’ex ministro per il Sud Barbara Lezzi, spiegò come stavano le cose a giugno inoltrato.

Come avevamo avuto modo di anticipare infatti, la norma già con il decreto Crescita veniva circoscritta al Piano Ambientale e per questo sarà applicata impianto per impianto, ancorandosi ai tempi previsti dal Piano Ambientale e non più dall’Aia per la messa a norma delle singole aree. Questo significa che mentre prima l’estensione riguardava l’attuazione del Piano Ambientale sino alla sua conclusione, adesso l’immunità scadrà ogni qual volta terminerà il termine previsto per l’attuazione di ogni singolo intervento. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/06/25/ex-ilva-limmunita-resta-decadra-nel-tempo/)

Ricordiamo che la Corte Costituzionale produrrà il giudizio di legittimità costituzionale, il prossimo 9 ottobre, sulla norma del decreto legge del 2015 che assegna ai commissari dell’amministrazione straordinaria dell’Ilva, ai loro delegati e futuri acquirenti dell’azienda (ovvero ArcelorMittal qualora dopo i due anni di affitto degli impianti acquisti come da contratto gli impianti dell’ex gruppo Ilva) la così detta ‘immunità penale’ relativamente alle condotte attuative del piano ambientale dell’azienda. Sarà presente anche ArcelorMittal come stabilito da un’ordinanza la Corte Costituzionale, la numero 204 dello scorso 16 luglio.

Che forse scriverà finalmente la parola fine su questa lunga vicenda. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/25/immunita-penale-la-consulta-arcelormittal-partecipera-al-giudizio6/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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