Ex Ilva, depositate due istanza per riottenere Afo 2

 

Qeusta mattina nuova mossa dei commissari straordinari di Ilva in Amministrazione Straordinaria per evitare lo spegnimento dell'impianto
pubblicato il 02 Settembre 2019, 18:07
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I Commissari Straordinari di Ilva in Amministrazione Straordinaria, hanno depositato questa mattina due nuove istanze per ottenere il dissequestro dell’altoforno 2.

(leggi l’articolo che anticipava le intenzioni dei commissari e ricostruisce la vicenda dell’altoforno 2  https://www.corriereditaranto.it/2019/08/28/2ex-ilva-pronte-due-istanze-per-evitare-sto-afo-2/)

La prima istanza al Tribunale in Appello contro il provvedimento dello scorso 31 luglio con il quale il giudice monocratico Francesco Maccagnano, che lo scorso 31 luglio rigettò l’istanza presentata dai Commissari Straordinari di Ilva in A.S. lo scorso 23 luglio, con la quale si chiedeva la possibilità di effettuare i lavori di messa in sicurezza dell’altoforno 2, dopo l’ordine di spegnimento del pm De Luca dalla Procura di Taranto dello scorso 9 luglio.

La seconda istanza direttamente al giudice Maccagnano, nella quale viene richiesta la possibilità di effettuare i lavori ancora mancanti all’impianto, evidenziando come l’impianto in questione abbia subito comunque dei lavori e non sia più lo stesso del giugno 2015, quando si verificò l’incidente mortale che costò la vita all’operaio Alessandro Morricella. Alla stessa istanza è stata allegata una relazione della Paul Wurth (la stessa che si dovrà occupare dello spegnimento dell’altoforno e che redasse la relazione nella quale si sostiene che l’incidente del 2015 non fu provocato da una disfunzione dell’impianto), con la quale si mettono nero su bianco gli impegni per adempiere a tutte le prescrizioni indicate anni addietro e non del tutto attuate.

Del resto il tempo stringe. I 60 giorni per lo spegnimento dell’altoforno 2, che contribuisce ad un terzo dell’attuale produzione del siderurgico, scadono il prossimo 10 ottobre. Il custode giudiziario Barbara Valenzano ha infatti avviato da luglio il cronoprogramma che prevede lo svolgimento delle fasi preliminari dello stop all’impianto, che termineranno il 7 ottobre con il colaggio della salamandra (ovvero la parte di ghisa che si deposita sul fondo dell’altoforno). Operazioni che hanno un costo di quasi un milione di euro (ovvero 879mila euro per la progettazione e l’esecuzione della foratura per il colaggio della salamandra e 31mila euro per i costi della sicurezza delle operazioni).

(leggi tutti gli articoli sull’altoforno 2 https://www.corriereditaranto.it/?s=altoforno+2&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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