Tumori del sangue, terapia Car-t anche a Taranto

 

Rappresenta una strategia immunoterapica di ultimissima generazione nella lotta ai tumori ematologici
pubblicato il 02 Settembre 2019, 11:45
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Via libera dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) alla rimborsabilità della prima terapia a base di cellule Car-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell) disponibile in Italia. Lo fa sapere una nota della ASL ionica.
Le terapie Car-T, ricordiamo, rappresentano una strategia immunoterapica di ultimissima generazione nella lotta ai tumori ematologici. Non è un trattamento classico, non è un farmaco di sintesi che si trova preconfezionato in farmacia o in ospedale e pronto all’uso. Si tratta in realtà di una terapia cellulare basata sulle cellule vive del paziente (i globuli bianchi del sistema immunitario, o linfociti T), che vengono prelevate, modificate geneticamente e reinfuse nel soggetto, in modo da potenziarne il sistema immunitario contro il tumore.
Al momento queste terapie sono utilizzate per pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B resistenti alle altre terapie o nei quali la malattia sia ricomparsa dopo una risposta ai trattamenti standard (chemioterapia e/o radioterapia) e per pazienti fino a 25 anni di età con leucemia linfoblastica acuta a cellule B. Inoltre sono in corso studi sul mieloma multiplo, leucemia linfatiche croniche e tumori solidi, come il carcinoma della prostata.
Entro il mese di settembre verrà resa pubblica la lista dei centri in Italia dove verrà erogata la terapia Car-T. In Puglia la Asl Taranto ha certificato il possesso di tutti i requisiti specifici individuati dall’Aifa e quindi entro poche settimane i primi pazienti riceveranno la terapia.
La struttura di Ematologia del ‘Moscati’, diretta dal dott. Patrizio Mazza, oltre a essere specializzata in onco-ematologia, come tutti i centri abilitati è dotata della certificazione del Centro Nazionale Trapianti, dell’accreditamento Jacie per trapianto allogenico comprendente unità clinica, unità di raccolta ed unità di processione, della disponibilità di una serie di infrastrutture come il reparto di rianimazione e terapia intensiva sufficientemente attrezzato per rispondere ad emergenze che possono verificarsi per complicanze anche gravi e della presenza di un team multidisciplinare adeguato alla gestione clinica del paziente.

Il dott.Patrizio Mazza

Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore generale dell’Asl di Taranto, Stefano Rossi: “Con l’approvazione da parte del Consiglio di amministrazione di Aifa – afferma Rossi – si è concluso l’iter procedurale per garantire l’accesso a queste nuove terapie salvavita. Grande merito va alla struttura del dott. Mazza che, con un attento lavoro di squadra, ha fatto in modo di aprire un percorso che garantirà a breve un accesso a tutti quei pazienti che hanno esaurito qualsiasi opzione terapeutica ed offrire una nuova speranza di cura”.

Ma cosa sono le CAR-T? Scrive l’AIL: “L’acronimo deriva dall’inglese Chimeric Antigen Receptor T-cell (cellule CAR T) che, pur riferendosi letteralmente al nome delle cellule ingegnerizzate, descrive in realtà un complesso procedimento in cui alcune cellule del sistema immunitario vengono prelevate dal paziente, geneticamente modificate in laboratorio per poter riconoscere le cellule tumorali e poi reinfuse nello stesso paziente. Si tratta quindi di un nuovo e complesso approccio terapeutico contro la malattia. L’idea di ingegnerizzare le cellule T a fine terapeutico risale ad oltre 20 anni fa, quando i ricercatori iniziarono ad osservare un’ottima attività negli esperimenti in vitro. Il passaggio dal bancone del laboratorio alla ricerca clinica è stato quindi piuttosto veloce, anche grazie alla corsia preferenziale adottata dalla FDA (l’Ente regolatore del Farmaco negli USA) nel dare il via libera all’uso di questa terapia. Ad oggi sono due le terapie autorizzate, che si distinguono per il bersaglio contro cui le cellule vengono riprogrammate. In generale, sebbene non tutti concordino sull’adeguatezza di un’autorizzazione all’utilizzo così affrettata, i risultati sono importanti e a favore della terapia. In ogni caso, tutti ritengono che questa strategia sia certamente promettente e degna di essere ulteriormente sviluppata”.

Secondo il settimanale Panorama, “si tratta di un’innovazione straordinaria che agisce a 360 gradi: una immunoterapia cellulare autologa altamente personalizzata. Il farmaco che modifica geneticamente i linfociti T si chiama tisagenlecleucel (Kymriah) e intreccia le tre tecnologie più d’avanguardia in campo oncologico: immunoterapia, terapia cellulare e terapia genica. In questo modo al paziente verrà restituita la capacità di autoguarirsi grazie all’azione combinata di tisagenlecleucel che prima identifica le cellule malate e poi stimola il linfocita a combatterle e a eliminarle. Non solo: il super linfocita T immagazzina una sorta di memoria della malattia e questo fa sì che le recidive in pazienti trattati con la terapia CAR – T siano scarsissime perché i linfociti T neutralizzano ogni eventuale tipo di ricaduta prima che questa abbia luogo. I dati sulle guarigioni: il tasso di remissione globale dei pazienti trattati con tisagenlecleucel è dell’81% e la terapia CAR-T rappresenta una reale speranza di vita per malati prima ritenuti non curabili e già in fase avanzata della malattia. La leucemia linfoblastica acuta è la forma di tumore più frequente nei bambini tra i 2 e i 17 anni e tisagenlecleucel rappresenta ora una speranza di cura per coloro che non avrebbero altre opzioni terapeutiche a disposizione. La terapia (fino a ora costosissima e quindi alla portata economica di numero ridotto di persone) sarà invece rimborsabile e disponibile a partire da settembre presso diversi centri di terapia ematologica selezionati regione per regione”.

Insomma, per Taranto una buona notizia nel tentativo di offrire speranze di vita ai pazienti in una terra così colpita da patologie tumorali.

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