Ex Ilva, pronto testo su immunità per ArcelorMittal

 

Confermato il perimetro entro il quale agirà la nuova norma, ovvero legata alle scadenze temporali per l'attuazione del Piano Ambientale
pubblicato il 30 Agosto 2019, 16:36
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La notizia è giunta nella tarda serata di ieri: sarebbe infatti pronto il decreto legge per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali. Nel provvedimento sono contenute, in particolare, le norme per l’Ilva, Whirlpool ma anche le norme per l’assunzione di personale dell’Inps, la stabilizzazione di alcuni lavoratori di Anpal Servizi ma anche le norme per le tutele dei riders. Presenti inoltre, misure per affrontare le crisi aziendali in Sardegna, Sicilia e nella provincia di Isernia. Lo schema di decreto legge, che comprende 16 articoli, è stato inviato ieri alla presidenza del Consiglio. “Al fine del rispetto della tempistica connessa all’urgenza del decreto si chiede di comunicare con ogni possibile celerità eventuali osservazioni, comunque non oltre le ore 13 di lunedì 2“. 

Per quanto riguarda le cosiddette norme ‘Salva Ilva’, si evidenza come “sia stato sostituito il riferimento all’Aia con un più coerente riferimento al Piano ambientale: dal momento che la disposizione, inizialmente, – si legge nella relazione illustrativa –si riferisce alla ‘osservanza delle disposizioni contenute nel Piano ambientale’, è bene che sia ai fini della valutazione delle condotte puntualmente connesse all’attuazione del Piano ambientale medesimo (e non dell’Aia) che operi il meccanismo di equivalenza tra, da un lato, l’osservanza dei precetti dettati dal citato Piano ambientale e, dall’altro l’adozione ed efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione“.

La precisazione non è di poco conto, visto che il Piano Ambientale è andato a rivedere le tempistiche di attuazione delle prescrizioni presenti nell’AIA del 2012, molte delle quali oggi sarebbero ovviamente già scadute. Mentre lo spostamento nel tempo dell’attuazione delle prescrizioni ha fatto sì che la maggior parte di essere potranno essere attuate tra il 2021 e il 2023.

La modifica al secondo periodo dell’art. 2 comma 6 dl 1-2015, si legge ancora nella relazione, “contribuisce ad esplicitare come le condotte poste in essere in attuazione del predetto Piano, nel rispetto dei termini e delle modalità ivi stabiliti, non possano dare luogo a responsabilità penale o amministrativa del commissario straordinario, dell’affittuario o acquirente e dei soggetti da questi funzionalmente delegati, non solo in quanto integrano esecuzione delle migliori regole preventive in materia ambientale ma, altresì, poiché costituiscono adempimento dei doveri importi dal suddetto Piano ambientale“.

Per quanto riguarda l’attuale gestore dello stabilimento, si legge ancora, “le condotte poste in essere in attuazione delle prescrizioni del Piano ambientale non possono dar luogo a responsabilità penale o amministrativa del medesimo gestore (soggetto in capo al quale pende l’obbligo di adempiere a dette prescrizioni) sino alla scadenza del termine posto, dal Piano stesso, per il corretto e puntuale completamento di ciascuna di tali prescrizioni che venga in rilievo con riferimento alle condotte materialmente poste in essere da parte del gestore o, nel caso in cui si tratti di una data precedente, sino alla scadenza del termine entro il quale il gestore medesimo si sia contrattualmente impegnato, nei confronti di Ilva in amministrazione straordinaria, a portare a termine il completamente della singola prescrizione“.

Anche qui viene dunque confermato, o forse sarebbe meglio dire meglio esplicitato come tutte le condotte poste in essere durante i lavori agli impianti, che ricordiamo essere ancora sotto sequestro perché non a norma, non potranno essere oggetto di azione penale nei confronti di ArcelorMittal.

Conseguentemente, si sottolinea ancora, “le condotte che dovessero essere poste in essere da parte dell’attuale gestore, pur in esecuzione del predetto Piano ambientale, successivamente alla scadenza dei termini di attuazione stabiliti dal Piano stesso (o successivamente al decorso dei termini contrattualmente previsti, se più ravvicinati) per ogni singola prescrizione ivi prevista che venga in rilievo relativamente alle suddette condotte, daranno luogo, se del caso, a responsabilità penale o amministrativa del gestore medesimo secondo quanto ordinariamente previsto dalle norme di riferimento o restando, comunque, ferma la responsabilità in sede penale, civile e amministrativa che dovesse scaturire dalla violazione di norme poste a presidio e a salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori“. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/08/16/ex-ilva-pronta-norma-immunita-per-arcelormittal/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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