Paziente tetraplegica costretta a curarsi a Bari

 

pubblicato il 28 Agosto 2019, 17:10
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Lo SPI CGIL segnala un nuovo increscioso caso sanitario ai danni di una cittadina di Taranto: “Nel giugno scorso si è rivolto alla nostra sede il sig. Franco Santoro il quale, stanco delle sue innumerevoli sollecitazioni cadute puntualmente nel vuoto, ci ha dato pieno mandato nel rappresentarlo in un caso complesso e deplorevole che si è venuto a creare. Il cittadino in questione è costretto ormai da qualche mese ad accompagnare la figlia tetraplegica Valentina in una struttura sanitaria di Bari per sottoporla a infusione botulinica con scadenza trimestrale. La dottoressa che aveva in cura la figlia presso l’Ospedale di Taranto è stata infatti trasferita a Bari, dietro sua richiesta. Abbiamo quindi inviato due segnalazioni al Distretto Sanitario di Taranto, con la richiesta di ripristinare il servizio sul territorio e di andare incontro alle necessità espresse dal sig. Santoro. La ASL ci aveva assicurato che a breve ci sarebbe stato il supporto di un altro medico che avrebbe garantito l’assistenza dovuta a tale tipologia di pazienti. Di fatto, ancora oggi, nulla è cambiato. Il cittadino interessato sostiene, infatti, di aver ricevuto una telefonata dalla dottoressa dell’Ospedale di Bari che lo informava della necessità di anticipare dal 23 al 20 settembre la prossima infusione botulinica, per cui la paziente sarà costretta a doversi recare nuovamente a Bari per proseguire la sua terapia, con tutti i rischi connessi a un trasporto effettuato in forma privata. Il sig. Santoro chiede pertanto, tramite il nostro sindacato, di ripristinare quanto prima il suddetto servizio di assistenza sul territorio jonico, rimediando così al disagio arrecato. Come SPI CGIL rimarchiamo la gravità di quanto accaduto e soprattutto la completa assenza del Distretto Sanitario di Taranto nel rispondere a questa legittima istanza e nel garantire una maggiore efficienza del servizio. Auspichiamo quindi che la ASL possa fornirci in tempi brevi i dovuti chiarimenti sul caso, provvedendo al ripristino immediato della citata prestazione sanitaria. E’ un atto dovuto non solo nei confronti del sig. Santoro, ma di tutti i pazienti che possono trovarsi nelle medesime condizioni della sig.ra Valentina”.

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