Ex Ilva, partono prime procedure di licenziamento nell’indotto

 

pubblicato il 28 Agosto 2019, 17:50
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Si è concluso con il mancato accordo sulla procedura di licenziamento avviata dal gruppo Castiglia per 201 dei 264 dipendenti attualmente impiegati nel siderurgico di Taranto tra pulizie industriali, civili, trasporti e servizi, inquadrati sia col contratto multiservizi che con quello metalmeccanico-industriale. La notizia era nell’aria da tempo. Il segretario generale aggiunto della Fim Cisl di Taranto, Biagio Prisciano, sottolinea che dall’incontro che si è svolto ieri “tra le organizzazioni sindacali e l’azienda Castiglia è emerso che la procedura di licenziamento avviata riguarda 201 dipendenti. Inoltre – evidenzia – ci sono ulteriori 100 contratti in scadenza tra settembre e ottobre 2019″.

(leggi qui per comprendere cosa sta accadendo nell’indotto dell’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/2019/08/20/governo-conte-si-dimette-taranto-e-ilva-in-attesa2/)

Il sindacalista sottolinea che “l’azienda Castiglia, presente nell’ex Ilva da oltre dieci anni, con circa 400 dipendenti tra interni ed esterni allo stabilimento di Taranto, già gravata dai danni precedentemente subiti per via dei mancati pagamenti di Ilva Spa (prima del commissariamento), si è trovata costretta a lasciare a fine settembre tutte le attività”. A Castiglia dall’1 ottobre subentreranno Alliance Green Service Italia, Ecologica spa di Taranto, Evoluzione Ecologica snc di San Marzano di San Giuseppe, Mad srl di Taranto e Sea srl di Trepuzzi. Il sindacalista sollecita dunque un incontro all’azienda sulla situazione dell’indotto-appalto “per capire – spiega – quali sono i piani della sua controllata Alliance Green Service. Ma soprattutto – conclude – chiediamo a tutte le nuove aziende appaltatrici subentranti di farsi carico del personale attualmente in forza alle imprese uscenti“.

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