Ex Ilva, incidente nel reparto IRF. Sciopero dell’Usb

 

L'evento denunciato dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) di Fim, Fiom e Uilm. Usb protesta contro microchip in tute
pubblicato il 23 Agosto 2019, 18:19
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I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) di Fim, Fiom e Uilm hanno scritto alla direzione aziendale, al responsabile delle relazioni industriali e al responsabile del reparto Acciaierie dello stabilimento ArcelorMittal Italia di Taranto, per segnalare l’incidente avvenuto nel reparto Irf (Impianto rottami ferrosi). Un lavoratore del Trs2 (trattamento siviere), mentre “si accingeva a fare la salita più ripida della discarica a bordo di un veicolo industriale Perlini ha notato – ricostruiscono nella loto nota congiunta i sindacati – che le ruote anteriori non avevano più aderenza, si è fermato ed è sceso dalla macchina inserendo tutti i sistemi dl frenata per controllare e verificare quale fosse il motivo. A un certo punto ha sentito un forte rumore, come se si spezzasse qualcosa, ed il mezzo ha camminato da solo e si è ribaltato“. Gli Rls diffidano “l’azienda a continuare le attività e invitano la stessa ad attivarsi per trovare le soluzioni necessarie per evitare di mettere a rischio la salute dei lavoratori“.

Contemporanemente il sindacato Usb ha proclamato 24 ore di sciopero per il prossimo 2 settembre, a partire dalle 7, per protestare “contro l’inserimento di microchip nelle nuove tute da lavoro“. Secondo l’organizzazione sindacale è “una cosa assolutamente illegale, che deve essere concordata dalle parti“. E, quindi, osserva l’Usb, “non avendo in merito avuto nessuna intesa, oltre a proclamare lo sciopero ci riserviamo di denunciare tutti i responsabili che obbligheranno o metteranno in uso gli indumenti ‘chippati’ e annuncia la presentazione di una denuncia all’ispettorato del lavoro“. L’azienda nelle scorse settimane aveva chiarito che il servizio “consentirà, esclusivamente, la tracciabilità e il ciclo di vita dei dpi (dispositivi di protezione individuale) nel rispetto di quanto previsto dalle normative vigenti“.

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