Puzza di gas a Tamburi e Paolo VI. Eni: “Non da noi”

 

Il forte odore proviene probabilmente dall'area industriale. Tante le segnalazioni dei cittadini
pubblicato il 21 Agosto 2019, 12:32
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Da quarantotto ore i quartieri Paolo VI e Tamburi sono assediati da una puzza di gas nauseabonda ed irrespirabile che sta creando problemi ai cittadini, diventa un problema anche condurre una vita normale: aprire le finestre, uscire per andare a fare la spesa. Le emissioni di gas provenienti dall’area industriale, anche questa mattina così come accaduto ieri, ci hanno fatto pervenire diverse segnalazioni di operai e cittadini che denunciano l’aria irrespirabile in particolare nei quartieri citati. Puzza che si avverte persino all’interno dei condomini, così come altre segnalazioni sono giunte alla nostra redazione.

In merito alle segnalazioni di odore di gas che hanno interessato alcuni quartieri della città di Taranto nella mattinata odierna“, l’Eni attraverso una nota ufficilae informa che “sono stati immediatamente attivati tutti i necessari controlli operativi, in aggiunta a quelli quotidianamente svolti, a presidio di tali fenomeni. Le  verifiche effettuate hanno escluso problematiche odorigene in tutta l’area di pertinenza della Raffineria Eni, ivi compreso il pontile e il campo boe“.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/06/08/emissioni-idrocarburi-a-febbraio-fu-colpa-di-una-nave3/)

“Chiediamo agli enti preposti – dichiara Francesco Rizzo, di USB che lancia l’allarme – come Arpa Puglia, Pompieri, Carabinieri del Noe ed infine alla massima autorità cittadina responsabile della salute pubblica, il sindaco Rinaldo Melucci, di intervenire, individuare la fonte ed infine agire affinché i cittadini non siano più martoriati in questo modo. Oggi stesso stiamo formalizziamo la nostra richiesta. Non dimentichiamo che anche per questi episodi il nostro Stato è stato condannato per violazione dei Diritti. Una mamma che non può uscire di casa con i propri figli, che non può aprire le finestre; sono tutti esempi che rappresentano la violazione dei diritti delle persone. Ogni soggetto istituzionale o politico, nelle sue responsabilità e nelle more delle proprie competenze, deve intervenire. Taranto non può rimanere sotto scacco di queste emissioni”.

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