Amat Taranto, 16500 bolle di avaria in 6 mesi

 

Si è riunito il coordinamento AMAT della FILT CGIL di Taranto. Il sindicato pone il tema sicurezza
pubblicato il 20 Agosto 2019, 18:42
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Punirne uno per educarne cento”. È questa la valutazione che il coordinamento AMAT della FILT CGIL di Taranto dà al provvedimento disciplinare di sospensione dal servizio di 15 giorni, comminato dal vertice AMAT al proprio Rappresentante dei Lavoratori della Sicurezza (RLS) lo scorso 2 agosto.

Il coordinamento, riunitosi ieri 19 agosto alla presenza di Paolo Peluso, segretario generale della Cgil Taranto, ha preso in esame il tema della ‘sicurezza’ in azienda, con particolare attenzione allo stato di efficienza degli autobus e alle relative responsabilità poste in capo proprio agli autisti.

Gli autisti, responsabili finali dell’efficienza e della sicurezza del mezzo anche nei riguardi dei cittadini/utenti, a fronte di un parco mezzi abbastanza vetusto, sono spesso costretti a emettere bolla di avaria del mezzo assegnato, nella quale segnalano le disfunzioni che possono rappresentare un rischio per la sicurezza e, di conseguenza, lo stesso autobus viene fermato.

Lo stato dell’arte è rappresentato dai numeri

Dal gennaio 2018 al luglio 2019, ad esempio, sono state emesse circa 16500 bolle di avaria, in media 30 al giorno. “Una situazione che dovrebbe indurre i vertici aziendali – dichiara Paolo Pelusoad un maggior lavoro di prevenzione e ad un confronto più serrato con gli RLS (ve ne sono 6 in azienda, uno per sigla sindacale) per individuare soluzioni che consentano un servizio in sicurezza e nello stesso tempo più efficiente per gli utenti”.

Invece l’Azienda ha deciso di usare la clava, contestando al RLS CGIL di aver messo in avaria, in modo – a dire dell’Azienda – ingiustificato e, quindi, sanzionandolo. “Ma un lavoratore che è anche RLS – ha sostenuto Francesco Zotti è un lavoratore necessariamente più sensibile ai temi della sicurezza. Colpirlo in questo modo, ha certamente il fine di dare un ammonimento agli altri lavoratori”.

Ma la CGIL non ci sta.  Oltre a tutelare nelle opportune sedi il proprio dirigente sindacale, la stessa Confederazione assumerà il tema ‘sicurezza’ trattandosi di una partecipata pubblica con rilievo nei confronti di lavoratori e cittadini e, di conseguenza metterà in atto una serie di iniziative, anche rivolte ad attori istituzionali, che saranno presentate in una conferenza stampa di prossima convocazione.

Non lasceremo soli né il nostro RLS né i lavoratori – ha dichiarato Paolo Peluso nelle conclusioni al coordinamento aziendale di ieri – e vogliamo rassicurarli che non accetteremo che su un tema così delicato siano abbandonati a responsabilità individuali per il timore di atti sanzionatori ingiustificati. Gli autisti sono per forza di cose responsabili dell’efficienza e della sicurezza del mezzo. A loro le macchine dovrebbero essere consegnate in perfetto stato. Quindi, a monte qualcuno è responsabile, ma evidentemente non vengono effettuati adeguati controlli prima della consegna del mezzo all’autista”.

Per di più – ha aggiunto – il comportamento dei vertici aziendali rischia di vanificare il lavoro svolto dall’Amministrazione comunale (l’AMAT è un’azienda partecipata del Comune di Taranto), volto a dare efficienza e puntualità ad un servizio pubblico importantissimo in una città complicata dal punto di vista viario, anche con la programmazione di risorse per l’acquisto di mezzi nuovi“. Il coordinamento, infine, ha dato mandato al RLS di avanzare formale richiesta al RSPP di AMAT del DVR ( Documento Valutazione Rischi) che attende da anni di essere aggiornato.

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