Raffo Cup: da 10 a 0, cosa è piaciuto e cosa no…….

 

pubblicato il 19 Agosto 2019, 18:31
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 10: allo striscione esposto in Curva Nord in ricordo della conduttrice televisiva Nadia Toffa che ha davvero lasciato un vuoto incolmabile nel cuore dei tarantini;

9: ai 2500/2700 temerari (sono questi i numeri ufficiali?) tifosi del Taranto che hanno mollato litoranea, panzerottate con amici e parenti, la luna piena in spiaggia per un Taranto-Fasano che non resterà di certo negli annali delle amichevoli estive;

8: allo spettacolo, comunque suggestivo, dei telefonini illuminati in Curva ma anche negli altri settori dopo il black out all’impianto di illuminazione dello stadio Iacovone;

7: al bomber Genchi, autore di una doppietta, il quale in questo precampionato ha timbrato spesso e volentieri le porte avversarie mostrando di essersi ripreso il ruolo di finalizzatore principe del Taranto;

6: alla condizione fisica del nuovo Taranto di Ragno che piano piano sta smaltendo i carichi di lavoro del precampionato;

5: a certi tifosi che sul web non perdonano nulla a questa società (in alcuni casi fanno bene, però…); va bene l’ironia, va bene il sarcasmo, ma accanirsi ad ogni avvenimento negativo come tante cuccuvace appostate sul ramo non è sempre piacevole per chi sta dall’altra parte dell’albero.

4: agli organizzatori della Raffo Cup: siccome iniziative del genere erano previste sin dal primo contratto (2012?) di sponsorizzazione firmato con il Taranto FC 1927 ci si sarebbe atteso qualcosa di più allettante di un Fasano in amichevole post ferragosto. Forza manager della Raffo che si può fare molto di più visto che a Taranto si consumano montagne di bottiglie di una birra che di tarantino ha conservato solo Taras nell’etichetta;

3: alla gestione dell’inconveniente arbitri, segnale di un’organizzazione approssimativa dell’evento, stile ehi tu vuoi venire ad arbitrare un’amichevole allo Iacovone? Anche perché c’è chi non aspetta altro per dare del dilettante;

2: alle cause del black out ed alla gestione dello stesso. Certe cose non dovrebbero accadere. Evento non prevedibile? Si era parlato di torri faro dello Iacovone che funzionano con gruppi elettrogeni alimentati a gasolio e che l’autonomia degli stessi non sarebbe stata garantita a causa dell’insufficienza dell’idrocarburo ma in una nota stampa giunta dall’Amministrazione Comunale si chiarisce che a seguito di sopralluogo tecnico è stato rilevato che uno dei due trasformatori MTBT ha subito un’avaria, generando un allarme presso le competenti sedi Enel tale da rendere necessaria, a scopo precauzionale, l’interruzione dell’energia elettrica.E’ stato, inoltre, precisato che tali anomalie non hanno alcun nesso di causalità con gli ultimi interventi eseguiti, atteso che i nuovi organi illuminanti installati e sottoposti a collaudo non erano in funzione durante l’evento sportivo.Evento imprevedibile o no purtroppo non è stata fatta una bella figura e più di qualche tifoso ha richiesto il rimborso del biglietto perché l’evento sportivo non è stato portato a compimento.

1: costo del biglietto. Cominciare a chiedere soldi ai tifosi in questa maniera è un clamoroso autogol. Sarebbe stato apprezzabile un presso simbolico (3 euro in tutti i settori?) visto l’appeal dell’avversario e poi la storia degli under 14 per i quali non era chiaro se avessero dovuto munirsi comunque di un tagliando d’accesso (come prevede la Siae) di un qualsiasi valore irrisorio.

0: ai prezzi dell’acqua  dei chioschi all’interno dello Iacovone, riaperti con concessione temporanea; è parso davvero esagerato pagare un euro e cinquanta centesimi per una bottiglia di acqua naturale da mezzo litro. Va bene il business ma chi approfitta in questa maniera dei tifosi accaldati ricorda quei venditori di vivande sui binari dei treni in partenza nelle stazioni anni ’70-’80 che ti sparavano cifre assurde,  della serie prendere o lasciare……. e poi magari il pollo era di plastica come raccontava in modo esilarante Paolo Villaggio in uno dei suoi storici Fantozzi.

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