Intrattenimento e tempo libero, Taranto in 85sima posizione

 

È quanto emerge dalla speciale classifica de “Il Sole 24 Ore” che calcola l’indice del tempo libero delle province italiane sulla base di specifici indicatori
pubblicato il 19 Agosto 2019, 18:43
13 mins

Intrattenimento e tempo libero sotto l’ombrellone, Taranto e la sua provincia si collocano in 85sima posizione. Densità turistica; permanenza media nelle strutture; ricettività e natura; spettacoli; ristoranti e bar. Sono questi gli indicatori presi in esame per il calcolo dell’indice del tempo libero, la speciale classifica che fa parte della terza tappa verso la Qualità della vita 2019, la nota classifica de “Il Sole 24 Ore”, quest’anno giunta alla trentesima edizione, che mira a cristallizzare, ogni anno, gli indicatori inerenti alla qualità della vita di ogni singola provincia italiana. Lo studio muove da un’elaborazione del quotidiano di Confindustria di dati Iqvia, Ministero della Salute e Istat.

Ad ottenere lo scettro di leonessa dell’estate, come, ormai, quasi da tradizione, è la provincia di Rimini; seguita sul podio da Firenze e Venezia. Fra le grandi città risulta essere Milano quella collocata meglio (quinta). La capitale si colloca, invece, in quattordicesima posizione; Torino in 22sima; Napoli in 43sima posizione. «Guardando ai singoli indicatori, dalla classifica emerge – si legge nell’articolo de “Il Sole 24 Ore” – che Savona e La Spezia registrano la maggiore incidenza di ristoranti e bar ogni 100mila abitanti, mentre Massa Carrara è in cima alla classifica per le librerie. Ascoli Piceno, Gorizia e Pescara sono sul podio per numero di proiezioni cinematografiche ogni mille abitanti, ma la spesa pro capite in cinema e teatro risulta più elevata a Verona e a Milano dove indubbiamente ci sono eventi capaci di attirare un pubblico più ampio e proveniente da fuori provincia» (leggi qui ).

Facendo un raffronto con le altre province pugliesi, va evidenziato il discreto risultato raggiunto dalla provincia di Bari (61sima), mèta da tempo di un turismo più ricercato ed organizzato, dal punto di vista delle strutture ricettive,  con città turistiche di eccellenza quali Polignano a mare e Monopoli. Segue la provincia di Lecce, che si colloca in 70sima posizione, e la provincia di Brindisi all’82simo tassello della classifica. Collocata più in basso in graduatoria la provincia di Foggia (86sima) che, seppur annoverando luoghi turistiche ambiti e noti (basti citare, su tutte: Peschici, Vieste e le isole Tremiti) paga un gap di strutture con le altre province pugliesi. Fanalino di coda, fra le province pugliesi, la BAT (Barletta – Andria, Trani), che si colloca in 89sima posizione.

Analizzando, più nel dettaglio, ogni singolo indicatore che contribuisce alla realizzazione della classifica finale, si possono evidenziare gli ambiti in cui la nostra provincia evidenzia maggiori criticità rispetto alle altre province pugliesi ed alle località turistiche più in auge a livello nazionale. Fra queste non vi è certo la permanenza media nelle strutture (la provincia ionica si colloca in 28sima posizione con una permanenza media per vacanziero di circa 4,1 giorni). Ambito nel quale, storicamente, la provincia ionica si attesta su standard ottimali avendo a disposizione decine di chilometri di litorali ed un’offerta di strutture ricettive che possono garantire un turismo balneare che, come è noto, permette una permanenza media maggiore dei turisti. Molto meno incoraggiante il dato in merito alla densità turistica: il dato della provincia ionica si attesta in 73sima posizione con una presenza di 990,8 turisti per kmq (la provincia di Lecce s colloca in 27sima posizione con una presenza di turisti per kmq quasi quattro volte maggiore, ovvero 3.474,7 turisti per kmq).

Per quanto concerne il dato inerente all’indicatore “Ricettività e natura”, Taranto si colloca in 72sima posizione. Questo dato prende in considerazione il numero di agriturismi presente ogni 1000 kmq (il dato della provincia ionica è 27,6, in linea con quello registrato dalla provincia di Bari: 27,7). La provincia di Lecce registra il miglior risultato collocandosi in 30sima posizione con 82,5 agriturismi per 1000 kmq.

In riferimento all’indicatore che prende in esame la spesa pro capite in euro per gli spettacoli, è notevole il deficit della provincia ionica con le principali località turistiche: Taranto si colloca in 87sima posizione, penultima fra le province pugliesi registrando un valore superiore solo alla provincia BAT (88sima). Tale dato evidenzia l’incapacità, da parte della provincia ionica, di attrarre un turismo più ricercato e di qualità. È questa però una caratteristica che accomuna il versante ionico della litoranea salentina con l’intero Salento. La provincia di Lecce si colloca, infatti, in 70sima posizione; la provincia di Brindisi in 48sima.

Quanto poc’anzi specificato viene confutato prendendo in esame l’indicatore “Spesa in cinema e teatro” (nel quale si tiene conto della spesa pro capite in euro per cinema e teatro), nel quale Taranto e la sua provincia si collocano in 84sima posizione con soli 6,4 euro pro capite di spesa per spettacoli teatrali o cinematografici. La provincia di Bari, prima fra quelle pugliesi, si colloca, invece, in 34sima posizione (con 15,2 euro di spesa pro capite). La provincia di Lecce si ferma alla 77sima posizione (7,8 euro pro capite di spesa), seguita da Barletta-Andria-Trani (80sima) e Foggia (81sima). In ultima posizione la provincia di Brindisi, collocatasi 90sima.

Lievemente più incoraggiante il valore inerente all’indicatore “Teatro” che tiene conto del numero degli spettacoli ogni 1.000 abitanti. La provincia ionica si colloca in 58sima posizione con 1,6 spettacoli ogni 1.000 abitanti. Dato superiore a quello della provincia BAT (1,5, 59sima); della provincia Lecce (1,4), che si colloca in  65sima posizione, ed al valore registrato dalla provincia di Brindisi (1,3, collocandosi in 76sima posizione). Fanalino di coda la provincia di Foggia in 86sima posizione. Quella collocata meglio in graduatoria risulta essere, invece, la provincia di Bari in 33sima posizione.

Decisamente più confortante, invece, il dato inerente alla presenza di librerie. La provincia ionica si attesta in 48sima posizione, con 7,8 librerie presenti ogni 100mila abitanti. Risulta, questo, il miglior dato fra le province pugliesi, seguito da quello registrato dalla provincia di Lecce (7,3 ogni 100mila abitanti, collocandosi in 59sima posizione) e Bari (7,2 librerie ogni 100mila abitanti, 62sima posizione).

Restando sempre in ambito culturale, proseguono le carenze evidenziate dalla provincia ionica anche nell’indicatore “Mostre ed esposizioni”, dove si colloca in 88sima posizione. Questo parametro tiene in considerazione il numero degli eventi per ogni mille abitanti e Taranto segna un poco incoraggiante 0,1 eventi per ogni 1.000 abitanti e collocandosi in ultima posizione fra le province pugliesi. Fa poco meglio la provincia di Lecce che si colloca in 80sima posizione con 0,2 eventi ogni 1.000 abitanti. Il dato migliore è nuovamente quello della provincia di Bari (45sima con 0,7 eventi ogni 1.000 abitanti).

Alla voce “concerti”, nel quale si prende in esame il numero degli spettacoli ogni 1.000 abitanti della popolazione, la provincia di Taranto si attesta alla 50sima posizione. La migliore fra le province pugliesi risulta essere Bari (38sima). BAT, Brindisi, Lecce e Foggia rispettivamente in: 53sima, 81sima, 89sima e 94sima posizione.

Relativamente all’indicatore “Ristoranti e bar” che registra il numero di esercizi ogni 100 abitanti, la provincia di Taranto si piazza solo in 93sima posizione (con 524,4 strutture del settore della ristorazione per ogni 100mila abitanti). Il dato migliore, fra le province pugliesi, è quello di Brindisi (57sima,con 619,4 strutture per ogni 100mila abitanti).

Prendendo in esame, infine, l’indicatore “sport”, il quale prende in esame il numero di eventi sportivi ogni 1.000 abitanti, emergono le note criticità della provincia ionica con le sue strutture sportive spesso obsolete o non adeguate ad ospitare eventi sportivi di una certa caratura. L’auspicio è che con la forte candidatura di Taranto ad ospitare la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo si possa invertire questo trend. Ad oggi Taranto e la sua provincia si collocano, infatti, in 89sima posizione con 0,4 eventi ogni 1.000 abitanti. Non certo più incoraggiante, al riguardo, il posizionamento in graduatoria delle altre province pugliesi: Brindisi (75sima); BAT (82sima); Foggia (93); Bari (95sima); Lecce (97).

Nota metodologica 

«La classifica finale delle 107 province è il risultato della media – si legge nella nota metodologia de “Il Sole 24 Ore” – dei punteggi ottenuti dai diversi territori provinciali nei 12indicatori presi  in considerazione. I parametri presi in considerazione fotografano – prosegue la nota – alcune performance registrate negli ultimi anni (ad esempio l’incremento della speranza di vita) oppure alcuni fenomeni socio-sanitari (come l’emigrazione ospedaliera, il consumo di farmaci o la disponibilità di medici in rapporto alla popolazione) riferiti agli anni più recenti in base alle statistiche disponibili. I valori su base provinciale sono considerati positivi (il valore migliore è il più alto) o negativi (in testa il valore più basso) in base alla loro capacità di raccontare il benessere della popolazione o la qualità dei servizi sanitari».

 

Conclusioni a margine

A nostro modesto parere, però, fra gli indicatori si dovrebbe però considerare un indice di benessere da riscontrare direttamente attraverso specifici indicatori di benessere da sottoporre agli stessi turisti. Sempre a nostro modesto parere si dovrebbero, inoltre, considerare le contingenze del momento ed il contesto socio-sanitario e naturalistico di ogni singola provincia e dei luoghi geografici presso cui insistono tali strutture ricettive e non solo del mero dato, per fare un esempio, degli agriturismi presenti in loco.

Altrimenti non si spiegherebbe come mai la provincia di Rimini si sia collocata in 35sima posizione alla voce “Ricettività e natura” e, più in generale, al primo posto nella classifica generale pur avendo incassato, a fine luglio, il divieto di balneazione temporaneo (successivamente revocato), a firma del Sindaco di Riccione. Il divieto è stato successivamente esteso a 13 siti compresi nel tratto di  costa comprendente i comuni di Rimini, Riccione e Cattolica ed è scaturito seguito dei prelievi, effettuati dai tecnici di Arpae, delle acque adiacenti al litorale per lo sforamento dei parametri di legge di escherichia coli e enterococchi a causa dell’apertura degli scarichi a mare delle acque fognarie dovuta alle piogge persistenti di fine luglio…

Per consultare la classifica de Il Sole 24 Ore” leggi qui.

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