Ex Ilva, pronta norma immunità per ArcelorMittal

 

Il testo del 'decreto Imprese' secretato dal Cdm con la formula del 'salvo intese', fore in Gazzetta Ufficiale il 19 invece che il 28 agosto
pubblicato il 16 Agosto 2019, 14:25
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Sarebbe pronta nella sua versione definitiva la norma che introduce specifiche tutele legali per gli acquirenti dell’ex Ilva, in questo caso l’affittuario ArcelorMittal, legate alle singole scadenze previste dalle prescrizioni inserite nel Piano ambientale. La norma, come si ricorderà, è stata inserita nel Decreto Imprese approvato dal Consiglio dei ministri del 6 agosto con la formula del ‘salvo intese‘, che di fatto ha reso secretato il testo e quindi non conoscibile se non dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale inizialmente prevista per il prossimo 28 agosto. L’obiettivo di pubblicarlo a fine agosto, era stato deciso per dare più tempo alle Camere per convertirlo. Ma ora, secondo quanto riportato dall’ANSA, si starebbe cercando di accelerare e renderlo operativo già da lunedì 19 agosto.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/08/06/ex-ilva-dal-cdm-ok-a-norma-per-arcelormittal-sullimmunita3/)

Ciò detto, nella norma approvata il 6 agosto dal Cdm, sarebbe stata confermata la scomparsa dell’immunità estesa sino al 2023 e l’introduzione di un piano di tutele legali a ‘scadenza’. Secondo quanto appresero fonti vicine al dossier, “il provvedimento obbliga Mittal a rispettare il piano ambientale e risponderà della sicurezza dei lavoratori“. Il piano di tutele legali ‘a scadenza’, spiegarono le fonti, sarà “strettamente vincolato al rispetto del piano ambientale, da parte dell’azienda, secondo precise prescrizioni”.

Ora si precisa che per “affittuario o acquirente e i soggetti da questi funzionalmente delegati l’immunità resta anche dopo quella data ma applica con riferimento alle condotte poste in essere in esecuzione del Piano ambientale sino alla scadenza dei termini di attuazione previsti dal piano stesso per ciascuna prescrizione o dei più brevi termini che l’affittuario o acquirente si sia impegnato a rispettare nei confronti della gestione commissariale di Ilva Spa in amministrazione straordinaria“.

Quindi “solo se l’azienda rispetterà le tempistiche, i criteri e le modalità di esecuzione del piano ambientale potrà usufruire di suddette tutele. Rimane inalterata la responsabilità penale, civile e amministrativa conseguente alla violazione di norme poste a tutela della salute e delle questioni inerenti la sicurezza dei lavoratori“, spiegano le fonti. “Non sarà dunque prevista alcuna forma di tutela straordinaria per l’azienda, che risponderà di ogni incidente dovesse verificarsi secondo le norme e i principi di diritto penale ordinariamente applicabili nel nostro Paese“. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/06/25/ex-ilva-limmunita-resta-decadra-nel-tempo/)

In pratica, quanto previsto già con la norma introdotta attraverso l’art. 46 del Decreto Crescita approvato nella scorsa primavera, che andava a riscrivere in parte quanto previsto dal comma 6 dell’art. 2 del decreto legge del gennaio 2015, nel quale fu inserita la famosa e discussa esimente penale per i Commissari straordinari di Ilva in AS e per i futuri proprietari dello stabilimento, che prevedeva come “le condotte poste in essere in attuazione del Piano di cui al periodo precedente non possono dare luogo a responsabilita’ penale o amministrativa del commissario straordinario e dei soggetti da questo funzionalmente delegati, in quanto costituiscono adempimento delle migliori regole preventive in materia ambientale, di tutela della salute e dell’incolumita’ pubblica e di sicurezza sul lavoro“.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/05/02/mittal-immunita-penale-resta-cambia-lapplicazione3/)

L’art. 46 del Decreto Crescita aveva inoltre stabilito come data per l’entrata in vigore della nuova norma il 6 settembre, data simbolo che andava a richiamare il giorno in cui lo scorso anno fu firmata l’intesa sindacale tra ArcelorMittal, sindacati e governo, che sancì l’accordo definitivo per l’ingresso della multinazionale dell’acciao nella gestione degli impianti ex Ilva come affittuario per i primi due anni, al costo di 180 milioni di euro annui.

Sicuramente la lettura del testo approvato questa sera nel corso del Consiglio dei Ministri chiarirà i nostri dubbi.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/09/immunita-e-ambiente-laccordo-che-blinda-arcelor2/)

Oltre alla misura per scongiurare la scadenza del 6 settembre e non fare saltare l’operazione Arcelor-Ilva

Il Decreto Imprese contiene inoltre norme per altre crisi d’impresa, a partire da quella di Whirlpool. Per evitare che la multinazionale degli elettrodomestici chiuda lo stabilimento di Napoli vengono stanziati infatti 10 milioni nel 2019 e 6,9 nel 2020. C’è poi il rafforzamento della struttura per le crisi del ministero dello Sviluppo economico e interventi per Isernia, per la Blutec in Sicilia e per la Sardegna, oltre al restyling di una misura appena introdotta, il fondo ‘salva-imprese’. Il decreto si occupa anche dei lavoratori, prorogando fino a fine anno gli Lsu (circa 8.500 lavoratori di cui 4mila in Calabria) e introducendo nuove tutele per i rider e per i collaboratori. Prevista anche la possibilità di fare donazioni private al Fondo per gli incentivi all’assunzione di disabili, cui il vicepreimer Luigi Di Maio ha annunciato di volere in questo modo devolvere parte degli stipendi dei parlamentari M5S.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/25/immunita-penale-la-consulta-arcelormittal-partecipera-al-giudizio6/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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