Vai Benny, l’Olimpo ti aspetta!

 

Nuovo appuntamento per la Pilato con i Mondiali junior. Con obiettivo Tokyo 2020
pubblicato il 12 Agosto 2019, 09:50
6 mins

Riflettori accesi, turbinio di emozioni, gli abbracci che non si esauriscono, applausi, cori e la netta sensazione di vivere un sogno. Ad appena 14 anni, te la godi tutta e fino in fondo, per quanto incredula e nella innocente incoscienza di lasciarsi andare.
Benedetta Pilato è l’astro nascente del nuoto mondiale. Lo ha dimostrato in vasca, stupendo tutti e strappando consensi a livello planetario: di diritto, è entrata a far parte di quei fenomeni sportivi che incantano ed esaltano. E commuovono.
Ed è ora a casa, come si sa, nella sua Taranto, nei luoghi in cui è cresciuta e vive, coccolata dalla sua famiglia, dagli affetti più cari. Forse, soltanto ora si rende conto di essere entrata in un’altra dimensione: non è facile restare con i piedi per terra, ma soprattutto mantenere l’equilibrio fra quel che sei e sei sempre stata e l’esser diventata un fenomeno mondiale.
Perchè, vuoi o non vuoi, indossi un involucro che può starti stretto e sopportarlo poco, specie quando della spensieratezza e della semplicità hai fatto le tue armi vincenti. Benny Pilato è così, un talento purissimo del quale da anni, almeno nell’ambiente natatorio tarantino, si parla: erano in tanti a scommettere sul suo futuro radioso, oltre che il suo allenatore Vito D’Onghia. Gente, questa sin da piccola batteva i ragazzi e non aveva rivali in Italia quando gareggiava. E lei lo ha sempre saputo, senza però mai montarsi la testa. La piscina non è per Benny uno strumento, uno smarphone, un tablet: è semplicemente la seconda casa, l’acqua è l’elemento naturale in cui bracciate e respirazioni le danno vita, gioia, entusiasmo. Emozioni che pulsano nel suo cuore di giovanissima, proprio come solo a quell’età puoi vivere e gustare fino in fondo.
Un giorno di qualche anno fa, in un Trofeo delle Regioni, Benny Pilato completò la squadra di… pallanuoto: lei accolse l’invito del selezionatore Mattia Di Noi, che ovviamente la conosceva benissimo, e affrontò il torneo senza problemi. Anzi, con una bugia innocente spaventò D’Onghia rivelandogli la volontà di passare alla pallanuoto: ovviamente, lo scherzo riuscì in pieno. Eppure, quell’escursione nella pallanuoto fu l’ennesima conferma della grande spensieratezza di Benny, del suo amore per la piscina, della sua voglia matta di mettersi in gioco e giocare senza porsi limiti, del suo modo di dare una mano alla sua squadra, allora la Mediterraneo.
La sua medaglia d’argento qui a Taranto ha scatenato entusiasmo ma anche qualche polemica: una città di 200mila abitanti che non possiede una piscina da 50 metri è una vergogna. Vero, verissimo. In un recente passato, la Rari Nantes per due volte ha conquistato la serie B di pallanuoto per giocarsela poi a Bari, nello Stadio del Nuoto. La Pilato, per restare nel fattore tecnico, per migliorarsi e passare ai 100 rana (i 50 non sono disciplina olimpica) ha assolutamente necessità di allenarsi in vasca grande: qui non è possibile, purtroppo.
Non è una certezza avere disponibili impianti di dimensioni importanti per ottenere risultati: a Taranto basterebbe pensare al Palamazzola, utilizzato pochi anni per la A di basket donne e A1 di volley maschile di club scomparsi dalla scena, o allo stesso ‘Iacovone’, con la squadra di calcio in serie D ormai da troppi anni. Non averli, però, ti limita e parecchio pure.
Nei giorni scorsi, Benny ha ricevuto la visita di un’altra grandissima del nuoto italiano, quella Novella Calligaris che incantò il mondo e aprì la strada per i successi italiani negli anni a venire. Non sappiamo cosa si siano dette due stelle così lontane negli anni ma tantissimo vicine nel talento. Certo Benny l’avrà ascoltata, ne avrà tratto riflessioni per il suo futuro e la Calligarsi le avrà fatto capire, ancora e per l’ennesima volta, che lei, ragazza del Sud, è diventata patrimonio dello Sport italiano.
Ora Benny Pilato riparte per un’altra sfida: i Mondiali junior (20-25 agosto, a Budapest), in cui probabilmente confermerà tutto il suo valore. Ma la proiezione è Tokyo 2020: le Olimpiadi. Perchè possa gareggiare in Giappone, Benny dovrà raddoppiare la distanza e perciò lavorare duramente per entrare nella lista dei qualificati.
Già, perchè per Benny la Corea è stata solo l’inizio. La luce dei riflettori strappati al mondo a fine luglio s’è temporaneamente spenta, ma è pronta a riaccendersi per lei. Che dovrà sacrificarsi ancor di più, non c’è dubbio. Rinunciando a tanto, tantissimo: è il destino dei grandi, lei lo avrà di certo metabolizzto. Ci sono altri traguardi da raggiungere, c’è un’altra dimensione in cui entrare: l’Olimpo non è per tutti, ma per Benny può diventare casa. Di sicuro va protetta perchè il successo può accecare e indurti all’errore: la sua famiglia saprà farlo, gli amici altrettanto. E altrettanto di sicuro c’è che Benny Pilato ha carattere tosto e allo stesso tempo semplice. Ed è perciò pronta a sprigionare tutta la sua voglia e il suo entusiasmo in vasca. Dov’è libera e felice. Può farcela, perchè forte di valori forti. Perchè il suo sorriso non ha confini. Al di là del talento.
E allora, vai Benny: l’Olimpo è pronto ad accoglierti!

 

Photo © Andrea Staccioli / Deepbluemedia / Insidefoto

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

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