Ex Ilva, ANCE Taranto: “Dopo un anno delusione gestione su ArcelorMittal”

 

Il presidente dell'associazione Campagna: "Garanzie istituzioni non esistono più e affidamenti al ribasso"
pubblicato il 09 Agosto 2019, 17:00
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Ad un anno di distanza quelle garanzie istituzionali, promesse per Taranto, non esistono più e le nubi che da sempre avvolgono quel labirinto di false partenze continuano ad essere la spada di Damocle sulla vita di centinaia di imprese e migliaia di lavoratori. Condividiamo pertanto i toni allarmati dello stesso sindaco di Taranto, che prontamente ha richiesto si possa fare tutti subito chiarezza al tavolo del Mise“. Così il presidente di Ance Taranto, Paolo Campagna, in una nota, diffusa circa un anno dopo l’assegnazione ad ArcelorMittal del siderurgico di Taranto, lamentando di essere «al punto di partenza.

Le criticità che solo a luglio 2018 sembravano ormai superate restano interamente sul tavolo: “la delusione è su tutti i fronti“. Campagna punta il dito su “un contesto istituzionale non in grado, ad oggi, di accompagnare con la dovuta chiarezza di intenti lo stabilimento verso la definitiva uscita dall’emergenza“. Sotto accusa anche “gli approcci seguiti negli affidamenti dei lavori di risanamento degli impianti: se la strada è quella dei contraenti generali, dai quali si diramano verso il basso filiere incontrollate di subappaltatori, o quella di una competizione al ribasso sulle offerte, il rischio è quello di una progressiva marginalizzazione delle nostre imprese“. E da parte di ArcelorMittal, aggiunge, “quella prospettiva di una sinergia costruttiva e produttiva, più volte annunciata, continua a restare solo sulla carta“.

Inoltre, “nel Contratto Istituzionale di Sviluppo c’era un’opportunità concreta per Taranto, il lavoro allora svolto dalle parti sociali con il Tavolo Istituzionale andrebbe al più presto ripreso e portato a compimento, con indirizzi chiari“. Campagna segnala così “l’impegno che il senatore Turco sta cercando di portare avanti, che di certo arricchirà il percorso una volta riaperto“. Come Ance, aggiunge, “chiediamo che tutti i soggetti in campo (struttura di missione, gestione commissariale, ArcelorMittal) sblocchino tutti i nodi in corso e passino ai fatti, dunque alle opere“. 

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