Ex Ilva, l’allarme di Confindustria e Camera di Commercio: “Serve chiarezza sul futuro”

 

Presidente associazione industriali, Marinaro: "Basta incertezze, serve intervento del Mise". Sportelli: "Dialogo senza chinare capo"
pubblicato il 08 Agosto 2019, 15:07
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Alla luce degli ultimi eventi che hanno contrassegnato le già alterne vicende legate al centro siderurgico, esprimiamo forte preoccupazione per gli scenari che potrebbero prefigurarsi a breve“. Così il neo presidente di Confindustria Taranto Antonio Marinaro commenta la vicenda ex Ilva, precisando che “il riferimento non è riconducibile ad un singolo evento ma alla complessiva situazione di estrema confusione che a seguito dell’incessante contrapposizione fra azienda e Governo investe sia la città sia il sistema delle imprese, messe entrambe in una condizione di estrema incertezza e conseguente criticità“.

Secondo Marinaro, “la condizione è superabile solo attraverso un intervento chiarificatore del Mise, diretto interlocutore di ArcelorMittal Italia sulle diverse questioni che attengono il rapporto della grande industria con la città. Ben venga pertanto la richiesta del sindaco al Mise di convocare gli enti locali; con altrettanto favore accogliamo la proposta del senatore Mario Turco di intervenire con una clausola speciale da inserire nel Codice degli appalti che possa salvaguardare le imprese dell’indotto“. Si tratta in entrambi i casi, conclude il presidente di Confindustria Taranto, “di azioni che rispondono ad un’unica necessità: sgomberare il campo da illazioni, notizie non confermate e incertezze che stanno ulteriormente fiaccando un territorio già abbastanza martoriato. L’istanza che come Confindustria portiamo avanti va nella direzione di fare chiarezza“.

Il sistema socio-economico tarantino continua a vivere in uno stato di profonda incertezza nel suo rapporto con la grande industria siderurgica. Gli avvenimenti degli ultimi mesi testimoniano che si è lontani dalla soluzione dei problemi del territorio e che, al massimo, si ottengono temporanei armistizi, senza alcuna rassicurazione per il futuro“. Così il presidente della Camera di commercio di Taranto, Luigi Sportelli, che “commenta con preoccupazione” le ultime vicende su ArcelorMittal, ex Ilva. “Il sindaco di Taranto – aggiunge – dimostra una condivisibile attenzione su quanto accade, in questo momento cruciale non si può abbassare la guardia. Le circostanze sono preoccupanti. Viene, inoltre, dimenticata una variabile fondamentale – sottolinea Sportelli – lo stato di fiducia del sistema imprenditoriale e quello dei cittadini. Entrambi, imprese e cittadini, sempre più divisi e polarizzati e, spesso, neppure messi nelle condizioni di comprendere le conseguenze degli avvenimenti. Ogni giorno una novità negativa, un cambio di passo che riaccende lo scontro, ancor prima del confronto“.

Nell’ultimo trimestre – ricorda – a fronte di aumento delle iscrizioni di imprese rispetto allo stesso periodo del 2018 (+6,4%), le cancellazioni hanno registrato l’allarmante incremento del 20,1%. La base imprenditoriale è nella migliore delle ipotesi ferma, statica. Riattivare i meccanismi di crescita, significa anche fare in modo che chi vuole avviare un’attività economica sappia che il sistema non crollerà da un momento all’altro. Oggi queste condizioni di garanzia non sembrano essersi ristabilite: ancora un’altra estate di conflitti, a tutto discapito della serenità di aziende e lavoratori. Io invito sempre al dialogo – conclude il presidente Sportelli – anche quando le posizioni appaiono antitetiche. E’ un dovere della grande impresa e delle Istituzioni tutte, nei confronti di un territorio sofferente e più volte tradito“.

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