Ex Ilva, ArcelorMittal indagata per morte gruista

 

Iscritta nel registro degli indagati dalla Procura per la morte del gruista Massaro la multinazionale che gestisce lo stabilimento di Taranto
pubblicato il 08 Agosto 2019, 14:53
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Sono diventati dieci gli indagati dalla procura di Taranto per la morte di Cosimo Massaro, il gruista di ArcelorMittal morto il 10 luglio scorso dopo che la gru sulla quale stava lavorando al porto di Taranto si è spezzata per una tempesta precipitando in mare. Ai nove già iscritti nel registro degli indagati si è infatti aggiunta anche la società ArcelorMittal Italia. La notizia, confermata da fonti della Procura, è riportata anche dalla Gazzetta del Mezzogiorno. 

L’iscrizione della società nel registro degli indagati consentirà in questo modo di svolgere un accertamento tecnico irripetibile sui mezzi sequestrati nel pieno contraddittorio delle parti. Le operazioni peritali dovrebbero iniziare lunedì prossimo. 

Questi gli nomi iscritti nelle scorse settimane nel registro degli indagati: l’ing. Stefan Michel Van Campe, datore di lavoro e gestore dell’unità produttiva per ArcelorMittal Italia dello stabilimento siderurgico di Taranto, Vincenzo De Gioia capo Divisione Sbarco Materie Prime Parchi Primari e Rifornimenti, Carmelo Lucca capo Area Sbarco Materie Prime dello stabilimento, Giuseppe Dinoi capo Reparto di esercizio, Domenico Blandamura capoturno di esercizio del IV sporgente, Stefano Perrone membro della squadra di esercizio del IV sporgente, Mauro Guitto capo del Reparto manutenzione meccanica di ArcelorMittal, Andrea Dinoi capo del Reparto di manutenzione elettrica della fabbrica e Teodoro Zezza, capo del turno precedente rispetto al momento dell’incidente.

Al momento due i reati contestati dai pm Graziano e Di Tursi: omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e lesioni gravissime che con il recupero del corpo della vittima si trasforma in omicidio colposo. Nominato come custode giudiziario dell’intera area l’ing, Pasquale Todaro, Capo area Parchi Primari dello stabilimento ArcelorMittal.

Secondo l’accusa presente nel capo di imputazione, gli indagati avrebbero a vario titolo consentito che i lavoratori utilizzassero apparecchiature si sollevamento come le gru di banchina, non idonee all’uso previsto, avendo peraltro omesso di installare sugli stessi meccanismi tali da prevenire eventuali infrortuni sul lavoro. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/14/2ex-ilva-morte-gruista-i-nomi-degli-8-indagati4/)

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