Giovanni Paisiello Festival: dediche al primo tarantino europeo

 

Giovanni Paisiello Festival porta per la prima volta la lirica al teatro Fusco con “La finta amante”, confermati altri sette appuntamenti, il Premio dedicato al genius loci e la presentazioni di tre libri. Mentre la casa-museo potrebbe non essere troppo lontana.
pubblicato il 07 Agosto 2019, 21:07
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Il Giovanni Paisiello Festival traghetta il mare di eventi estivi verso le novità delle prossime rassegne tarantine dell’autunno-inverno, così dal 6 al 20 settembre nessun vuoto per coloro che cercano appuntamenti culturali nel periodo di mezzo, attraverso otto eventi musicali e la presentazione di tre libri.

“Si alza l’asticella sempre più in alto” – sostiene l’assessore alla cultura del Comune, Fabiano Marti che, saltando dalla presentazione di una manifestazione all’altra, avverte quel vento di cambiamento culturale che è anche in queste proposte di spessore, unite al susseguirsi di eventi che stanno offrendo non solo ai tarantini, l’opportunità di scegliere, moltiplicando l’attenzione anche di coloro che erano un po’ più distaccati di fronte alle proposte finora in atto. L’assessore, intanto, promette anche una stagione lirica, a misura nel Fusco, a breve.

Nel frattempo bolle sempre di più la pentola che l’amministrazione comunale ha messo sul fuoco per il futuro della casa museo del compositore tarantino ma le bocche sono cucite e bisognerà aspettare tempi più maturi.

La manifestazione, promossa dagli Amici della Musica “Arcangelo Speranza”, che conta già diciassette edizioni, rende merito al genius loci, il primo tarantino europeo, ricorda il direttore artistico, Paolo Ruta, in conferenza stampa, perché nel ‘700 ha girato le corti più elitarie del vecchio continente, diventando caro e vezzeggiato da Caterina di Russia, così come da Napoleone. Insomma da organista nella chiesa della Madonna di Monteuliveto, dove lo zio del madre era arciprete, ha volato così alto che si pregiano in quel di Pesaro di averlo avuto come mentore per Rossini.

E proprio nella chiesa adiacente all’abitazione di Paisiello che si terrà il primo evento il 6 settembre (ore 21) con “La cantata per la solennità del SS. Corpo di Cristo”, pagina sacra con i soprani Valeria La Grotta e Giusy Penna e il contralto Aurelio Schiavoni. Il programma prevede anche una Serata Paisielliana, il 9 settembre (ore 21), al Museo Diocesano Mudi, dove si tengono altri tre appuntamenti en plein air: il 12 settembre (ore 21) il concerto del Voxonus Quartet dal titolo “La musica da camera nelle corti d’Europa”, il 16 settembre (ore 21) lo spettacolo di teatro-danza “Duo 34” della Compagnia Tessuto Corporeo e il 18 settembre (ore 21) il recital di musica barocca dell’Ensemble Aìon con il contraltista Vincenzo Franchini.

La chicca è però rappresentata da “La finta amante”, opera buffa del 1780, che per qualche anno andò in tourneé in Russia e, come era costume fu tralasciata, per impegnarsi su opere nuove, quindi non è mai stata eseguita in tempi moderni. La si potrà ascoltare il 20 settembre (ore 21) nel teatro Fusco, che aprirà alla lirica i suoi battenti, garantendo non solo la messa in scena dai capricci del tempo e quindi eventuali rinvii ma permettendone un suo uso a tutto tondo, anche per l’organizzazione dell’ìintero allestimento, possibilmente invitando alle prove anche gli studenti, che avranno la chance di potersi avvicinare al bel canto.

Il direttore artistico Lorenzo Mattei, presenterà “La finta amante” con una conversazione in calendario il 18 settembre (ore 18). Quindi, l’opera andrà in scena con un cast composto dal soprano Fiammetta Tofoni, il tenore Matteo Roma e il baritono Jonny Bombino, rispettivamente nei ruoli di Camilletta, Gelino e Don Falcone. Sono infatti, soltanto tre le voci di quest’operina in due atti con la quale Paisiello recuperò, ampliandolo, il libretto anonimo dell’intermezzo intitolato, per l’appunto, “Don Falcone”, reso famoso da Jommelli, che lo musicò per una messa in scena a Bologna nel 1754.

Basata su una serie di gag tipiche della commedia dell’Arte improntate a una decisa fisicità attoriale, “La finta amante” ebbe la sua prima rappresentazione in Russia, a Mogilëv (l’odierna Mahilëŭ), il 5 giugno del 1780. “E fa specie – spiega Mattei – che quest’operina nata in una circostanza di corte, quella di Caterina di Russia, al cui selezionatissimo uditorio Paisiello fece assimilare lo spirito dell’intermezzo comico napoletano, sia stata poi riproposta in importanti teatri”. Infatti, “La finta amante” andò, successivamente in scena al Burghteater di Vienna, ai Fiorentini di Napoli, alla Corte di Portici e al Santa Cecilia di Palermo, per approdare a Parigi col titolo mutato in “Camilletta”. A Firenze nel 1788 era stata ridotta a un solo atto, ma ampliata a quattro voci (s’aggiungeva Balestra, amico di Gelino). Ma è soprattutto la ripresa napoletana, al Teatro del Fondo, del 1825, a fare della “Finta amante” una tra le opere più longeve di Paisiello.

Il podio dell’Orchestra da Camera del Giovanni Paisiello Festival sarà affidato al giovane direttore d’orchestra (nipote di Gabriella Ferri) Vsevolod Borzak. Firma regia e scene Alessandra Premoli, promettente regista varesina che è stata assistente di Davide Livermore, del quale ha ripreso importanti spettacoli, come il “Demetrio e Polibio” del Rossini Opera Festival al San Carlo di Napoli, prima di realizzare nuove produzioni a proprio nome, tra cui “Silla” di Händel al Palau de les Arts di Valencia e “Gli amori di Apollo e Dafne” di Cavalli all’Innsbrucker Festwochen der Alten Musik. I costumi sono di Anna Missaglia.

Si prevede che l’intera produzione dell’opera sarà registrata su CD, ma non è escluso che non si riesca a realizzare anche un DVD.

La rappresentazione de “La finta amante” sarà preceduta dalla consegna del Premio “Giovanni Paisiello Festival”, riconoscimento che ogni anno viene assegnato a una personalità o istituzione che abbia contribuito alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio musicale del compositore tarantino.

Nel corso del Festival verranno presentati una biografia di un’altro artista tarantino ‘Tino Schirinzi – un mestiere costruito sull’acqua’, prima che la frenesia dei tempi, lo releghi in qualche confine della memoria e che per i tipi di [email protected], di Domenico Sellitti è stato scritto da Alla Munchenbach. I melomani troveranno, invece interessante ‘Il secolo d’oro della musica a Napoli’, di Lorenzo Fiorito, la cui sezione dedicata a Paisiello è stata curata da Lorenzo Mattei. Infine si attendono le ultime tavole, firmate da Sammarco, di una fiaba dedicata alla vita di Paisiello e che diventerà un strumento diretto per avvicinare i più piccoli al grande concittadino.

Info www.giovannipaisiellofestival.it

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Foto di copertina: Carmine La Fratta

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

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