Ex Ilva, riparte ‘piano’ il reparto IMA 1 al porto

 

Ieri ispezione dello SPESAL. Domani riparte scaricatore loppa. Prosegue collaborazione con Italcave. Difficile situazione per i gruisti
pubblicato il 07 Agosto 2019, 21:04
8 mins

Nella giornata di ieri, presso il II sporgente del porto di Taranto in concessione a ArcelorMittal Italia Spa, si è svolto il sopralluogo ispettivo presso il reparto IMA1, a seguito delle segnalazioni pervenute allo SPESAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro) della dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto e riferite alla messa in esercizio dello scaricatore loppa “CM1” e della gru “CMS BIS” presso il II sporgente, accertando che le attrezzature sopra citate non risultano attualmente in esercizio.

L’ispezione è avvenuta alla presenza dell’ing. Vincenzo De Gioia (Capo Divisione Impianti Marittimi, Parchi e Rifornimenti), del dott. Martino Sanarica (Servizio Prevenzione e Protezione AMI), del sig. Vincenzo VESTITA (RLS AMI), degli Ufficiali di Polizia Giudiziaria Antonio Bisignano e Fabiana Rezza del Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (SPESAL) – ASL TARANTO e di Angelo Cosa del Servizio Impiantistica della DAP ARPA di Taranto.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/08/01/ex-ilva-arcelormittal-riprende-le-attivita-di-scarico-al-ii-sporgente/)

Durante il sopralluogo, così come è riportato nel verbale dello SPESAL, è stato effettuato l’accesso presso le Cabine di comando delle stesse e si è proceduto ad effettuare, tramite il Gruista/operatore AMI Marco D’Andria, le prove di emergenza e di tenuta delle tenaglie.

Per quanto concerne la macchina del ‘CM 3 BIS’, essendo lo stesso un apparecchio di sollevamento, sono state effettuate anche i possibili controlli a vuoto tra cui le prove di traslazione, massimo sbraccio, di rotazione del braccio a 360° e fine corsa lato mare, lato terra con anticollisione e fine corsa sollevamento principale (benna). Il ‘CM3 BIS’ è munito di benna, pertanto è stata effettuata prova di apertura e chiusura della stessa.

Si dà atto – si legge nel verbale – che in fase di estensione e retrazione del braccio del CMS BIS si sviluppa rumorosità al riduttore di manovra braccio, dovuta all‘assenza di lubrificante al tubo telescopico di posizionamento. Prima della messa in esercizio della stessa dovrà essere effettuata l’attività di manutenzione prevista“.

In merito alla macchina ‘CM3 BIS’ è stata acquisita corposa documentazione: ovvero “Libretto ISPESL della gru matricola 2007/200232/T A costituito da numero 7 fogli; Manuale uso e manutenzione commessa n° C.069 costituito da numero 58 fogli; Dichiarazione di conformità CE emessa dalla CERETTI TANFANI in data 28/08/2007 della gru a braccio retrattile da 50T numero di serie 0.069 costituita da numero 1 foglio; Registro delle verifiche trimestrali delle funi dal I trimestre 2016 al luglio 2019 costituito da numero 1 foglio; Certificato conformità CE della fune da 38mm n°884169810/15/10 del 14/01/2016 costituito da numero 1 foglio; Certificato conformità CE della fune da 38mm n°884193578/17/040 del 29/09/2017 costituito da numero 1 foglio; Numero tre certificati di verifiche periodiche e cura di ENGINEERING PROVECO S.r.l. riferiti agli anni 2017/2018 e 2019 costituiti nel totale da numero 3 fogli“.

E’ stata inoltre richiesta la consegna, entro e non oltre il 07/08/2019, ovvero la giornata di oggi, del Libretto delle manutenzioni eseguite secondo il manuale uso e manutenzione della gru matricola 2007/200232fl’A.

In merito alla macchina ‘CM1’ invece, “si dà atto che dalla verifica della documentazione richiesta con verbale n° 564 del 02/08/2019 ed acquisita al ns prot. 137452 del 05/08/2019, dall’elenco delle manutenzioni ordinarie e straordinarie effettuate dal 1° gennaio al 2 agosto 2019 (all. 4 nota SPPTA/669), non si ha evidenza delle attività di manutenzione programmata così come previste dal Manuale di esercizio del caricatore loppa matricola 1716/8L1“. L’Ing. De Gioia in merito a quanto sopra ha consegnato agli ispettori questa documentazione: numero 22 Check list Ispezione caricatore SL1; Richiesta di fabbisogno n° 20.902 del 01/08/2018; Richiesta di fabbisogno n° 20.898 del 01/08/2018; 7%; Schermata ordine di acquisto 5467 del 19/03/2019.

Nelle more dell’ottemperanza delle prescrizioni che verranno impartite con apposito verbale, in riferimento alle violazioni riscontrate nelle attività di manutenzione del Caricatore Loppa CM1, l’esercizio dello stesso non dovrà essere ripreso” prosegue il verbale.

Inoltre, nel corso dal sopralluogo sono stati effettuati rilievi video e fotografici.

Infine, in merito alla macchina ‘CM3 BIS’ il rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Vincenzo Vestita (Rsu Fiom Cgil) ha dichiarato che “I’anemometro installato misura velocità di vento differenti a seconda del posizionamento del braccio in quanto ci sono alcune parti delle gru che si interpongono tra il misuratore ed il vento“.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/29/ex-ilva-i-gruisti-del-reparto-ima1-senza-sicurezza-non-saliremo-piu-sulle-gru/)

La riunione odierna 

Questo pomeriggio si è tenuto un incontro al fine di rendere edotti i RR.LL.S. presenti in merito ai contenuti del Verbale di Prescrizione dello SPESAL. Al centro della discussione, un disallineamento tra i controlli previsti dal manuale di uso e manutenzione della macchina ‘CM1’ e quelli effettivamente registrati sulla documentazione specifica di manutenzione del reparto. Nel corso dell’incontro, l’Azienda ha informato i RR.LL.S. che la gru CM3 BIS è stata oggetto di controlli tecnici al termine dei quali l’ente ispettivo ha appunto richiesto solamente la documentazione specifica.

Quello che i verbali non dicono…

Domani ripartirà la macchina ‘CM1’, lo scaricatore di loppa, dopo la ripartenza la scorsa settimana del ‘CSU1’, la macchina che scarica a tazze e non come le altre a benna. Certo è che per i gruisti non è un momento facile. Su 48 lavoratori impegnati sugli sporgenti Ilva, ben 10 hanno comunicato all’azienda l’intenzione di non voler più salire su nessuna delle gru, dopo l’incidente mortale dello scorso 10 luglio. Inoltre, l’azienda ha comunicato che per il lavoro previsto attualmente sulle uniche macchine in funzione (la CSU1, la CM1 e la CM3 bis che ripartirà dopo l’ok dello SPESAL), servono soltanto 25 operai. E visto il protarsi del sequestro del IV sporgente oltre all’impossibilità di utilizzare le tre gru (‘DM5’, ‘DM6′, DM8’) una volta che lo stesso sarà dissequestrato dalla magistratura (viste le decine di milioni di danni che hanno subito), le nostre fonti ci hanno comunicato che l’azienda ha chiesto personalmente ai lavoratori se volessero cambiare reparto (e quindi essere ricollati nell’area a caldo, sulle batterie delle cokerie o presso l’area del parco minerali) oppure se qualcuno di essi fosse interessato a ricorrere alla cassa integrazione volontaria (che non ha lo stesso trattamento economico di chi ad esempio è rimasto in Ilva in AS). Del resto prosegue oramai da alcune settimane lo scarico del minerale presso la banchina del Molo Polisettoriale da parte della Italcave per conto della multinazionale ArcelorMtital.

Difficile al momento prevedere quello che accadrà.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/07/13/2quel-che-resta-di-una-gru-e-della-sua-fabbrica/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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