Taranto FC 1927: parla il diesse Franco Sgrona

 

"Le pressioni dell'ambiente?Bisogna avere pazienza. Mi ritengo un uomo di poche parole, mi piace far parlare il campo. Sono qui per lavorare sodo ed ottenere quello che mi è stato chiesto: la promozione. Il Taranto però non giocherà da solo il suo campionato, ci sono anche le altre squadre".
pubblicato il 05 Agosto 2019, 19:49
7 mins

Prosegue la preparazione precampionato del Taranto, attualmente in ritiro da una settimana a Polla. La squadra rossoblù, domenica pomeriggio, ha disputato una gara amichevole con il Francavilla in Sinni, perdendo di misura (1-0), al termine comunque di un buon test, trattandosi sempre – come si suol dire – di calcio d’agosto e considerando i carichi di lavoro anche se qualche tifoso ha cominciato già a mugugnare avanzando alcune perplessità sulla completezza dell’organico (mancherebbe qualcosa a centrocampo, ndc).

Un segnale, questo, emblematico della pressione elevata con la quale dovrà convivere per tutta la stagione il Taranto Fc 1927 in quanto è notorio che tutti si aspettano la vittoria di questo maledetto campionato di serie D ed il conseguente ritorno tra i professionisti. Ne abbiamo parlato con il direttore sportivo del Taranto, Franco Sgrona, uomo di campo e di spogliatoio più che di microfono, il quale dall’alto della sua lunga esperienza tra i Dilettanti (Noicattaro, Bitonto, Barletta, Monopoli tra i club con i quali ha collaborato), la pensa così: “Massimo rispetto per tutti, ma noi pensiamo di gestire questa pressione esterna con la massima tranquillità, il lavoro e la massima applicazione sia dei giocatori che dello staff tecnico che di tutte le componenti societarie. Abbiamo affrontato l’amichevole con il Francavilla in Sinni con un carico di lavoro spaventoso nelle gambe pertanto può capitare di perdere; francamente se poi capita che l’avversario fa mezzo tiro in porta ed al contrario la tua squadra ha molte occasioni per andare a rete non c’è molto da preoccuparsi, non vedo tutto questo allarmismo. I tifosi in questo momento devono avere pazienza, noi siamo coscienti di quello che stiamo facendo. Non devo certo scoprire io l’importanza di una piazza come Taranto e la responsabilità che si ha nel vestire una maglia così gloriosa. Abbiamo tutti un unico obiettivo in testa e lavoreremo sodo per raggiungerlo ma dobbiamo capire tutti che il Taranto non partecipa da solo al campionato e che ci sono anche le altre squadre”.

Come si è trovato a gestire la sessione di mercato in un team di lavoro che conta un allenatore esperto come Ragno , un presidente che mastica di calcio come Giove ed un direttore generale che è un dirigente di lungo corso come Montella?

“Mi sono trovato bene però non è che io sia l’ultimo arrivato nel mondo del calcio; ho vinto otto campionati nella mia carriera di cui due con Ragno, penso di aver fatto qualcosa in questo ambiente (sembra quasi rizelarsi il diesse del Taranto, ndc). Certo il presidente Giove è un fiume in piena, conosce calciatori, allenatori, conosce bene Taranto e i suoi tifosi. Il direttore Montella, tra l’altro, è stato anche presidente di una società importante come la Cavese ed con  il mister Ragnoi ci ho già lavorato e quindi tra noi due c’è piena sintonia.  Lavoriamo tutti per il bene del Taranto, confrontandoci costantemente e per me è un onore collaborare con loro.”

A che punto è la costruzione dell’organico 2019/2020? Manca qualcosa?

“Questo genere di valutazioni spettano all’allenatore ed il ritiro e le prime amichevoli servono per capire se è il caso di intervenire ulteriormente sul mercato. La squadra, comunque, è quasi completa, attendiamo ancora un po’ per dare delle valutazioni definitive”.

In una intervista recente Ragno ha detto che forse serve un innesto di un over a centrocampo. Che dice a tal riguardo?

Momento di pausa…forse Sgrona resta un po’ spiazzato…e glissa con un:” Se ha esternato questa necessità la valuteremo assieme serenamente”.

Che pensa del fatto che specie in serie D molte società ritengono di poter fare a meno della figura del direttore sportivo tanto che spesso sono i presidenti ad allestire le squadre assieme ai procuratori?

“Che penso? I soldi sono dei presidenti e decidono di spenderli come meglio credono. Avendo assunto, nel calcio di oggi, una posizione sempre più centrale la figura del procuratore magari molti presidenti si affidano a quelli che gestiscono più giocatori e costruiscono la squadra a blocchi. Certo il direttore sportivo non si occupa solo delle trattative di mercato, di scegliere i giocatori assieme all’allenatore ma è una figura utile e preziosa soprattutto nella gestione delle varie situazioni che si vengono a creare durante la stagione sportiva facendo da collante tra squadra e società; perché quando poi cominciano i problemi, qualcuno deve assumersi delle responsabilità e se non c’è il direttore sportivo chi è l’imputato numero uno? E’ anche vero che ci sono molti presidenti che di calcio ne capiscono e sono in grado di fare il mercato, di mantenersi nei budget a disposizione”.

Di lei si dice che sia una persona di poche parole e che pensa più alla sostanza dei fatti. Gli ultimi due direttori sportivi del Taranto, Montervino e Volume, a loro modo erano personaggi molto comunicativi a conferma che nel calcio moderno saper comunicare è diventato essenziale. Pensa che per lei essere una persona schiva possa rappresentare un handicap ?

“Probabilmente questo suo ragionamento è valido. Ci sono persone che amano mettersi in mostra, sanno comunicare bene e diciamo riescono a vendere bene la propria merce. A me questo aspetto non interessa, a me piace lavorare dietro le quinte, stare coi giocatori, risolvere i problemi. Alla fine ciò che conta sono i risultati e a me piace far parlare di più i fatti”.

 

 

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