Si rivedono gli operai a Palazzo degli Uffici

 

L’altro giorno, dopo anni di silenzio. Per la ristrutturazione completa attese novità dal Cis
pubblicato il 04 Agosto 2019, 08:40
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Una buona e incoraggiante sorpresa per i tarantini che l’altro giorno hanno potuto finalmente rivedere gli operai a Palazzo degli Uffici, fra le impalcature, e intenti a risistemare la recinzione, animando un cantiere da molti anni chiuso. Il maestoso edificio simbolo del Borgo umbertino, inaugurato il 28 giugno 1896 e posto nel quadrilatero compreso tra via D’Aquino, piazza Archita, piazza della Vittoria e corso Umberto, è oggetto di interventi per la messa in sicurezza. Ad operare è l’associazione temporanea d’imprese, vincitrice dell’apposito appalto, composta da Quadrato Divisione Industria srl e Consorzio Stabile Sinergica.
L’intervento ha avuto come prologo, questa primavera, la rimozione delle coperture d’amianto. Ora, spiega l’arch.Mimmo Netti, dirigente generale comunale ai Lavori Pubblici, Urbanistica e Patrimonio, si attendono le eleganti “mantovane” che sostituiranno l’antiestetico telone a strisce che ricopre completamente l’edificio e si inizierà a smontare la grande gru posta nell’atrio. Quindi si rifarà il tetto e si interverrà sulle opere strutturali verticali e orizzontali.
Sulla recinzione, inoltre, saranno posti dei banner che illustreranno i cantieri aperti in città (i prossimi saranno quelli dei “Baraccamenti Cattolica”); è inoltre molto probabile (evidenzia l’arch.Netti) che, con i lavori in corso, non vengano ridotti i parcheggi di piazza Archita.
La consegna ufficiale del cantiere è prevista entro una ventina di giorni mentre i lavori avranno una durata di 270 giorni.
Intanto, gli uffici dell’assessorato competente stanno concludendo le fasi progettuali per il rifacimento delle facciate di Palazzo degli Uffici, con annessi prospetti e infissi, per i quali sono già disponibili cinque milioni di euro. Ma tutto potrebbe cambiare se dal Cis, per fine settembre, arriveranno circa venti milioni di euro per la ristrutturazione completa. E allora si potrebbe pensare (conclude l’arch. Netti) addirittura a un unico intervento, che potrebbe aver luogo già nella prossima primavera. Incrociamo le dita.

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