Regione, Commissione Sanità: le audizioni sul Piano di riordino ospedaliero

 

Sulla delibera di Giunta regionale contenente il Regolamento regionale “Riordino ospedaliero della Regione Puglia”
pubblicato il 29 Luglio 2019, 21:10
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Seduta di audizioni in Commissione Sanità, presieduta da Luigi Manca, sulla delibera di Giunta regionale contenente il Regolamento regionale “Riordino ospedaliero della Regione Puglia”, provvedimento unico al quale si giunge dopo l’approvazione dei due precedenti Regolamenti di riordino ospedaliero (prima degli ospedali pubblici e poi delle strutture private accreditate). 

Numerosi gli intervisti previsti secondo l’ordine dei lavori della convocazione. 

Ad aprire il confronto sono state le organizzazioni sindacali della dirigenza sanitaria, professionale, tecnica ed amministrativa. In particolare è intervenuto il presidente della Sezione regionale dell’AAROI EMAC (Associazione Rianimatori ospedalieri italiani emergenza Area Critica), i cui rilievi, hanno riguardato le disposizioni in ambito di posti letto per pazienti critici a disposizione delle unità operative afferenti al dipartimento, facendo notare che in tali posti letto non possono essere allocati utenti che siano di esclusiva competenza degli anestesisti rianimatori. È stato ancora evidenziato che in presenza di una riorganizzazione della rete emergenza-urgenza del presidio ospedaliero che preveda la pronta disponibilità dell’anestesista, essa dovrà essere intesa solo ed unicamente correlata alle eventuali emergenze-urgenze chirurgiche di sala operatoria. A tal proposito è stato chiesto di delineare un progetto decisamente più specifico ed articolato che riesca ad interconnettere e ad integrare tale servizio alla rete territoriale dell’emergenza-urgenza. Infine per quanto concerne la figura dello specialista anestesista rianimatore è stato precisato che laddove sussista una pronta disponibilità di questa figura specialistica, a tale compito non potrà comunque delegarsi il medico specialista anestesista di guardia, perché ciò comporterebbe una carenza di assistenza specialista medica per tempi non preventivabili. 

Successivamente è stata la volta delle organizzazioni sindacali del Comparto sanità (FIALS CONFSAL, CISAL, FSI-USAE) i quali hanno rilevato che con il provvedimento approvato dalla Giunta regionale, si definisce in modo organico ed unitario l’intera rete ospedaliera, prevedendo un riequilibrio dei ruoli Ospedale-Territorio. Pertanto, la programmazione della rete ospedaliera e dell’offerta territoriale dovrebbe obbligare a scelte di diversificazione per livelli di specializzazione tra strutture e di definizione di precise competenze e dotazioni, in grado di coniugare l’equità nell’accesso ai servizi sanitari, con la qualità e la sicurezza degli utenti e degli operatori. 

In particolare è stato evidenziato che per poter attuare l’incremento dei posti letto previsti nel Piano (dagli attuali 11.806 diventerebbero 13.403), è necessario aumentare il fabbisogno del personale medico e para-medico e che la programmazione della rete ospedaliera e dell’offerta territoriale obbliga a scelte di diversificazione per livelli di specializzazione tra strutture e di definizione di precise competenze e dotazioni, in grado di coniugare l’equità nell’accesso ai servizi sanitari, con la qualità e la sicurezza degli utenti e degli operatori. 

Dello stesso parere i rappresentanti delle Confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, i quali hanno aggiunto che è necessario attuare un Piano di crescita della medicina territoriale per incidere sull’obiettivo della riduzione delle liste d’attesa e garantire il rispetto dei livelli essenziali di assistenza in maniera uniforme sull’intero territorio pugliese. 

Per conto dell’Omceo Puglia è intervenuto il presidente dell’Ordine dei medici di Lecce, il quale ha detto che è apprezzabile lo sforzo di ammodernamento del sistema sanitario regionale, ma restano ancora molte criticità da risolvere che potrebbero determinare il fallimento totale. È necessario pertanto, puntare alla qualità delle cure e all’integrazione con il territorio, all’efficienza e sostenibilità economica e tenere conto soprattutto che nel campo sanitario si opera con 15 mila operatori sanitari in meno rispetto al fabbisogno. 

Secondo il direttore generale degli Ospedali Riuniti di Foggia Vitangelo Dattoli, il Piano di riordino ha confermato complessivamente quanto previsto per la sanità foggiana e ha espresso soddisfazione per i livelli raggiunti in termini di edilizia sanitaria, con la rideterminazione dell’area ospedaliera e delle vie di accesso e di penetrazione, e per il raggiungimento di una buona offerta ambulatoriale e territoriale e il massimo livello del Dipartimento di emergenza urgenza. 

Da parte dell’Ordine delle professioni infermieristiche è giunto infine l’appello a sostenere l’inserimento della figura dell’infermiere di famiglia, che dovrebbe essere il responsabile delle cure domiciliari del paziente. 

I rappresentanti dei comitati consultivi misti hanno denunciato la mancanza di personale medico specializzato per quanto riguarda la Asl di Foggia, mentre a Taranto sarebbe necessario un maggiore controllo sull’appropriatezza delle prescrizioni per ridurre le liste d’attesa. 

I direttori generali delle sei Asl pugliesi, che hanno illustrato le riconversioni e le ristrutturazioni funzionali dei vari presidi territoriali, hanno denunciato invece, in maniera unanime, la carenza di medici specializzati, in particolare ortopedici e anestesisti, con il rischio del blocco dei reparti e l’impossibilità di attivazione di quelli previsti dallo stesso Piano. Criticità anche per il reclutamento del personale medico dei Pronto soccorso, per il quali è stata chiesta la possibilità di deroga alle norme. 

Il direttore del Dipartimento salute della Regione Puglia pur riconoscendo le criticità esistenti, ha tenuto a sottolineare la fiducia espressa dal MEF e dal Ministero della Salute, tutti gli interventi programmati, tra cui la revisione del fabbisogno del personale, l’indizione dei concorsi per gli infermieri, l’integrazione tra acuzie e cronicità, l’individuazione di un nuovo modello di gestione delle liste d’attesa che prevede una tripartizione delle agende e su cui è al lavoro una Commissione tecnica. La Regione è inoltre al lavoro sul piano dei tempi di implementazione necessario ad ottenere il via libera definitivo.

Alla seduta sono intervenuti anche il sindaco di Bisceglie che ha espresso soddisfazione per il mantenimento del punto nascita a Bisceglie, mentre il primo cittadino di Terlizzi ha chiesto maggiore attenzione per il territorio del nord barese che necessita di ospedale di I livello. 

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